Commento al Calendario dell'anima di Rudolf Steiner

Commento al Calendario dell'anima di Rudolf Steiner

di Claudio GregoratEdizioni Arcobaleno
14,00
Edizione: 1994
14,00
Con dodici tavole a colori di Giuliana Tavoni

Prefazione dell'autore.
La straordinaria importanza di questo "Calendario dell'anima" per una via di autoconoscenza meditativa è tale da indurmi a tentare questo studio. Devo confessare che dopo quarant'anni di continuo lavoro, il senso di alcune stanze mi rimane piuttosto oscuro. Da questo, l'impulso a cercare di renderlo più accessibile, per un ulteriore lavoro di approfondimento che possa valere per tutti. Nella conferenza del 2 maggio 1912, Rudolf Steiner dice: "Ognuno potrà scorgere, via via, il valore di questo Calendario e custodire il significato per molti anni e così trovare la via dell'anima umana verso lo spirituale che anima e tesse l'universo. Ma non è cosa facile rendere meditative queste strofe, conformemente al loro senso più profondo. Per questo, l'anima ha bisogno di anni e anni". Questa è la realtà! Ma ciò non toglie che si debba tentare di raggiungere una sempre maggiore comprensione, onde permettere all'anima una sempre più viva esperienza interiore. Dobbiamo considerare attentamente che è un "Calendario dell'anima": non del tempo stagionale in ralazione al corso dell'anno. Questo è la base oggettiva esteriore, sulla quale poi l'anima compie esperienze esclusivamente a carattere spirituale. Abbiamo avuto, nel corso dei secoli, tanti calendari: solari, lunari, astronomici, zodiacali; oppure delle semine, delle attività professionali, degli affari, ecc. Ed ora, dal 1912, grazie a Rudolf Steiner, abbiamo anche un 'Calendario dell'anima'. Solo questa considerazione apre la porta ad un evento eccezionale e straordinario: l'anima può unirsi all'azione del divino spirituale, attraverso i mutamenti della terra in generale e della natura in particolare, ma partecipandovi solo ispirativamente, e rendere così il processo una vicenda esclusivamente interiore e su, questo lavoro, conseguire una più profonda autoconoscenza. Si rende evidente da sè, che il commento alle 52 stanze del 'Calendario', può essere svolto in altri modi, altre immagini e altre parole. Sono però convinto che, se si rimane fedelmente aderenti al testo, per quanto si possono allargare il campo immaginativo, fondamentalmente si deve rimanere entro l'ambito assegnato dal testo stesso il quale indica traccia da seguire, dalla quale non ci si può allontanare molto.


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