Tutto di Philippe Corentin

Philippe Corentin nasce a Parigi, approda alla letteratura per l’infanzia partendo dal disegno umoristico e passando per la pubblicità. Dice di se stesso: «Sono un grande scarabocchione, geniale, forse, ma pur sempre un buffone. Ma come diceva Raymond Queneau, “Non c’è solo l’arte ma anche la buffonata”.» Alla domanda: «Ha una vocazione, una missione come autore di libri per bambini?» risponde: «No, cercavo solo una scusa per poter abitare in campagna e raccontare i ricordi dell’infanzia di mia figlia. Per questo ho cominciato a scrivere ed illustrare libri per bambini.» E alla domanda «Cosa vuole comunicare di particolare ai bambini», lui risponde: «Provo a farli ridere, è tutto. Detesto i libri piagnucolosi che si leggono per far addormentare i bambini. È il contrario che bisogna fare, bisogna svegliarli con storie che fanno ridere. Ai bambini piace il solletico, e allora facciamogli il solletico fin dalla mattina con libri che fanno ghiri-ghiri. Ecco, io faccio libri ghiri-ghiri». E così Philippe Corentin scrive libri come L’Africa di Zigomar, dove un topolino s’impunta a voler emigrare come la sua amica rondine. Ma chi può trasportarlo? Il cuculo ma viaggia di notte; le oche ma volano troppo in alto; le cicogne… ma mangiano i topi! Rimane solo il merlo Zigomar, uccello saccente che sostiene di conoscere la strada per l’Africa, ma che si dimostrerà una pessima guida turistica. Altro capolavoro che gli è valso il premio Andersen, Papà! in cui rende relativo il punto di vista del lettore, o ancora, Signorina Si-salvi-chi-può, parodia di Cappuccetto Rosso dove i ruoli della bambina e del lupo sono invertiti. Un aspetto molto interessante del lavoro di questo autore, è la scelta di formati particolari per i suoi libri. Si pensi a L’orco, il lupo, la bambina e il bigné, in formato lungo e stretto, che riprende il gioco del lupo, della capra e del cavolo e attraverso il trucco della mezza pagina riesce a rendere ottimamente lo spirito del gioco. Oppure con Pluf! il cui formato verticale ricorda un pozzo, luogo in cui si svolge la storia. Altra particolarità di Philippe Corentin è l’utilizzo della voce narrante che racconta pagina dopo pagina le avventure del personaggio (si veda Quel Coso Lì e Patatrac!) ed infine, come in quest’ultimo I due golosoni, l’uso di immagini storte per far venire al lettore… il mal di mare!
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