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New York 11 settembre 2001. La disfatta dei paesi di mezzo o la fiducia persa tra Oriente e Occidente?


Come hanno affrontato nel passato uomini illuminati i momenti storici drammatici come li stiamo vivendo dopo gli attentati delll'11 settembre 2001? Antonio Rosmini scriveva attorno agli anni 1830 le seguenti parole nel suo scritto: "Nuovo saggio sull'origine delle idee: Conviene dunque oggimai non trattenersi nella superficie, né con rimedi palliativi coprire a noi medesimi l'enormità delle nostre piaghe; .......... ricostruire la scienza stessa per ricostruire la morale, per ricostruire finalmente la società scomposta e sconnessa: e che nel ricostruire la scienza incomincino l'opera da veri più elementari ......figlioli tutti della verità." p.27/28 1)
Per iniziare a comprendere gli attuali tragici eventi storici segnati dagli attentati alle due torri di New York e al pentagono di Washington, siamo invitati ad un duplice sforzo: cercare la verità e le cause dietro gli eventi esteriori ed accettare l'esistenza di spiriti favorevoli e altri che ostacolano l'evoluzione della storia umana. Premessa per un tale lavoro è accettare che ogni essere umano è teatro e palcoscenico insieme dove avvengono dal vivo atti etici e morali, ma anche il loro contrario, con tutte le atrocità e malvagità. Ogni individuo è bersaglio e teatro di quelle forze spirituali opposte. Come riconoscere quelle forze che attraversano ognuno di noi, permettendo all'individuo di diventare strumento di atti così opposti fra loro? Se questi atti conducono sempre ad individui, come mai esecutori e mandanti degli atti terroristici di quest'autunno si confondono? Mercenari hanno le medesime responsabilità di coloro che li hanno pagati per fare quegli atroci attentati contro persone civili e innocenti? Meriti o delitti conducono alla fine sempre a individui che li hanno prima pensati e poi eseguiti o fatti eseguire. Questi non possono più nascondersi dietro un gruppo, o tra una folla in preghiera, e mischiarsi nella moltitudine anonima di un popolo. Oggi quello che conta sono gli individui, il singolo, indipendentemente a quale nazione o razza appartiene.
Ma in quali condizioni quel singolo essere umano è capace di atti d'amore o di piccoli atti etici, anziché di atti atroci o terroristici? Cosa deve aver vissuto un bambino per elevarsi da adulto nell'area dell'individualismo etico e non egoistico? Come mai siamo caduti nella trappola della competizione economica globale? Dove è avvenuta la frattura interiore tra un agire in armonia tra il proprio pensare e il proprio sentire? Agli alunni non viene già insegnata la competizione attraverso i voti su pagelle, esami, verifiche, a tutti i livelli scolastici? Debiti e crediti didattici non anticipano in modo sintomatico la perdita di libertà della scuola? - Prendendo in prestito quelle parole dal mondo economico accettiamo l'invasione barbarica di concetti fuori posto nella scuola! Denunciamo la competizione disumana tra paesi ricchi e quelli poveri, ma non ci accorgiamo che questa nasce già nel modo in cui i nostri giovani vivono la scuola in continua competizione fra loro e poi nell'anelito di raggiungere un diploma o una laurea breve o 'postgraduata' che sia?
Nel corso dell'evolversi delle civiltà, qual è il compito rappresentativo per il nostro periodo storico, che possiamo denominare il quinto delle grandi epoche di culture postatlantiche? Come mai lo sviluppo dell'anima cosciente è tanto temuto dai mass media e da coloro che oggi si oppongono all'evoluzione umana?
L'evoluzione storica non concede soste. Oggi il materialismo ha trovato nel cosidetto "libero mercato" un canale di diffusione che è diventato un vortice, che travolge maggiormente chi preferisce il denaro al lavoro che svolge per guadagnarselo. La priorità dello stipendio - d'altronde indispensabile - è assoluta, indipendentemente dal lavoro che si svolge. Sono poche le persone che si possono permettere un lavoro di volontariato, o professionalmente interessante, cioè di scegliere un lavoro utile, bello e/o socialmente necessario, con una relativa o nessuna remunerazione economica più moderata di altre. Il fare un lavoro e percepire denaro o uno stipendio sono due cose distinte: lo hanno capito in pochi purtroppo, ad eccezione di quella minoranza che con amore e dedizione passa il suo tempo a fare lavori socialmente utili, come quelli domestici, accudire ai figli e così via.
