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La Scuola è un'azienda?

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Il Laboratorio di Economia ha concluso la prima fase del lavoro messo in conto per quest'anno, dedicata alla lettura del testo "Prelude in Economics" del Prof. C.H.Budd (disponibile in lingua inglese presso l'armadio-libri della scuola di Trecallo ).

Questo breve scritto intende riassumere alcune delle considerazioni che ci sono parse rilevanti in relazione al nostro ruolo di gestori-genitori di un organismo che si propone di operare nella sfera dello spirituale, ed in particolare nell¹arte dell¹educare.
Osserviamo dapprima il "processo economico" .
La seguente descrizione ­ come distillata dal mondo delle idee ­ ci permette di accogliere l'economia nella generalità della sua essenza: "Nel soddisfare i propri bisogni materiali, l'umanità crea valore in eccedenza rispetto alle proprie necessità materiali. Questo valore aggiunto è il CAPITALE. Il Capitale è utilizzato nella produzione di ulteriori valori. Il processo è autosufficiente, autogovernato, perpetuo" In verità l'economia dovrebbe essere il ricreare e rielaborare in pensieri questo processo di natura archetipica. Questo processo esprime se stesso nella semplice circostanza dello scambio, non meno che nel più ampio scenario della vita economica. E come la pianta è rigogliosa e ben inserita nelle condizioni naturali della terra nella misura in cui i suoi processi organici di crescita possono conformarsi alle "necessità" dell¹archetipo vegetale, così anche le nostre azioni economiche saranno in armonia con il contesto sociale dell¹umanità tanto più rifletteranno la comprensione delle necessità caratterizzanti l¹archetipo del Processo economico sopra descritto. Ripensando alla descrizione data del Processo economico, possiamo rilevare come l¹elemento chiave del suo divenire sia il Capitale. Il Capitale non è solo "una somma di denaro" oppure "un complesso di mezzi produttivi" ­ come comunemente inteso. Se ci pensiamo bene, alla radice di questi concetti sta in fondo qualcos'altro: un'idea imprenditoriale, oppure una capacità che affinata ed espressa ­ si pensi per esempio ad un pittore o ad una cuoca ­ diviene talento, diviene cioè un'abilità capitalizzabile. La "somma di denaro" non è dunque l¹essenziale, anzi talvolta non è neppure necessaria. Possiamo dunque accogliere l'immagine del Capitale che ci viene proposta dall¹autore: "una specie di cristallizzazione o materializzazione di capacità, che la gente sperimenta all¹inizio come potenziali talenti o doni di natura ­ (inclinazioni) ­ che possono poi essere affinati ed educati a divenire abilità coscientemente applicate. Dall¹applicazione di tali qualità alla natura, ne risulta il Capitale nella sua forma materiale". Aggiungerei che dall¹espressione di queste capacità ­ o dall¹impiego di capitale materiale ­ nel contesto del Processo economico produttivo, si otterrà nel momento dello scambio, quel "sovrappiù rispetto alle nostre esigenze materiali", che potrà assumere la veste della cosiddetta "somma di denaro". Come si può notare, il concetto di Capitale è stato così notevolmente ampliato. Chiediamoci ora da dove provengono queste capacità, queste inclinazioni. La risposta è a portata di mano: esse sono di natura spirituale, e altro non sono che gli strumenti per tramite dei quali l¹individuo esprimerà e sperimenterà quel che su questa terra è destinato a compiere. Essi sono il frutto della trasmutazione avvenuta nel mondo prenatale di caratterizzazioni dello spirito acquisite precedentemente. Abbiamo così trovato una relazione diretta tra il Processo economico ed il piano Spirituale, poiché della sua natura partecipa il Capitale. Sempre tramite il Capitale abbiamo così trovato un¹altra importante connessione tra il Processo economico e le istituzioni che operano con finalità educative, poiché l¹individuo che prendendo dimora sulla terra sarà aiutato a crescere in conformità alle necessità della propria natura, potrà nel corso della vita dare piena espressione e realizzazione alle sue capacità ­ ed avere fra l¹altro ruolo fecondo nel dare impulso al Processo economico. A fronte di ciò, è ben chiaro che tutto ciò che riguarda l¹ambito educativo, non può essere considerato in funzione delle necessità della vita economica, ma al contrario dovrà avere considerazione prioritaria rispetto ad