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La pianticella che non aveva ne' fiore ne' nome

C'era una volta una pianticella che viveva in un prato, vicino ad un bosco. Essa era sempre triste. Quando Dio l'aveva creata non le aveva dato un nome  ed inoltre non fioriva mai.  A volte,  in estate, si protendeva verso il sole con tanta forza da credere che improvvisamente si sarebbe trasformata in fiore!  Ma, giunta la sera, vedeva che nulla era cambiato e ridiveniva triste, poiché pensava che non avrebbe mai avuto dei fiori e dei frutti come le altre piante.
Visse vicino a lei,  per tanto tempo, un sassolino,  tondo, tondo e tutto liscio. Un giorno le chiese: “Perché sei sempre cosi triste? Non puoi gioire con me, quando il sole mi fa brillare o quando la pioggia cambia      i miei colori?"   "NO"  disse la pianticella " io non sono un sasso, tu non puoi capire. Sono triste perché non fiorisco mai e perché nessuno mi ha dato un nome"   "Se lo vuoi"  disse il sasso diventerò tuo amico per comprenderti meglio".  "SI, lo voglio proprio"  disse la pianta.  Ma ecco che il sassolino arrivò ad amare così tanto la  pianticella che anch'esso divenne assai triste,  perché lei non aveva né fiore né nome!
Un giorno venne una grande pioggia. Era autunno. L'acqua cominciò a correre da tutte le parti e il sassolino fu trascinato più lontano. Rotolò, rotolò a lungo per la
discesa e poi d'un tratto cadde in un buco che scendeva fin nel fondo della terra. Dapprima il sassolino fu un po'  stordito... poi lentamente si guardò intorno e si accorse di essere arrivato in mezzo 'ad un popolo di nani. Pensò alla sua amica pianta,   lassù,  e divenne triste...
Un nanetto rosso che era sempre allegro lo notò e gli chiese: “Perchè sei sempre così triste sassolino?"
“Piango perché la mia pianticella piange."
“E perché piange?"
“Perché non ha mai fiori, e nessuno le ha dato un nome."
“Ah, capisco" disse il nano allegro, e diventò anche lui triste, triste per il sassolino e triste per la pianticella. Spesso quando se ne andava a passeggiare nella foresta, si sedeva di colpo su di una pietra o un grosso fungo e piangeva.
Un giorno un vecchio che viveva in questa foresta gli si avvicinò. Era un eremita, un sant'uomo. Aveva occhi per vedere i nani, gli elfi e gli gnomi.
“Cos'hai da piangere, mio piccolo ometto?" disse al nano rosso.
"Piango per il mio amico, il sasso tondo".
"Cos'è successo al tuo amico?"
E' triste perché la sua amica pianta non ha né fiore né nome".
"Ebbene" disse l'eremita "poiché piangi per quella pianticella, cercherò di aiutarti. Andrò in alto in alto sulla montagna per essere più vicino al cielo e parlerò a Dio e ai suoi angeli. Torna a trovarmi domani."
L'indomani   l'eremita accolse il nano con un grande sorriso.
"Corri svelto dal tuo amico sassolino per annunciargli la buona notizia. Dio ha riservato alla sua piccola amica una gioia che nessuna pianta ha mai avuto. Fiorirà nel più profondo dell'inverno, quando nessuna pianta avrà più né foglie né fiori. Parteciperà ad un grande mistero".
Il nano ringraziò l'eremita e si mise a correre più in fretta che poteva per raggiungere il sasso nel suo buco.
Entrambi poi risalirono la  china alla ricerca della piantina. La trovarono e decisero di restarle vicino. Il sasso l'amava con tutte le sue forze, e il nano rosso la curava, l'annaffiava, arieggiava la terra intorno a lei poco a poco si formarono dei boccioli. Ed  ecco che giunse   la più lunga notte  d'inverno: una stella meravigliosa e sconosciuta apparve nel cielo. Toccò con i suoi raggi la pianticella e dei bei fiori bianchi si schiusero.
"Voglio andare da quella stella" disse la pianta..
Il nano rosso la prese. Prese anche il sasso rotondo e liscio e si diresse verso la stella
Arrivarono cosi tutti e tre davanti alla greppia dov'era appena nato il Bambino Gesù e restarono in ammirazione Maria tese la mano verso il fiore e disse: "Vieni  vicino a me, piccola Rosa di Natale”
 
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