Le dipendenze come riconoscerle e affrontarle

Le dipendenze come riconoscerle e affrontarle

di Autori vari Novalis Pagine: 242
19,00
Edizione: 2006
19,00
Presentazione del libro

Ad essere dipendenti non sono solo gli altri. Dipendenti lo siamo, quasi, tutti, non fosse che della sigaretta prima di colazione, del far conoscenze chattando il pomeriggio o del bicchiere di vino rosso prima di andare a dormire.

La dipendenza è una forza singolare che s'impossessa, con maggiore o minor vigore, della maggior parte di noi, anche se non ne siamo consapevoli.

Questo libro è dedicato alle forme nascoste di dipendenza, alle trasformazioni subite dall'ambiente della droga nel corso dell'ultimo decennio, soprattutto alle droghe leggere quali la cannabis e l'alcol e alle loro conseguenze, a volte catastrofiche, alla dipendenza dalle relazioni e alle dipendenze più attuali di tutte, quelle on-line, la dipendenza da chat, dal sesso on-line, dai giochi col computer, dagli sms.

In questo libro, attraverso interviste, articoli e molti resoconti d'esperienze personali, presentiamo i multiformi aspetti della dipendenza e riveliamo quanto modifica le persone.

INDICE:
Introduzione
La dipendenza Articolo di Gottfried Stockmar, esperto di pedagogia curativa.

Gottfried Stockmar accenna ai nessi esistenti tra dipendenza e anima. L’anima è esposta alla dipendenza. Il desiderio è una delle vie che conducono alla dipendenza. Descrizione delle svariate forme di dipendenza.
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Il letargo dei sentimenti Intervista a Ron Dunselman, presidente del consiglio direttivo della Società Antroposofica d’Olanda, di Henning Kullak-Ublick.

Ron Dunselman tratteggia la storia della dipendenza. Nel dipendente nascono vergogna, negazione e menzogna e l’anima si raggrinzisce. Sostiene che la nostra società è diventata una società di cocainomani. Per capire le droghe bisogna conoscerne la storia. L’eroina porta a non percepire i sentimenti. La dipendenza dalle droghe è un’inconscia ricerca di una vita spirituale. I giovani vogliono conoscere il mondo, anche le droghe. L’oppio genera il letargo dei sentimenti. La medicina dei tossicodipendenti è l’essere umano. Gli esseri umani devono imparare di nuovo ad ammettere i propri limiti.

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Una società di dipendenti Intervista a Peter Elsing ex-presidente del consiglio direttivo del Synanon, di Wolfgang Weirauch.

Peter Elsing sostiene che la maggioranza dei tossicodipendenti è incapace di vivere. Parla del popolo della notte di Berlino che si limita a sopravvivere e mira all’eterna felicità mentre perde il proprio Io sociale. Il fumo è indicato come il primo passo sulla via della dipendenza e l’alcool come una droga legalizzata. La dipendenza è subdola. Descrizione di hascisc (cannabis), marijuana, eroina, ecstasy, crack, cocaina, LSD e dei loro effetti. Peter Elsing si dichiara contrario alla legalizzazione dell’hascisc e alla proibizione dell’alcol che creerebbe caos.

L’intervista si conclude col suo curriculum e una presentazione del Synanon. La mia vita con l’alcol 68 Sebastian (42 anni) racconta la propria esperienza. La mia droga era la cannabis Peter (29 anni) racconta la propria esperienza.

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Assistenza ambulatoriale ai drogati Intervista a Rainer Thomasius, direttore dell’Ambulatorio-droga, di Renate Hasselberg e Dierk Lorenz.

