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Considerazioni sulla recessione che ha come centro critico l'anno attuale 2012

Le forze che creano recessione sono innanzitutto l'egoismo e l'ingiustizia sociale. Nell'uomo l'egoismo è una forza propulsiva, ma se prende il sopravvento diventa distruttivo. L'ingiustizia sociale è figlia di una secolare ignoranza culturale, nel senso che abbiamo accumulato una vasta scienza naturale ma una povera conoscenza spirituale umana e universale. La saggezza, che genererebbe dignità umana, è sostituita da indifferenza sociale e ignoranza; così le due colonne portanti di forza e saggezza che dovrebbero sostenere l'espansione dell'amore diventano paludi in cui crescono odio, invidia, indifferenza, disinteresse verso l'altro.
Dobbiamo essere ben consapevoli che questa criticità ha origine da molto lontano nel tempo e avrà ripercussioni per moltissimo tempo ancora, e oggi si fa sentire più che mai. Però ognuno che ne è consapevole è chiamato ad agire per portare impulsi di miglioramento.
Non mi inoltro nel ginepraio della finanza internazionale, la cui responsabilità recente della crisi delle nazioni è abbastanza ovvia, seppure forze occulte la mantengono in cerchie impenetrabili, oscure e avide di potere. Preferisco in queste poche righe richiamare pensieri dall'elemento universalmente umano.
Oggi assistiamo a un groviglio fra cultura, politica ed economia; groviglio che si manifesta anche nel nostro Parlamento, al quale si chiede di intervenire su tutto. Il Parlamento è composto da politici, economisti, avvocati, persone di cultura, e andrebbe bene se fosse composto da pochi rappresentanti delle tre sfere: culturale, economica e soprattutto giuridica e legislativa; perchè il suo compito precipuo sarebbe di emanazione delle leggi e di organizzazione degli organi di controllo
delle stesse (Finanza, Polizia, Carabinieri, N.A.S. ecc); quella sarebbe la sua unica funzione, invece oggi gli si chiede di risolvere ogni problema nazionale, anche negli ambiti economici e culturali.
Nella sfera economica vi sono già raggruppamenti di competenza (Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio, ecc) ma manca una sorta di Parlamento economico che li rappresenti tutti e in generale rappresenti tutta l'attività economica nazionale. Suo compito sarebbe quello di sviluppare l'economia, favorendo da una parte giustamente il progresso della meccanizzazione e robotizzazione dei processi di produzione, che tolgono sempre più l'uomo dai lavori stressanti e ripetitivi, e dall'altra un'organizzazione multiforme e multipropositiva in ogni ambito per cui ogni cittadino, che liberamente lo voglia, non si trovi mai nella condizione di disoccupato, ma possa sempre e comunque essere inserito nell'universo lavoro. Teniamo sempre presente che gli stati sono comunità di uomini che dovrebbero convivere in uno spirito fraterno entro il loro territorio.
L'uomo, nella sua essenza spirituale, anela ad essere partecipe al progresso dell'umanità, quindi non sopporta la condizione di emarginato, di disoccupato; condizione che disonora oggi quelle nazioni che vorrebbero fregiarsi di essere civili, perchè in esse serpeggia il vizio dell'appropriazione indebita . Fanno eccezione gli uomini inutili, quelli che vivono di rendita, oziando e sprecando la propria vita; esseri umani che a lungo andare si abbassano al di sotto della sfera animale, perchè non comprendono il senso sacro dell'uomo.
