“I consigli contenuti nel presente Calendario rappresentano l'applicazione pratica di una parte delle indicazioni date dall'agricoltura biodinamica, avviata nel 1924 da Rudolf Steiner. Tra le altre cose essa postula, e controlla sperimentalmente, l'influenza di forze cosmiche rilevabili soprattutto nel comportamento delle piante, e il Calendario considera principalmente questo aspetto della biodinamica.”


ARGOMENTO
Dal 1981 pubblichiamo il primo e originale Calendario delle semine basato sui moti stellari, planetari e lunari.
Concepito da Maria Thun per gli agricoltori e orticoltori biodinamici, per i quali costituisce un indispensabile strumento di lavoro, il Calendario è utilizzato con profitto anche dal floricultore professionale e casalingo.
Le operazioni di taglio, rinvaso, concimazione, ecc. danno migliori risultati se effettuate nei giorni indicati dal Calendario come favorevoli.

 

Dopo anni di pratica agricola, durante l'ultima guerra venni a conoscenza degli scritti di Rudolf Steiner e dei suoi impulsi per il progresso dell'agricoltura, realizzatisi nell'odierna agricoltura biodinamica. In un primo tempo cercai di applicare il metodo nell'orto domestico. Nel praticare un migliore studio della natura che tendesse a penetrare con piena comprensione nella vita delle piante, risultò evidente che essa non dipende solo dall'ambiente terrestre circostante, ma molto più di quanto non si pensi anche dagli effetti cosmici.
Il fenomeno divenne manifesto nelle piante che avevamo seminato a distanza di pochi giorni le une dalle altre. Le piante provenivano dalla stessa semente ed erano state concimate allo stesso modo, eppure si distinguevano chiaramente tra di loro. Questa osservazione poneva molti problemi che potevano attendere una risposta solo da speciali ricerche sulle sementi.
Nel corso di alcuni anni vennero fatte giornalmente, durante il periodo della vegetazione, delle piccole semine, osservando poi le differenze di struttura delle piante e confrontando i raccolti. In seguito venne osservato il peso dei raccolti di radici, tuberi e foglie giunti a maturazione per il mercato.
Poiché fu ovvio supporre che le differenze evidenziate fossero determinate da forze cosmiche, vennero fatti dei confronti con i ritmi della Luna, il corpo celeste a noi più vicino. In quel tempo la ricerca scientifica era in genere occupata a esaminare la Luna sulla Luna stessa, e a noi parve che valesse la pena di sondare le sue impronte sulla Terra. All'inizio i risultati furono insoddisfacenti. Lasciavamo però sempre una parte delle piante giungere fino al seme, in modo che la pianta potesse venir osservata e colta nella sua completezza. Ne risultò con chiarezza una quadruplice articolazione in radice, foglia, fiore e frutto.
Si immaginò allora che le differenze osservate sarebbero ricomparse in concomitanza con le fasi lunari, e in effetti dai confronti risultò subito chiaramente che si trattava di impulsi che si ripetevano a brevi intervalli. Si dovettero quindi studiare altri fenomeni astronomici e fare dei confronti.
Dopo cinque anni di ininterrotte ricerche, si poté stabilire una contemporaneità fra i fenomeni vegetali e i ritmi della Luna siderale in rapporto al momento della semina. Nella sua rivoluzione attorno alla Terra, la Luna appare come segno e mediatrice di forze cosmiche lontane. Osservando la Luna nel cielo notturno possiamo vedere come essa si sposti di notte in notte, e orientarci sulle stelle fisse che appaiono dietro il suo corso. La Luna, come anche i pianeti, si muove sempre avendo sullo sfondo le stelle dello zodiaco. Questo si articola in dodici regioni dalle quali, secondo le nostre osservazioni sulle piante, fluiscono le forze cui la Luna fa da mediatrice. Quando nel suo moto entra in un'altra corrente di forze, cessa l'impulso precedente, ed essa media quello nuovo.
La Luna agisce sul terreno e può influire su ogni mansione: nel sistemare il letto di semina, nei lavori di zappatura e di spostamento di terra. Sopra il terreno, l'impulso cosmico diviene accessibile alla pianta; il terreno è il sostrato della pianta.