Ma quali forze spirituali si nascondono dietro alla globalizzazione economica mondiale, che nelle due torri di New York aveva un simbolo ritenuto eterno da molte persone nel mondo? I fondamentalisti talebani non sono solo una minoranza fanatica, usati come mercenari? Come mai nessuna religione, corrente spirituale positiva o altro possiede la forza per arginare l'espandersi del materialismo? Chi tesse i fili della nostra storia contemporanea, senza dire, senza svelare i propri intenti? I popoli dell' Europa dell'est sono stati i primi bersagli di questi intenti storici occulti. Caduti i regimi comunisti, sono stati letteralmente invasi dall'occidente per fortuna senza cannoni e senza guerre, ma con una invasione commerciale-economica tanto violenta che solo aziende multinazionali poossono attuare.
Lo scrittore russo Sergej O.Prokofieff descrive gli intenti delle confraternite occidentali; nel suo libro sulle sorgenti spirituali dell'Europa orientale egli vede in questo "occultismo meccanico" dell'occidente coloro che vogliono conservare il passato e non far nascere un'etica individuale; questi hanno paura dell' individualismo etico.(pag. 328, 2) Bin Laden e i suoi seguaci, offuscati e deviati da un fanatismo religioso patologico, sono solo loro esecutori, semplici mercenari moderni. Ma sono trasparenti - grazie alla loro lucidità luciferica -di dichiarare che sono contro quell'America unilaterale che si manifesta nel mondo come fenomeno dell' Americanismo.
Il filosofo O.Spengler aveva fatto una previsione sulla decadenza della civiltà occidentale, indicando anche una certa data: l'anno 2200. Rudolf Steiner la considerava non solo una vaga profezia. E ne dava una spiegazione scientifica-spirituale: in quella data terminerà la reggenza di Michele, e qualora l'umanità non avrà accolto il principio dell'iniziazione come principio di civiltà, la civiltà precipiterà in un abisso. (pag.329, 2) Tutto dipenderà se l'umanità avrà sviluppato un cuore e un senso di conoscenza per quanto viene dalla scienza dello spirito o Antroposofia. - La leggenda del grande Inquisitore di F.M. Dostojewskij e il breve racconto dell'anticristo di W.Solovjow anticipano tali pericoli sul percorso della nostra storia contemporanea. (pag.330, 2)
L'Americanismo ha trovato nella globalizzazione il veicolo per una diffusione mondiale del materialismo esagerato, che in Europa ci ha solo sfiorato. Il culto del denaro e del guadagno è tanto radicato che si può parlare di una demonizzazione delle persone ai vertici delle multinazionali. E nel loro atteggiamento verso il denaro, gli Arabi e gli Americani sono simili: lo amano prima di tutto, indipendentemente dal resto che fanno come lavoro. E in questo atteggiamento offendono tutti coloro che danno priorità al lavoro volontario; tra tutti i volontari del mondo sta invece nascendo un atteggiamento verso il lavoro animato da una etica e morale individuale, staccata da qualsiasi religione o confessione. E questo lavoro volontario, per fortuna non nasce solo in Europa centrale. La società civile cresce ovunque.