Il professor Rainer Thomasius parla dei pazienti, bambini, adolescenti e giovani adulti, che ricorrono all’Ambulatorio. La particolare terapia che esso svolge è quella familiare d’Eppendorf. S’inizia col determinare con precisione il grado di tossicodipendenza. I primi ad arrivare sono i genitori preoccupati, ed è una buona cosa. Ora però l’Ambulatorio-droga ha raggiunto il limite delle proprie possibilità di prestazione, giacché i pazienti aumentano sempre di più. Ormai le droghe contengono maggiori percentuali di sostanze attive e i consumatori hanno altri modelli di consumo. L’ecstasy genera danni irreversibili. La ricerca sulla cannabis è in ritardo rispetto a quella sull’ecstasy. Il consumo di droghe induce disturbi dello sviluppo dell’identità.
Rainer Thomasius parla della legalizzazione dell’hascisc e prende in considerazione pure altre sostanze dannose, il tabacco e gli alcolici. Commenta che “La cannabis non è più innocua dell’alcol!” Bere a gara acquieta le emozioni. L’importante è contrapporre qualcosa alla pressione della tossicodipendenza.
L’ideale è un’infanzia senza droghe. Rainer Thomasius intende intraprendere la ricerca preventiva. Dietro alla tossicodipendenza si nascondono singoli destini. Da ultimo mette in guardia dal minimizzare il pericolo della cannabis.

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La vendetta del sovrano Studio polemico. Articolo di Dierk Lorenz, scrittore.

Dierk Lorenz ritiene che il consumo giovanile delle droghe sia un argomento che irrita la società. Legalizzazione o no? Vengono presentate tre interpretazioni del concetto di punizione visto come vendetta, correzione dell’individuo o condanna in quanto espressione esemplare di disapprovazione di un determinato comportamento. L’essere umano trasformato in cosa, su cui viene ritualmente eseguito il ripristino di un ordine.
Dierk Lorenz conclude affermando che, quando si tratta di cannabis, non giova a nulla attribuire allo spacciatore il ruolo del cattivo.

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Il risucchio degli altri Relazione tra dipendenza e indifferenza. Intervista alla psicoterapista Renate Hasselberg, di Wolf-Ulrich Klünker.

Renate Hasselberg parla delle relazioni di dipendenza. Descrive come al posto dell’Io compaia l’altra, la dipendenza. Le relazioni di dipendenza nascono dalla paura della solitudine, da un carente sviluppo dell’identità e dal desiderio di voler essere chi non si è. Per una relazione di dipendenza bisogna sempre essere in due. Ne risultano relazioni avvelenate. Esiste anche la dipendenza dal gruppo. Di solito, l’essere umano è indicibilmente solo. L’isolamento e l’individualizzazione necessari rappresentano una grave minaccia per chi vive relazioni di dipendenza. Quando si passa senza arresto da una relazione all’altra, nasce una trascuratezza etica. Le persone sono sopraffatte dai deficit del partner di turno.
Renate Hasselberg conclude invitando i terapisti a una “compassione oggettiva”.

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Sempre presenti Intervista a Gabriele Farke, esperta in dipendenze da on-line di Wolfgang Weirauch.

Gabriele Farke afferma che la dipendenza on-line non è ancora stata riconosciuta ufficialmente come tale. Alla sua base c’è la ricerca d’amore. Cosa affascina le persone che chattano? Giocano con le anime degli esseri umani e, quando vengono scoperti, cadono in un buco nero. È un nuovo tipo di incontri umani. Descrive dove inizia la dipendenza e cos’è la mania sessuale on-line. Incapacità a capire il partner. Dove inizia il tradimento? Può insorgere il desiderio di torturare?
Gabriele Farke parla del periodo in cui era dipendente e “Il mondo onirico era troppo bello” e di come l’abbia elaborato. Descrive bambini che vorrebbero essere sempre raggiungibili. Tratteggia le possibilità di prevenzione. Che fa mio figlio in rete? Parla della drastica coerenza necessaria per porgere aiuto e delle possibilità terapeutiche.

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“Sono stata chat-dipendente” Intervista ad Alexandra di Wolfgang Weirauch

Alexandra parla della causa che ha scatenato la sua dipendenza. Era finita in una chat erotica e parlava con estranei dei suoi fatti più intimi. Ne nacque una donna immaginaria che, in quella sede, partecipava a sensualissimi giochi delle parti. Si sentiva come risucchiata in un vortice, cosa che la portò a infrangersi a contatto di quella donna immaginaria. Al termine, però, Alexandra confessa “Sto dalla parte della mia dipendenza”.