Dopo che fu evidente che nei fenomeni osservati si manifestano dodici impulsi, non vennero più fatte semine giorno per giorno, ma solo quando la Luna passava dinanzi a una nuova costellazione dello zodiaco: quindi dodici semine in una rivoluzione di 27 giorni. Fu così possibile immettere più specie di piante nelle ricerche. Il raccolto fu fatto con lo stesso impulso avuto per la semina. Ogni seme così ottenuto con un impulso zodiacale diverso, fu in seguito seminato con tutti i dodici impulsi, ottenendo così 144 varianti di semi. Si poterono in tal modo trovare le qualità cosmiche che si manifestano o nella sostanza nutritiva o nella forza di rigenerazione.
Nel considerare la qualità, il peso, la misura, risultò che le dodici regioni cosmiche si raggruppano secondo quattro diversi impulsi di crescita, che si manifestano rispettivamente nella crescita delle radici, nello sviluppo delle foglie, nella formazione dei fiori e nella maturazione dei frutti e dei semi. Una rivoluzione lunare dura 27 giorni; ciascun gruppo di quattro impulsi dura circa nove giorni. I quattro impulsi si ripetono quindi tre volte nel corso di ogni rivoluzione. A ciascuna ripetizione diamo il nome di trigono. Procedendo nelle ricerche sulla crescita, furono anche eseguite osservazioni meteorologiche. Saltava all'occhio che i giorni di frutti mostrassero in genere una tendenza al calore, che nei giorni di foglie si verificasse il massimo di precipitazioni, che nei giorni di radici fosse maggiore la tendenza alle gelate notturne e al freddo, e che i giorni di fiori si presentassero prevalentemente con cielo sereno e Sole brillante. Si poté pertanto pensare che gli impulsi dello zodiaco, in ultima istanza mediati dalla Luna durante il suo corso, impiegassero i classici elementi di terra, acqua, aria e calore per poter agire nella vita della Terra e delle piante.
L'elemento terra trasmette forze dalle regioni zodiacali di Toro, Vergine e Capricorno, e sollecita la crescita delle radici e dei tuberi, per esempio in carote, sedani, rape, barbabietole, patate, cipolle, ecc. L'elemento acqua trasmette forze dalle regioni zodiacali di Pesci, Cancro e Scorpione, e favorisce lo sviluppo delle foglie, per esempio in insalate, spinaci, cavoli, erbe, cavoli-rapa, cavolfiore, porri, piante da foraggio. L'elemento aria-luce trasmette forze dalle regioni zodiacali di Gemelli, Bilancia e Acquario, e favorisce la formazione dei fiori in tutte le varietà.
L'elemento calore (fuoco) trasmette forze dalle regioni zodiacali di Ariete, Leone e Sagittario e sollecita la maturazione di frutti e di semi in tutte le varietà di cereali, in zucche, pomodori, fagioli, piselli, fragole e frutta. Gli impulsi dalla regione del Leone favoriscono in modo speciale la qualità delle sementi, in aggiunta alla buona germinazione.
Risultò anche che nella crescita delle piante non agiscono soltanto la Luna e lo zodiaco: i pianeti stessi inviano le proprie forze, contribuendo alla prosperità delle piante.
A volte capitava che non germinasse un seme proveniente da una serie di sementi. Controllando il momento della semina dell'anno precedente, risultò che era avvenuta nel periodo di tempo in cui la Luna copriva un pianeta. Poiché questo fenomeno si ripeté con piante diverse, ma sempre nello stesso giorno di semina, se ne poté dedurre che, a seguito della copertura della Luna, l'impulso planetario che avrebbe stimolato la forza rigeneratrice della pianta era stato ostacolato.
Per molti anni, accanto alle altre ricerche, vennero fatte semine in momenti in cui vi era copertura di pianeti. Poiché non era possibile misurare la durata di questa azione negativa, si fecero delle semine ogni ora, nella speranza di individuare il limite temporale. Da quindici anni lavoriamo per risolvere questo problema, ma non siamo ancora giunti a un risultato definitivo; oggi ci è però chiaro che ogni pianeta trasmette alla pianta qualche forza specifica che, a seguito della copertura da parte della Luna o di altri pianeti, viene impedita di agire al momento della lavorazione del terreno e delle semine. Il fenomeno è di grandissima importanza in agricoltura, soprattutto nella produzione di sementi e nell'allevamento.
