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San Giovanni e il solstizio d’estate

Tutto verdeggia e fiorisce, le porte del Cielo sono aperte a San Giovanni, la spiritualità oggettiva si manifesta nella Natura.
L’interesse e la sensibilità, che dal sano sistema dei nervi e dei sensi possono andare incontro alla pienezza della natura, sono quegli strumenti spirituali per mezzo dei quali mai come in questo periodo dell’anno ci si sente immersi nella potente azione delle Entità Spirituali.
Si sperimentano come un’unità, in una atmosfera di sogno, le forze dell’immaginazione, dell’ispirazione, dell’intuizione.
In alto luce, calore, canti, movimento, colori, intelligenza cosmica che si dispiega; in basso silenzio, freddo, quiete, blu e azzurro in linee, piani ed angoli il terrestre si consolida in cristalli, volontà cosmica che si esprime nelle forme, Universi che si incontrano; nel mezzo il verde Essere vegetale prorompe in tutta la sua bellezza, plasmata nell’incontro delle azioni spirituali dell’alto e del basso.

Come una benedizione crescono le piante dalla terra in vigorose volute e masse verdeggianti e sfavillanti di sfumature e colori.
Il canto degli uccelli da mane a sera s’irradia attraverso l’etere e ritorna riflesso dalle cupole cosmiche per rendere fertile la vita terrena.
L’usignolo lancia verso il cosmo tutte le notti di Maggio e Giugno il suo meraviglioso canto; merli, allodole, capinere e rigogoli frullano ed effondono armonie sotto i raggi del sole, avvolgendo le piante e creando le condizioni per la loro fruttificazione.
Tutto esce dalla terra a San Giovanni, come un’aspirazione al ritorno alla patria celeste di ogni essere.

Dai campi di grano fluiscono verso l’alto luminose onde dorate; dai fiori e dai fieni essiccati al sole idrogenati effluvi aromatici s’involano eterei a riempire lo spazio cosmico; gli argini dei canali e là dove l’uomo, operando, l’intelligenza unisce a saggezza si accendon di lucciole come stelle specchiate nel firmamento; i luoghi incolti, le carraie si ammantano di bianche campanule di convolvolo.
Tutto si infiamma, scintilla e risplende, il pianeta Terra irraggia nel Cosmo ineffabilmente come nuovo Sole.
La rugiada dei mattini di San Giovanni imperla ogni foglia, in ogni sua gocciolina si specchia l’intero manifesto splendore estivo.

Ci si può alzare di buon’ora e camminare a piedi nudi su quelle goccioline benedette per suggerne il beneficio, e interpretare la magica forma che una chiara d’uovo prende durante la notte se immersa alla sera in un bicchiere pieno d’acqua e riposta all’aperto.

Si può danzare e cantare; si possono accendere fuochi le notti di S. Giovanni e così ricordarci che tutto è venuto dallo spirito e tutto risale allo spirito.
Nostro compito è accompagnare il ritorno , col libero amore.
Quanta gioia, quanto dolore! Gioia perchè sei nelle condizioni di godere della Natura, dolore perchè guardi a coloro che "l’ingiusto sociale" reprime tali condizioni, in quanto impedisce la soddisfazione dei bisogni elementari e lede la dignità umana. L’affanno degli uomini verso una giusta organizzazione sociale, l’orrore economico dei nostri tempi, il pensiero materialistico offuscano l’esigenza impellente del ritrovarsi in quella sfera di mezzo sacrificale, corale, del rapporto, del Cristo.
Un appello viene rivolto a chiunque sente di avere forze di volontà eccedenti per rivolgerle a quella che oggi si deve estrinsecare come l’arte più elevata: l’Arte Sociale.
Solo nel nascente vero rapporto che si sviluppi fra uomo e uomo (animale, vegetale, minerale) si potrà risorgere dalla progressiva morte entropica ed evolvere verso la meta dell’Umanità: il libero amore.
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