Il Parlamento attuale dovrebbe liberarsi anche della sfera culturale. Anche questa sfera, formata da istituzioni scolastiche, centri di ricerca, conservatori, musei, istituzioni di beni culturali ecc, dovrebbe costituire una specie di parlamento con propri rappresentanti e occuparsi della formazione e informazione tese a sviluppare menti umane libere, che abbiano accesso ad una conoscenza aperta e universale, non convenzionale e unilaterale; non solo ostinatamente materialista e selettiva, ma comprensiva dei patrimoni spirituali dei pensatori di tutti i tempi. Un parlamento culturale vigile e forte che non si lascia condizionare dalle esigenze egoistiche di poteri dominanti, in modo che i giovani, con l'educazione e l'istruzione ricevuta, possano acquisire nuove forze per diventare i rinnovatori del mondo; che durante tutto il periodo di studio di ogni ordine e grado questi trovino anche spazi e luoghi in cui si cimentino in attività pratiche e artigianali.
Scuole quindi dove si aquisisce l'amore anche per i lavori artigianali; le nostre sono ancora di una mentalità come se l'uomo fosse un essere senza mani. Quando questi giovani usciranno dagli studi, in cui saranno stati educati ad un pensiero libero, pieno, mobile, all'amore per il lavoro, al rispetto dell'altro, all'interesse per i bisogni dell'altro, e troveranno una organizzazione economica che erogherà loro fraternamente una risorsa di diritto alla vita, dalla nascita alla morte, cercheranno
la propria mansione in quella organizzazione, che saggiamente saprà collocare ogni cittadino in ambiti lavorativi, contrattando con ognuno la remunerazione, inserendoli tutti nella partecipazione agli utili aziendali e alla vita produttiva con entusiasmo e senso di appartenenza.
In tali ambiti quei lavoratori non avranno più la paura dello spettro della disoccupazione e dell'emarginazione, perchè saranno superate come in passato è stato superato lo stato di schiavitù.
La dignità umana si farà strada, ognuno sentirà di poter godere della sua partecipazione al progresso dell'umanità, sentirà il lavoro come un diritto e non più una merce, lavorerà nella collaborazione perchè si sentirà vivo e utile nel processo produttivo e non più costretto dalla necessità.
Negli uomini i rapporti col denaro cambieranno e saranno meno presi dalle illusioni e dagli inganni. Anche il rapporto con le imprese diventerà più flessibile e umano perchè nel loro animo non albergherà subdolamente la paura come ora. La spietata concorrenza che ora spesso soffoca la qualità diventerà una gara di valori e di onestà.
Le tre sfere coi loro "parlamenti" e rispettivi organi esecutivi si rapporteranno poi fra di loro come tre soci alla pari; il groviglio attuale si dipanerà e ogni sfera vigilerà che non invada le altre perchè quando lo facesse produrrebbe di nuovo gravi malattie sociali come ora. Così finalmente emergeranno una cultura libera, un'economia fraterna ed uno stato caratterizzato dall'uguaglianza. Una utopia, qualcuno potrebbe già ribattere. Certo non sarà un cambiamento facile, ma sorge l'impellenza da chi ha un profondo sentimento di amore per l'essere umano, per ogni essere umano sulla terra.
Perchè in ogni essere umano e nella natura oggi vive quell' Entità che, come elemento unico di svolta, duemila anni fa ha dato inizio al "tempo dell'uomo!", con la sua incarnazione, morte e risurrezione e che diventerà sempre più signore dell'umanità e del cuore di ogni singolo essere umano che lo cerchi, senza distinzione di razza o religione, fino alla fine dei tempi. Ognuno su questi temi porti il pensiero fino in fondo e si avvedrà della tragicità del nostro periodo storico e non di meno di questi anni di inizio del terzo millennio, in cui egoismo, denaro e smania di potere stanno dominando su tutto il pianeta come forze antiumane, in cui la dignità dell'uomo è calpestata: l'anno corrente 2012 ne è un simbolo.

Bibliografia
La fonte di questi pensieri sgorga dalla mia libera formazione nella via di conoscenza antroposofica di Rudolf Steiner. E' mia
convinzione, dopo una vita di studi, che essa sia una via indispensabile all'umanità odierna per il suo progresso, e ad ogni singola
individualità per la conquista della sua libertà, autodeterminazione e dignità di essere umano sacro.
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