Negli ultimi anni sono state fatte molte ricerche al riguardo, perché si sono verificate ogni mese più coperture. Poiché i pianeti lontani si muovono molto lentamente, ogni loro congiunzione con la Luna può avere un effetto di copertura per diversi mesi.
Nella crescita delle piante compaiono anche altre relazioni reciproche dei pianeti, per quanto riguarda il momento della lavorazione del terreno e delle semine. Se due pianeti si trovano nel cerchio dello zodiaco a una distanza di 180° fra di loro, dunque in opposizione, sulla crescita delle piante abbiamo sempre effetti più favorevoli rispetto alla congiunzione, quando cioè due pianeti si trovano nello stesso grado e nello stesso segno, e quindi il più vicino copre il più lontano. Soprattutto il sommarsi di congiunzioni, cioè più pianeti nella stessa direzione cosmica, può portare a un arresto immediato nella crescita, e anche a infestazione fungina. Molte semine di confronto con costellazioni del genere hanno portato senz'altro a questi risultati.
Allo stesso modo si ebbero difficoltà nella crescita dopo una semina fatta quando la Luna o un pianeta interseca l'eclittica. Si hanno allora i giorni di nodo: della Luna, di Mercurio e così via. Circa l'80% di tutte le prove fatte nei giorni di nodo lunare mostrarono una diminuzione nella crescita delle piante, senza per altro che fosse possibile chiarire quale fosse la causa del rimanente 20%. Sono particolarmente forti i disturbi dovuti ai giorni di nodo di Mercurio, e nell'anno se ne hanno per sette o otto giorni. Questi giorni portano in genere con sé un freddo inatteso. Nella loro rivoluzione i pianeti tagliano due volte l'eclittica; se il tempo di rivoluzione è breve, sono più brevi i tempi intermedi e così anche il passaggio ai nodi. Per la Luna dura quattro ore, per Mercurio va calcolato un giorno, per Venere e Marte l'effetto dei nodi dura quasi due giorni, e per Saturno l'effetto dura per mesi, accompagnato spesso da infestazioni unilaterali di insetti nocivi.
Già negli anni sessanta si posero altri problemi circa il momento adatto all'impiego dei preparati biodinamici. Era nota la loro azione per il miglioramento della qualità, ma in parte mostravano degli effetti dannosi evidenti; il che indicava che il momento dell'impiego non era giusto. Abbiamo condotto interminabili ricerche in merito al problema delle costellazioni cosmiche, legato ai tempi e alla frequenza dell'impiego, nonché al momento della giusta vegetazione per le singole specie di piante, badando alla qualità e ai raccolti, e riuscendo così a stabilire un metodo di lavoro. I preparati da spruzzo attivano e rafforzano gli effetti cosmici del giorno, vale a dire del momento di impiego, sia in senso positivo sia negativo. Nei casi di concimazione eccessiva o sbagliata, essi migliorano sì la qualità, ma non portano a un aumento del raccolto; in parte anzi lo fanno diminuire. In questi casi si giudica a volte con leggerezza che i preparati non abbiano avuto effetto. Usati in buone condizioni di crescita delle piante, e nella configurazione cosmica adatta per ogni specie di pianta, essi ne migliorano il sapore, la conservabilità, la resistenza e il raccolto.
Uno dei problemi più brucianti in agricoltura e orticoltura è quello delle erbe infestanti. Dal 1968 vi abbiamo dedicato molto tempo e molto lavoro di ricerca, e abbiamo potuto provare che la loro germinazione dipende anche dalle costellazioni cosmiche. Furono adottate le indicazioni di Rudolf Steiner per la soluzione di questo problema; vennero condotte ricerche per molti anni ed elaborati metodi di impiego. Accanto ai confronti tra le costellazioni, in vaso e in piccole superfici, vennero impiegate ceneri dinamizzate di semi di erbe infestanti, e confrontate in 36 diverse potenze omeopatiche, provando poi le varianti che apparivano di migliore impiego in campi sperimentali e nella pratica normale.