Se l'Europa vuole rincorrere l'Americanismo, sarà sempre seconda e perdente; noi abbiamo altri compiti che non quelli dell'economia globalizzata. E purtroppo osservo la nascita della moneta europea con una profonda preoccupazione. Sono deluso perché non porta nulla di nuovo, solo qualche comodità per lo scambio di merci, ma per contro abbiamo perso di nuovo un' occasione storica. Da un lato apprezzo i vantaggi di sviluppare un commercio tra i paesi europei con una sola valuta, senza barriere né cambi valutari. Eppure l'Euro nasce come una moneta vecchia, non porta nulla di nuovo. Perché? Ogni moneta nasce, vive e muore, come ogni altra merce. Quando andiamo al mercato abbiamo l'occhio sulla merce fresca, quella vecchia la scartiamo. La premessa di ogni merce che invecchia nel tempo la ignoriamo per le monete, che non sono altro che merci, che sono trattate sui mercati di tutto il mondo. Ci culliamo nella illusione antica che il denaro è come l'oro, quando non esistevano ancora le valute elettroniche. Una realtà che è scomoda viene ignorata. Le valute non invecchiano mai? L'inflazione è uno spettro che nessunno vuole nominare, eppure esiste, e si vendicherà tanto più violentemente quanto più non la si vuole accettare e quindi regolamentare.
Con l'entrata dell'Euro, l'Europa ha perso un'occasione storica per rinnovare l'economia monetaria con uno spirito di solidarietà verso lavoratori e risparmiatori, che pagheranno l'invecchiamento selvaggio dei loro risparmi. Un pensare giuridico-dialettico avrebbe dato all'Euro una veste diversa, degna di uno Stato di diritto europeo. L’aspetto positivo dell’EURO è il fatto che viene emesso dalla Banca Centrale Europea, organo istituzionale separrato dai singoli Stati, che sono associati in questo progetto europeo. Lo svincolamento tra Stato ed economia aiuta ad evitare conflitti d’interesse ed è un primo passo verso la triarticolazione sociale (10).
Nella storia europea non sono mancati grandi personalità che avrebbero contribuito a costruire una cultura europea, in grado di tenere in equilibrio forze spirituali fra loro opposte. Una tale figura fu Kaspar Hauser, vissuto solo tre decenni in condizioni di prigioniero, contemporaneo di Antonio Rosmini. Kaspar Hauser non fu solo rapito da bambino e rinchiuso in una torre con acqua e pane, ma alla fine della sua breve vita anche ucciso da forze barbariche che non volevano che succedesse al trono del Baden-Wuertenberg. Nel libro già citato, Sergej O. Prokofieff descrive le forze che conducono la lotta contro la nascita dello spirito nel centro dell'Europa: Kaspar Hauser fu ucciso da persone manipolate dalle logge occidentali e dai gesuiti. (pag.333, 2) Anselm von Feuerbach, giurista, ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità di chi potrebbe essere stato Kaspar Hauser. Nelle sue ricerche, pubblicate ora anche da Adelphi nella piccola biblioteca n.382 nel 1996, egli arriva alla conclusione che nella serie dei reati commessi ai danni di Kaspar Hauser sono coinvolte persone che devono disporre di mezzi eccezionali. Il fatto stupisce che tanto l'abbandono di Kaspar quanto il successivo tentato omicidio nei suoi confronti siano avvenuti in una città come Norimberga in pieno giorno, per così dire pubblicamente, come il crollo delle due torri a New York..........(pag.134, 3) Geminello Alvi, nella sua postfazione di quel libro, scrive a pagina 211: "La vicenda del povero Kaspar Hauser ha tutti i caratteri dell'intrigo dinastico. Ed è stupefacente l'enorme numero di saggi, film, indagini che sono stati finora dedicati in Germania al Kind von Europa. Proprio a queste minute e diverse ricerche si deve del resto la deduzione che all'intrigo dinastico si aggiunse allora quello internazionale. Di esso Lord Stanhope, un diplomatico inglese membro della camera dei Pari, sarebbe stato il principale attore....." Nel lunedì di Pentecoste del 1833, Kaspar Hauser si sentì male. Ai primi segni di paralisi, perse la parola, ma prima di morire, fedele al suo compito fino all'ultimo, annotò su un foglietto: "Mi hanno dato qualcosa." Secondo Daumer, alto protettore di Kaspar Hauser, egli manifestò morendo tutti i sintomi di avvelenamento arsenicale. (pag.210, 3) - L'Europa centrale, senza la guida di Kaspar Hauser ha preso, negli anni successivi alla sua morte, purtroppo una strada diversa.
