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Fiabe e Rosacroce

Spesso confinate nell’ambito della pedagogia infantile le fiabe e le saghe rappresentano un importante contributo alla conoscenza della storia dei popoli anche grazie ai loro cantori medievali che Rudolf Steiner, in una conferenza del 10 giugno 1911, denominò «rapsodi».

Egli, alla domanda sulla loro provenienza e chiedendosi dove avevano imparato a tenere le loro rappresentazioni, si rispose che erano stati allievi dei Rosacroce nei loro templi considerati anche come scuole.

Il testo sottolinea quindi un aspetto poco conosciuto dei Rosacroce e al contempo getta una nuova luce sulle fiabe e le saghe popolari, analizzando gli elementi comuni nella tradizione di vari paesi europei e indicando gli archetipi del pensiero immaginativo.

Il mondo fantastico, che ha accompagnato l’uomo dal Medio Evo sino all’epoca attuale, e in esso le fiabe dei fratelli Grimm sono il file rouge del libro che ci conduce in una rivisitazione di questo percorso.


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