Sorse l'opinione che potessero diventare fattori nocivi una insufficiente struttura umica del terreno o un concime non decomposto. Per chiarire questi problemi sorse per noi la necessità di disporre confronti con concime macerato in diversi procedimenti di compostazione, e di eseguire confronti di concimazione con questi materiali. Poiché nell'agricoltura alternativa, accanto al composto di letame e di vegetali, vengono anche abbondantemente impiegate sostanze di origine animale, così come le offre il commercio, nelle nostre ricerche usammo farina di corna e di ossa, peli, cascami di lana, piume, pollina secca, ma anche cenere di legno, farina di roccia e concimi minerali.
Non è questa la sede per riferire i risultati nei loro particolari, ma già oggi è possibile dire che le sostanze animali non decomposte, immesse direttamente nel terreno, ostacolano l'azione delle forze cosmiche nel terreno e nelle piante, e anche l'effetto dei preparati da spruzzo biodinamici. Tali sostanze favoriscono le infestazioni di funghi e di insetti nocivi, diminuiscono la forza rigenerativa delle piante e favoriscono il moltiplicarsi di singole specie di erbe infestanti. Questi eventi negativi possono essere del tutto modificati, se i detti materiali vengono passati attraverso il processo di compostazione, e quindi se i necessari processi di decomposizione non avvengono direttamente nel terreno. Se queste sostanze vengono ben compostate, con residui vegetali o con letame, esse diventano un prezioso concime organico che può venire decomposto più rapidamente dagli organismi del terreno, favorendo così la vivificazione e la fertilità della terra. Allora il terreno diviene uno strumento attraverso il quale i ritmi cosmici possono risuonare, mentre l'eccesso di concimazione e l'impiego di concimi non decomposti condannano questo strumento al silenzio, lo portano a tacere.
Un altro problema che ci ha occupato per anni è quello dell'acqua. Oggi il grado di inquinamento dell'acqua è ben noto. Sono noti i problemi che sorgono prendendo indiscriminatamente acqua da ruscelli e fiumi per irrigare. Persino le autorità proibiscono di usare certe acque per l'agricoltura. Di conseguenza non è indifferente lo stato dell'acqua che si impiega per mescolare i preparati biodinamici. Se per esempio nell'acqua vi sono sostanze nocive, il lungo tempo richiesto dal mescolamento le attiva ancora di più e impedisce l'effetto del preparato.
Le ricerche iniziali (1961-63) erano state fatte con acqua piovana. Nelle ricerche successive lavorammo con acqua presa da un pozzo a mano, dal quale si poteva rilevare il livello del fiume vicino. Un giorno osservammo sulle foglie di una pianta delle piccole bruciature causate dal preparato di silice. Una passeggiata lungo il fiume spiegò il fenomeno. Fino ad allora il fiume era stato pulito, ma ora sulla superficie dell'acqua vi era della schiuma. Proseguimmo l'indagine e scoprimmo che a monte era stata aperta una lavanderia. Dovemmo così cercare altrove l'acqua per le nostre ricerche.
Facemmo perforare dei pozzi in diversi punti del campo sperimentale.i scorrere l'acqua in eccesso dal primo stagno nel secondo, e l'eccedenza di questo nell'impianto di drenaggio. In serra seminammo poi sei piante differenti in vaso, bagnandole quindi per dieci giorni con acque diverse. I vasi con le piante furono poi esposti all'aperto e lasciati alle condizioni naturali senza ulteriori innaffiamenti, confrontando poi i raccolti per quattro anni: le piante che erano state innaffiate con l'acqua passata attraverso la catena delle coppe ebbero in media un aumento di resa del 20%. In questo esperimento non abbiamo a che fare con acque di scolo, ma ugualmente lo stagno aveva acque stagnanti provenienti dal fondo che, con il movimento sollecitato, conseguirono un notevole miglioramento e favorirono la crescita delle piante. Per altro, risultò che questa acqua non era adatta per mescolare i preparati da spruzzo; erano più adatte le acque dei due stagni. Questi esperimenti dovrebbero essere continuati anche altrove e non solo, come si era pensato in origine, per il problema delle acque di scolo, ma anche per innaffiare gli orti e per abbeverare gli animali. In proposito, sarebbe opportuno esaminare le diverse qualità dell'acqua con l'aiuto di analisi chimiche e col metodo del gocciolamento, al fine di trovare ulteriori informazioni sulle caratteristiche di questo elemento.