Dopo quasi un secolo, l'Europa centrale ha perso un'altra occasione per creare nella Mitteleuropa una situazione nuova degna di uno sviluppo spirituale, economico e giuridico. Il tentativo fu fatto nel 1918, quando il segretario di Stato tedesco R. von Kuehlmann fu convocato il 3 marzo 1918 a Brest-Litowsk per firmare il trattato di pace con gli alleati. Aveva nella cartella la bozza del memorandum che conteneva le idee della triarticolazione sociale. Aveva promesso di leggere e mettere quelle idee sul tavolo delle discussioni di pace, che siglavano la resa della Germania dopo la prima guerra mondiale. Non ha mantenuto la promessa, quelle idee non furono proposte, mentre sarebbero state benefiche per tutta l'Europa. In mancanza di un ordinamento sociale nuovo, l'Europa centrale sprofondò dopo pochi decenni nella seconda guerra mondiale.
E' sintomatico che quasi esattamente dopo cento anni dalla morte di Kaspar Hauser, nell'aprile 1932 affluivano dall'estero a Hitler somme considerevoli. Scrive Christoph Lindenberg nel suo libro "La tecnica del male" che tramite il Credito Svizzero arrivarono alle casse di Hitler dai 40 ai 45 milioni di marchi. Chi fossero i donatori stranieri, lo si può soltanto supporre........... Prima di tutti viene fatto il nome del direttore generale della Royal Dutch Shell, sir Henry Deterding, ma probabilmente parteciparono anche al finanziamento della NSDAP Ivar Kreuger e i magnati dell'armanento Vicker e sir Basil Zaharoff. (pag.94, 4) Come sia giustificato chiedersi quali aspettative avevano i finanziatori di Hitler, così possiamo chiederci quali mete hanno oggi coloro che finanziano i terroristi che sono morti con le vittime innocenti nelle due torri e nel Pentagono? Dobbiamo attendere ancora un secolo per ottenere luce e verità sulle tragedie dei giorni nostri? Non possiamo intuire una continuità storica di chi non vuole che nasca un' Europa forte spiritualmente?
Rudolf Steiner ammoniva già ai suoi tempi di sviluppare rapporti internazionali, ma non solo economici; anzi questi devono essere preceduti da un sincero interesse verso le culture e le civiltà locali. Egli parlava di una "vita spirituale produttiva". Cosa vuol dire questo? Auspicava che i rapporti internazionali fossero basati su relazioni tra uomo e uomo, (tra donna e donna), non tra funzionario e funzionario o direttore vendite e direttore vendite. Solo in seguito a questi rapporti umani di interesse culturale possono svilupparsi comunità economiche sane e durevoli. L'economia non deve precedere, anche se può essere lo spunto dell' incontro iniziale. Economisti e imprenditori internazionali devono prima sviluppare un interesse per la cultura delle persone, con cui vogliono sviluppare affari. E' una regola non solo per chi guarda agli affari verso l'Oriente.
Diametralmente opposti a questi pensieri che hanno radici nell'Antroposofia, la teoria dello scontro delle culture o civiltà, si rivela una manipolazione delle menti, che sono solo teste slegate dai cuori. Il politologo dell'establishment americano Samuel P.Huntington pubblicava nel 1993 le sue teorie. Il libro di Huntington "The Clash of Civilisations", apparso a New York nel 1996, pubblicato da Garzanti nel 1997, anticipa nella sua lucidità e crudeltà di pensiero freddo e disumano la tragedia stessa che ha colpito quella città in un bel giorno d'autunno come l'11 settembre 