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Rivista Germogli - marzo 2014

di: Autori vari

pubblicato da: Autori vari

Cari lettori di Germogli,
con questo numero di marzo inizia il nostro quinto anno di vita. In realtà non siamo proprio già così “vecchi” perché l’avventura della nostra rivista ha avuto inizio solo alla fine del 2010, nel mese di dicembre.
Andammo in stampa entusiasti del progetto ma, forse, anche un po’ temerari e baldanzosi perché subito dovemmo fare i conti con gli strali, a noi recapitati attraverso interposte persone, di chi non vedeva di buon occhio il nascere di una pubblicazione che si occupasse “di pedagogia, di medicina e nutrizione nella visione antroposofica”. Queste poco edificanti e sotterranee azioni di disturbo alla diffusione della rivista suscitarono in redazione sconcerto e alcune domande su chi avesse il compito di informare e divulgare il pensiero di Steiner, la Scienza dello Spirito e l’Antroposofia.
“Tutto ciò è appannaggio esclusivo di pochi eletti?”, “C’è qualcuno che sa come, quando e a chi dispensare la verità?”, “Esiste l’uomo che possiede la verità integrale?”. L’umanità tutta anela a evolversi per contribuire ad arricchire il mondo.
Subire ostracismi e umiliazioni non è piacevole ma abbiamo spalle forti e questi ostacoli hanno soltanto rafforzato quella volontà di pensare sempre al meglio, di pensare a cosa si sarebbe stati capaci di offrire: anche soltanto un’opportunità in più proposta a un solo genitore in cerca di una via alla realizzazione del proprio compito terreno avrebbe confermato le originarie motivazioni.
Ora, però, si è abbastanza cresciuti e ci si può mettere in ascolto e provare a sentire il compito da svolgere, provare a comprenderne in tutta coscienza l’utilità.
Non poteva, comunque, bastare l’ostacolo da superare a spingere la crescita di questi cinque anni, ci voleva e c’è stato anche l’apprezzamento di una schiera di angeli che si sono abbonati alla rivista o l’hanno comprata, di angeli che l’hanno sostenuta anche economicamente con donazioni materiali, di Angeli con l’A maiuscola che hanno suggerito nel nostro astrale i “passi” da compiere, le strade da percorrere… Ne abbiamo fatto tesoro.
Rudolf Steiner nell’ottobre del 1918 in una conferenza sulle attività degli Angeli sul nostro corpo astrale parlò di un impulso che dà agli uomini «la possibilità di pervenire allo spirito mediante il pensiero, di giungere, superando l’abisso, attraverso il pensiero, all’esperienza dello spirito».
Il pensare, scopriamo da quella conferenza, è il nostro vero compito primario.
Steiner ci dice che: «L’uomo era effettivamente necessario altrimenti gli Dei non lo avrebbero creato. Gli Dei hanno fatto sorgere l’uomo per ottenere attraverso di lui, anche sotto forma di pensiero, ciò che essi già possedevano». Una sfida molto impegnativa, dunque, assumersi il compito di comunicare pensieri.
In redazione tutti ci auguriamo che questo 2014 per Germogli si riveli come l’anno della svolta, l’anno in cui la rivista riesca ad alzarsi in piedi sulle proprie gambe, capace di farsi conoscere e apprezzare da un pubblico più vasto, un pubblico che le consenta di percorrere la sua strada in autonomia economica e con forze profonde da mettere in campo, sia per rintuzzare le malefiche manovre del “coccodrillo” di Saint Martiniana memoria sia per continuare a dare il proprio modesto contributo alla preparazione del terreno per la discesa in questo nostro mondo di altri esseri umani che attendono il momento della loro incarnazione. L’intento non può essere che quello di continuare a gettare semi con la certezza che prima o poi germoglieranno e, se questo non accadrà attraverso di noi, siamo sicuri che si realizzerà grazie ad altri che questi semi raccoglieranno.
Uno dei motivi che hanno mosso e ancora muovono la realizzazione di questa rivista è il principio della metamorfosi nel quale crediamo profondamente. Nel nostro piccolo vogliamo dare anche noi il nostro contributo di coscienza a questo processo.
Da ciò nasce l’invito, che a tutti facciamo, a collaborare con idee, proposte e articoli, perché la vera possibilità di esprimere la vita sta proprio nella disponibilità al cambiamento, alla metamorfosi.

Scriveteci, telefonateci, comunicateci i vostri apprezzamenti e le vostre critiche: è piacevole
sentire di far parte di un unico infinito organo che tutto e tutti accomuna…
Germogli, quindi, ha ragion d’essere se avvicina, se mette in comunicazione, se è strumento collaborativo per contribuire a costruire la nuova comunità degli esseri umani coscienti. Altrimenti, se divide, se crea dissapori non ha alcun motivo per continuare la strada che ha intrapreso. Certo il criterio con cui si capisce il valore di questo nostro compito si misura anche sul riscontro che solo voi, nostri lettori, potete darci. Se vogliamo accrescere ancor di più questa nostra coscienza dobbiamo essere disposti a creare degli spazi in cui accogliere nuove capacità, luoghi del nostro essere disposti a meticciarsi, a ibridarsi pur di riuscire a permettere questo “salto di coscienza”.
Vigili, quindi e pronti a cogliere ogni intuizione che fa inoltrare in nuovi campi di sole da mietere, di energia spirituale di cui nutrirci.
Rudolf Steiner afferma che il senso dell’esistenza di ogni essere è «assolvere un compito». Quindi, secondo Steiner ognuno di noi ha il proprio compito. E, come suggerisce Mauro Vaccani in questo numero primaverile di Germogli, «scoprire questo compito e realizzarlo è il vero segreto dell’esistenza».
Quasi tutti gli autori di questo numero di Germogli, poi, ci parlano di responsabilità morale e di autoeducazione, chi esplicitamente e chi dando questi due temi come implicitamente assunti in quanto
alla base di ogni azione pedagogica. Si avverte in questi articoli lo sprone per tutti, insegnanti, bambini e soprattutto genitori, a farsi carico di questa responsabilità morale, a non sprecare questa occasione
di vivere pienamente le nostre vite. Assumere in prima persona il senso del proprio destino di esseri umani in evoluzione e lasciarsi contaminare dagli altri senza perdere la propria individualità sono
fondamentali azioni che portano a poter collaborare socialmente alla formazione di nuove comunità.

Si tratta di provare a “crescere oltre se stessi”, ponendo fiducia in tutte le potenze universali che determinano l’uomo e che, anche quando sono negative, permettono di aumentare le forze interiori. Questa è una responsabilità morale che elimina l’indifferenza e il far finta di niente. Riguardo all’autoeducazione, poi, Rudolf Steiner dice che «ogni educazione è in realtà autoeducazione… a ogni età e in ogni fase evolutiva».

 È logico dunque domandarsi qual è il compito dei genitori e degli adulti che circondano il bambino, se anche per lui vale il principio dell’autoeducazione. La risposta di Steiner è: «Offrire al bambino l’ambiente più favorevole alla sua autoeducazione». Quindi, sfruttando le forti capacità imitative del primo settennio, si tratta di creare un ambiente in cui gli adulti siano degni di imitazione.

 

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