essa, che a sua volta ne trarrà comunque beneficio. Abbiamo quindi identificato delle qualità, che dalla sfera Spirituale vengono a materializzarsi e ad interagire nella sfera economica. Appresa la natura del Processo economico, dobbiamo ora comprenderlo nella sua dinamica, nel suo svolgersi. Il Processo economico si muove come spinto fra due polarità, la Produzione ed il Consumo. L¹uno gli da impulso l¹altro lo trae a sé, in un simultaneo gioco di forze che non potranno essere considerate separatamente senza perdere di vista il senso del tutto. Questo significa che tutto ciò che viene prodotto deve venire in qualche modo consumato, tutto ciò che entra nella sfera economica deve, esaurita la sua funzione uscirne, creando così le condizioni perché il Processo si possa perpetuamente rinnovare. Questa legge fondamentale (che richiama il processo circolatorio nell¹organismo) vale sia per ciò che è materiale (ad esempio per le carote) così come per ciò che è di natura Spirituale. Così il Capitale, che è l¹elemento Spirituale nell¹economia, dovrà avere modo di svincolarsi dal processo economico, di "consumarsi" in modo da essere elemento rigeneratore di nuove Capacità e nuovi Talenti. Questo richiede però all¹individuo un salto di qualità, nel prendere coscienza di sé come parte integrante ed insostituibile di un organismo economico la cui natura si esprime per tramite delle singole individualità, ma i cui effetti ricadono nel campo del sociale. Ciò che dunque ha natura economica, caratterizza anche realtà ideali di natura non economica quali ad esempio la solidarietà, l¹eguaglianza o la conflittualità sociale. A questo punto possiamo del tutto comprendere la profonda relazione tra economia ed educazione dell¹essere umano. Le scuole si pongono al termine del ciclo economico, e la loro funzione è dunque quella di far defluire capitali dal Processo economico, consumandoli. Per questa ragione, al di là dei risvolti di carattere economico che di necessità esse intrattengono, le scuole non possono essere considerate enti di carattere economico - intendendo con questo termine, enti generatori di costi e di ricavi ­ ma bensì istituzioni di consumo, la cui azione dovrebbe limitarsi ad esprimere in termini economici un "bisogno" di risorse, a fronte del quale devono corrispondere "per pura necessità economica" (non per pia compiacenza), capitali destinati al consumo provenienti dal mondo economico produttivo. Queste considerazioni ci aiutano ad identificare dei compiti ben precisi che l¹attuale situazione di non-comprensione economica richiede di assolvere. Il primo consiste nel risvegliare la coscienza del mondo economico alla reale necessità economica di corrispondere ai bisogni degli enti operanti nella sfera spirituale, comprendendo in questo le scuole ma più in generale enti o individui che intendono operare entro gli ambiti educativi, artistici o di ricerca. Il secondo, nell¹imparare noi stessi, pur in mezzo alla sacrosanta difficoltà quotidiana del "far quadrare i conti", a considerare diversamente la nostra realtà scolastica; e questo richiederà l¹impegno di ciascuno - genitori, insegnanti e gestori ­ nell¹evitare di porsi di fronte alla scuola come controparte, identificando invece il proprio ruolo e le proprie possibilità di azione all¹interno di essa senza prescindere dalla comprensione delle modalità operative, o meglio delle viventi qualità, proprie ad ogni organismo di natura sociale. Il terzo compito sarà quello di identificare gli strumenti adatti ad aprire il canale tra mondo economico ed istituzioni educative. Il compito sarà più arduo laddove lo stato si appropria già di cospicue risorse ­ ridistribuendole con criteri ideologici anziché funzionali ­ sebbene vi sono segnali di maturazione di una certa sensibilità che è forse nella sola attesa di essere guidata sulla giusta via. Approfondiremo alla prossima occasione il giusto atteggiamento e gli effetti pratici a cui queste considerazioni dovranno di necessità portare relativamente ad una serie di elementi quali il significato economico del donare, la concezione del lavoro retribuito, pagato o volontario, il concetto di retta scolastica ed altro.

il Laboratorio di Economia della Scuola di Trecallo Como
tel. 031/627981 ­ 0348/2702010 - Marco Giussani

Scuola steineriana
via Mirabello 7, Trecallo - Como tel. 031.526543

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