2001? (5) I Talebani non erano gli alleati degli Americani quando si trattava di scacciarre i Russi da Kabul, non meno di dieci anni fa? Chi li ha armati, se non i servizi segreti americani? Cosa accomuna Americani e Talebani, se non l'uso discriminato e disumano del denaro che hanno accumulato? - Ricordiamo che l'Afganistan è solo un paese d'avanposto di tutte quelle Repubbliche centrasiatiche, uscite dall' Unione sovietica, ricche di gas naturale e petrolio. Tali ricchezze fanno gola non solo ai Cinesi, ma ai magnati petroliferi americani, di cui la famiglia Bush fa parte. E Bush jun. ha un debito verso i magnati che hanno finanziato la sua campagna elettorale. Altro che intrighi dinastici e internazionali! Chi vuol capire cerchi solo di riflettere con il proprio pensare queste condizioni storiche attuali. E la teoria dello scontro tra le civiltà di cui Huntington è solo l'autore pubblico è una distorsione bugiarda della storia contemporanea. Le culture non si scontrano, ma si confrontano e si scambiano, rinnovandosi. Si scontrano invece le degenerazioni patologiche di fondamentalismi economici e religiosi. Il magnate e imprenditore musulmanno Aga Khan, famoso in Italia per la sua Costa Smeralda, nato a Ginevra il 13 dicembre 1936, divenuto capo spirituale degli ismailiti nel 1957, dice nella sua intervista al Corriere della Sera del 22 ottobre: "Non c'è un conflitto di civiltà, bensì una grande dose d'ignoranza, di scarsa volontà di approfondire la reciproca conoscenza." (6)
Ma in fondo a questi tormenti occidentali e orientali, qual è il compito della vita spirituale dell' Europa centrale, la cosidetta Mitteleuropa? Cercare e mantenere un equilibrio è il suo compito speciale; ma in particolare, l'equilibrio tra chi? Tra le persone? Tra le culture diverse? Tra Occidente e Oriente? Tra religioni cristiane, induiste, buddhiste ecc., per non menzionare quella islamica che oggi ci preoccupa più di ieri, solo perché i terroristi sono islamici fondamentalisti ? Le confessioni cristiane non hanno forse avuto nella storia passata quelle crociate che sono partite per "liberare" il S.Sepolcro dagli infedeli? E in questo agire hanno tradito il Cristianesimo, come oggi i Talebani terroristi tradiscono la religione Islamica? Manca oggi una coscienza storica, cioè il senso che ogni civiltà e cultura si evolve e cambia nel tempo. Come accenna Claudio Gregorat nel suo libro "Il confronto col male", le chiese sono fossilizzate in una data epoca storica e frenano l’evoluzione delle religioni (11).
Comunque sia, i paesi europei hanno il compito di mediare tra forze opposte. Ci troviamo oggi nel quinto periodo postatlantico, periodo al quale spetta la nascita e lo sviluppo dell'anima cosciente. Cosa vuol dire questa anima cosciente, premessa per un individualismo etico? Consapevolezza non solo tra esseri umani, non solo tra uomini d'affari e uomini di cultura, ma consapevolezza tra civiltà diverse. Studiando le civiltà diverse, interessandoci profondamente per lo spirito e la cultura locale che anima e vive in ogni civiltà, scopriamo che le civiltà si evolvono nella storia con ritmi diversi. Ci sono civiltà nascenti e civiltà morenti, senza che questo fluire storico aumenti o diminuisca il valore intrinseco di ogni civiltà. Sono momenti storici diversi, di cui ognuno di noi ha bisogno di partecipare per vivere la propria biografia.