ALLEVAMENTO DI ANIMALI
Nei primi anni del nostro lavoro di ricerca il nostro allevamento di animali si limitò ai pesci nell'acquario. In seguito facemmo confronti con mangimi e studi di comportamento rispetto alle costellazioni cosmiche con i criceti. L'alveare fu costruito lentamente, a cominciare dal 1964. Con veri e propri animali da cortile si cominciò nel 1976. I nostri nuovi terreni sperimentali erano molto poveri di fosforo, e così cercammo di aiutarci con un allevamento di pollame e con la relativa pollina. Presto ci accorgemmo che, durante un periodo di buona posa di uova si aveva all'improvviso un giorno di sospensione . Ora sappiamo che nei giorni in cui vi sono costellazioni favorevoli a terremoti, le galline fanno pochissime uova o addirittura nessuna; anche il perigeo della Luna non è molto gradito per questa attività. Alle galline si aggiunsero poi anatre e oche.

IL LATTE
Poiché i campi sperimentali si ingrandirono ancora, fino ai tre ettari attuali, dovemmo cercare altre fonti di letame. Ci decidemmo infine per le capre brune di montagna; constatammo presto che, oltre al letame, erano anche buone produttrici di latte. Le rese però oscillavano più del previsto a parità di foraggio. Il burro e la ricotta acida (Quark) prodotti in giorni di foglie avevano uno sgradevole sapore caprino, mentre il burro prodotto in giorni di fiori o di frutti aveva un magnifico aroma di noci. Più di tutto meravigliavano le differenze di quantità di burro e di ricotta acida. Questo ci indusse a separare e lavorare a parte cinque litri della produzione giornaliera di latte. Questo latte veniva passato alla centrifuga: con la panna si faceva il burro e con il latte residuo il cacio fresco. Il latte magro derivato dai cinque litri originari serviva per il cacio fresco e il latticello ancora residuo per la ricotta. Abbiamo così cercato di avere tutti i possibili prodotti solidi, calcolando poi il tutto nella resa complessiva giornaliera. Colpiva maggiormente l'elevata quantità di burro nei giorni di frutti, quindi con impulsi di calore. Si aveva la stessa tendenza quando vi erano trigoni di calore fra pianeti e quadrature di Urano. Tutte queste costella­zioni determinano raccolti elevati di frutta e di semi

LA LUNA ASCENDENTE
Dopo che la Luna, nella sua rivoluzione mensile attorno alla Terra, è arrivata al punto più alto della sua orbita davanti alla regione dei Gemelli, essa inizia a "discendere"; le sue orbite nel cielo verso sud si abbassano ogni giorno di più, i punti di levata si spostano verso sud-est e i punti di tramonto verso sud-ovest, fino a giungere di fronte alla regione del Sagit­tario. In questo periodo mettono bene radici le piante che vengono trapian­tate in un'altra sede, e perciò questo periodo viene chiamato "tempo di piantagione". Nel periodo intorno a Natale il Sole descrive archi piuttosto piccoli all'orizzonte, verso sud. Poco dopo Capodanno esso inizia ad "ascendere", descrivendo ogni giorno in cielo un arco man mano più grande, fino a rag­giungere in estate il suo punto massimo di "ascesa". Analogamente noi ve­diamo fare alla Luna e a tutti gli altri pianeti la stessa cosa: ascendere dalla regione del Sagittario. Questo ritmo non ha nulla a che fare con le fasi lunari; si tratta degli archi che i pianeti descrivono in cielo, così come si possono vedere nell'emisfero boreale; in quello australe naturalmente avviene il contrario.



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