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Soli in compagnia Intervista a Uwe Buermann, insegnante d’informatica, di Katharina von Bechtolsheim.

Uwe Buermann distingue tra la dipendenza legata a sostanze e quella non legata a sostanze. Chi sta permanentemente on-line è dipendente dall’emozione forte. I giovani d’oggi hanno la sensazione di non avere in ogni modo alcun’opportunità. “Chi sono io?” Sperimentare svariati modelli di personalità fa parte del gioco, ma è pericoloso. Apparentemente compio violenze. Programmi-offerta che abbindolano. Un’eccessiva esposizione allo schermo televisivo può avere gravi conseguenze quali paralisi della volontà e spasmi. La logica di Window contraddice quella reale. Ne deriva un nuovo tipo di condizionamento; far fatica è out.
Insorge l’errata supposizione che nessuno ci presti più attenzione. Le donne preferiscono venire amate che essere potenti, anche in chat. Gli sms non sono una vera comunicazione, sono solo frammenti che volano in qua e in là. Nel mondo virtuale, l’essere umano è isolato anche in compagnia. La dipendenza dai media favorisce gli attacchi degli Asura all’Io. La televisione porta a un’indifferenza animica.
Uwe Bauermann promuove l’educazione alla competenza mediatica. Dimostra che l’informatica deve giustamente entrare a far parte della formazione degli insegnanti.

Da ultimo viene presentato l’Istituto IPSUM. La leva per la ritirata e tuoni e fulmini Intervista a Oscar, studente, di Katharina von Berchtolsheim Oscar descrive il suo gameboy e come si svolge il gioco. Al termine incontra il proprio arcinemico. Descrive i sentimenti che prova in quella circostanza e dice di dimenticare tutto il resto. Descrive anche situazioni di gioco in cui tutto salta per aria. Spiega il proprio atteggiamento nei confronti della vita che prevede che tutto sia o positivo o negativo. Intervista alla madre di Oscar

Confessioni di dipendenti on-line www.mediarisk.de La mia vita è finita! La lunga strada per uscire dalla dipendenza Ricaduta nel febbraio 2004 Vivo quattro differenti identità, a volte anche nella vita reale! La mia ragazza dipende da internet e vive due vite Separazione a causa della dipendenza da on-line Mania sessuale on-line / compulsivo scaricamento di foto Dipendente e felice! Sono on-line dipendente! Masturbazione al PC. Maniaci sessuale on-line Sono computer dipendente Da anni mia figlia è on-line-dipendente! Quando sta seduto al PC, la sua famiglia potrebbe anche crepare! Intervistatori e autori


Questo quaderno fa parte di una collana di libri che vengono pubblicati ad intervalli regolari dall’Editrice Novalis. Ogni quaderno è rivolto all’approfondimento, nell’ottica della scienza dello spirito di Rudolf Steiner, di un tema specifico mediante articoli ed interviste con studiosi altamente qualificati. Vorremmo precisare che scopo di questi Quaderni di Flensburg non è quello di affermare tesi precostituite relative agli argomenti trattati; si vogliono, al contrario, presentare alcuni punti di vista che possono essere anche tra loro contrastanti, ma che servono a meglio inquadrare il problema considerato. Ci si sforza così di seguire uno degli insegnamenti fondamentali di Rudolf Steiner, quello di non voler convincere all’accettazione di una tesi, ma di fornire gli elementi necessari perché ognuno di noi possa formarsi un giudizio, in piena libertà e consapevolezza. Ne consegue, quindi, che le opinioni esposte nel testo sono da attribuirsi unicamente alla persona che le esprime, la quale perciò se ne assume la responsabilità, senza che questo implichi l’accettazione da parte dell’Editore.

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