E mentre osserviamo gli scontcri tra eserciti diversi, notiamo che le credenze religiose superficiali, meno evidenti che non quelle fondamentaliste, si espandono nell'opinione pubblica delle parti in causa, per giustificare invece la lotta esteriore in corso, che non è altro che per le risorse di energie e materie prime preziose. Il petrolio dell' Asia centrale potrebbe cadere nella mani dei Cinesi? - Uomini di culture diverse non si combattono mai, ma si confrontano, lasciano le armi a coloro che le usano per appropriarsi il potere da un lato e le ricchezze del sottosuolo dall'altro lato. Ma in fondo, quale forza spinge la storia ad evolversi, le culture a nascere, fiorire e poi morire? Sono principalmente due correnti spirituali che si contrappongono, si scontrano, collaborano qualche volta e alla fine si annidano nelle teste delle persone. Creano due tipi di persone opposte – Tiziano Terzani, nel suo reportage da Kabul pubblicato il 24.12.2001 sul Corriere della Sera, scrive: "Questo nuovo tipo di uomo occidentale, cinico ed insensibile, egoista e politicamente corretto – qualunque sia la politica – prodotto dalla nostra società di sviluppo che oggi mi fa paura quanto l’uomo col Kalashnikov e l’aria da grande taglia-gole che ora è ad ogni angolo di strada di kabul. I due si equivalgono, sono esempi diversi, dello stesso fenomeno: quello dell’uomo che dimentica di avere una coscienza, che non ha chiaro il suo ruolo nell’universo e diventa il più distruttore di tutti gli esseri viventi, ora inquinando le acque della terra, ora tagliandone le foreste, uccidendone gli animali ed usando sempre più sofisticate forme di varia violenza contro i suoi simili. In Afghanistan tutto questo mi appare chiaro…….."(9)
La storia conosce due estremismi opposti e alla luce della scienza dello spirito o Antroposofia gli ispiratori di questi estremismi sono chiamati esseri luciferici ed esseri arimanici. L'occidente arimanizzato è cieco per la spiritualità dell'oriente, entrambe offuscate da ideologie fondamentaliste. In occidente quelle economiche che si sono spinte fino alla globalizzazione nell'espansione economica senza sosta, in oriente quelle ideologie spirituali, che non tollerano fedeli di altre confessioni. E in mezzo ci troviamo noi, che non siamo stati capaci di creare quella cornice giuridica che distingue uno Stato di diritto. Oskar Borgman Hansen, antroposofo danese che ho conosciuto una volta durante un convegno a Rimini, scrive che è proprio un compito del centro di creare quel pensare giuridico-dialettico che può mediare le tensioni tra Oriente e Occidente. Questo compito mancato sta creando un vuoto in Europa nel quale penetrano gli estremismi del consumismo americano e del terrorismo talebano. "La nostra incapacità di capire che la violenza genera solo violenza e che solo una forza di pace e non la forza delle armi può risolvere il problema che ci sta dinanzi", sono parole di un italiano europeo coraggioso che si è spinto sul confine tra Pakistan e Afghanistan per parlare con i Pashtun e raccogliere i loro pensieri e sentimenti. (8)
Il dualismo mondiale é pericoloso non per il fatto che esistono questi esseri luciferici e arimanici opposti fra loro e operanti nella storia; ma per il fatto che questi operano insieme senza essere riconosciuti da noi: questa è la nostra disfatta. Sulla Terra, spetta all'uomo riconoscerli, sapere come agiscono, dove operano prevalentemente e poi - più importante - cercare una terza via tra di loro: questo vuol dire in pratica anelare a tenerli innoqui, grazie ad un equilibrio tra loro due. Da queste premesse può nascere una forza di pace dei paesi Europei.

Hermann Janach
Camnago Volta,
9 gennaio 2002
mail: hermann@janach.it

Bibliografia:
1) Giancarlo Roggero, "Anntonio Rosmini", 1988 Natura e Cultura editrice, Alassio SV
2) Sergej O.Prokofieff "Die geistigen Quellen Osteuropas und die kuenftigen Mysterien des heiligen Gral", Verlag am Goetheanum, 2.edizione tedesca 1995; vedi anche edizione italiana: Il Capitello del Sole, Bologna, 2001
3) Anselm von Feuerbach, Kaspar Hauser, ADELPHI, Milano, 1996
4) Christoph Lindenberg, La tecnica del male, Filadelfia editore, Milano, 1980
5) Corriere della Sera, pag. 6, 1 novembre 2001
6) Karin AGA KHAN, Corriere della Sera del 22.10.2001, pag. 9
7) Oskar Borgman Hansen, Settimanale "Das Goetheanum" n.43, del 21.10.2001, p.777-780.
8) Corriere della Sera, 31 ottobre 2001, pag. 14 e 15
9) Corriere della Sera, 24 dicembre 2001, pag. 8 e 9
10) Bernhard Steiner, settimanale "Das Goetheanum", n.1/2 del 30.12.2001: "L’Euro – un passo verso la separazione tra Stato ed Economia."
11) Claudio Gregorat, "Il confronto col male"
12) ‘Associazione Amici Scuola Steineriana’, via C.Clericetti 45, Milano.
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