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Conferenza sulle innovazioni in Agricoltura Biodinamica - Modena

Tenuta da Alex Podolinsky, celebre scienziato stimato in tutto il mondo..

Tenuta da Alex Podolinsky, celebre scienziato stimato in tutto il mondo

Le tecniche più innovative e i più recenti traguardi della ricerca nel campo dell’agricoltura biodinamica, sia nella lavorazione del terreno che nella fertilizzazione organica, sono stati al centro della conferenza tenuta a Modena, nei giorni scorsi, da uno dei più celebri pionieri mondiali del settore, l’ottantaduenne scienziato Alex Podolinsky. L’esperto australiano di origine ucraina, stimato a livello mondiale, è stato ospite per alcuni giorni di Aiab Emilia-Romagna e dell’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Modena, che ha già iniziato a preparasi al congresso mondiale Ifoam che ospiterà nel 2008. Podolinsky è stato accompagnato in un tour attraverso la realtà produttiva biologica del Modenese, visitando alcune aziende agricole bio insieme all’assessore all’Agricoltura della Provincia Graziano Poggioli, al vicepresidente di Aiab ER Antonio Compagnoni, a tecnici e funzionari della provincia e del biologico e ad alcuni agricoltori e allevatori biologici locali. Ha assistito alla produzione di Parmigiano Reggiano biologico di montagna, apprezzandone le qualità alimentari. Ha poi tenuto una conferenza sui principi dell’agricoltura biodinamica, illustrando, con l’aiuto di foto e filmati, le tecniche più innovative sia nella lavorazione del terreno che nella fertilizzazione organica. L’incontro è stato seguito da una dimostrazione in campo in una azienda zootecnica biologica locale, con suggerimenti pratici ed innovativi, incluso un sistema di pascolo dinamico per le vacche. La visita è proseguita in un’azienda biologica di ampie estensioni, posta nelle terre di pianura e dedita alla produzione di ortaggi da agricoltura biologica per la grande distribuzione in Italia ed all’estero. Terreni un tempo molto fertili, che sono stati sfruttati per decenni dalla coltivazione della barbabietola da zucchero, oggi drammaticamente in crisi per via della chiusura dell’ultimo zuccherificio della Provincia di Modena. Podolinsky ha avuto modo di constatare l’impoverimento eccessivo dei terreni in termini di sostanza organica e ha suggerito interventi di fertilizzazione verde: seminare e incorporare nel terreno (sovescio) una varietà più ricca possibile di erbacee, lavorando il terreno in modo meno aggressivo, con erpici e con attrezzi che rompano le zolle invece di tagliarle. L’intensa visita di studio dello scienziato si è conclusa in una azienda frutticola biologica - biodinamica, nelle terre delle rinomate ciliegie di Vignola. Podolinsky ha potuto constatare personalmente i miglioramenti nella vitalità del terreno e nei ciliegi stessi dopo alcuni anni di interventi biodinamici effettuati dall’azienda. Ha inoltre dato suggerimenti pratici per la prevenzione di malattie, nella più opportuna forma di allevamento delle giovani piante e sulla gestione del terreno inerbito del frutteto, raccomandando interventi per la limitazione e il rimedio della compattazione del terreno. “Un incontro con una personalità quale quella di Alex Podolinsky, osserva Graziano Poggioli – lascia sempre un segno; la prima volta quando gli ho fatto visita presso la sua azienda e casa, vicino Melbourne in Australia, nel mezzo delle sue produzioni di preparati biodinamici per la stimolazione della vitalità dei terreni e delle piante, ora nelle campagne della mia provincia a sottolinearne i pregi e le sventure, mai senza pensare e proporre soluzioni innovative e nello stesso tempo pratiche e di buon senso. Suggerimenti che richiamano alla saggezza delle tradizioni, coltivate dalle tante generazioni contadine che hanno vissuto e creato i nostri prodotti alimentari pregiati ed il nostro paesaggio. La visita di Podolinsky mi ha sollecitato alla riflessione e alla voglia di continuare ad approfondire la conoscenza di queste esperienze che sono veri e propri investimenti per il futuro dell’agricoltura e della vita”. “L’agricoltura biologica, specie qui nella provincia di Modena, dove trova ancora fertile il terreno delle tradizioni e dei prodotti tipici – ha detto Alex Podolinsky - è sicuramente un’opportunità per rimediare ai danni dell’agricoltura industriale ed insostenibile, ma se vuole davvero ricostruire le basi permanenti della fertilità e vitalità dei terreni, delle piante e degli animali, oltre a rispettare le regole deve seguirne i principi, che si fondano sul rispetto della vita, compresa la vita del terreno che va lavorato, curato, alimentato con consapevolezza e passione, affinché sia fertile di prodotti sani e buoni”. Le tecniche e le innovative pratiche biodinamiche raccomandate da Alex Podolinsky hanno già convinto diversi agricoltori biologici e biodinamici italiani. Esiste un'associazione, “Agricoltura Vivente”, con sede a Firenze, che raggruppa i suoi più entusiasti seguaci, prevalentemente concentrati a Modena, Reggio Emilia, Toscana, Lazio e Bolzano. L’Associazione biodinamica australiana fondata da Podolinsky L’Associazione Biodinamica Australiana, della quale Alex Podolinsky è fondatore, è nata nel 1955. Gli ettari coltivati con il metodo biodinamico sono ad oggi oltre un milione e mezzo. Le aziende agricole del tipo fattorie autosufficienti sono oltre 700, mentre gli orticoltori, frutticoltori, giardinieri ecc. sono parecchie migliaia. Il fatturato complessivo dei prodotti biodinamici è enorme. Il fatturato della Biodinamic marketing company, compagnia fondata quando divenne necessaria una distribuzione centralizzata, ammonta a molti milioni di dollari; vi sono però anche altri canali di commercializzazione diretta dei prodotti. L’inizio dell’avventura come immigrato nella “terra del sole” “E’ iniziata così… C’era una strana macchina che perlustrava le strade. Mi fu detto ‘Guarda, la macchina appartiene alla Commissione russa di rimpatrio. Se entri sei perduto’. Così mi recai nella terra del sole. In Australia dovetti lavorare due anni come immigrato assistito. A quel tempo ne sapevo abbastanza del paese per capire che era un paese di campagna e non un paese di città. Ricevetti un'offerta per insegnare, ma dissi ‘No, sto per dedicarmi all’agricoltura’.” Sono gli anni ’50, Podolinski inizia a lavorare nella sua prima fattoria allo sviluppo del metodo biodinamico in modo che sia applicabile alle condizioni climatiche australiane con particolare riguardo alle esigenze di lavoro razionale, necessarie per le grandissime superfici. Suoi intimi amici sono Pfeiffer e l’italiano Ernesto Genoni, affezionato allievo di Rudolf Steiner. Genoni, collaboratore di Stegemann, nel corso di una visita all’azienda Podolinsky, gli fa notare che per la superficie che lui intende lavorare da solo, da Stegemann avevano 42 lavoratori. Dopo due anni ritorna, ammette che la cosa è riuscita molto bene ma replica “Non riuscirai mai a portare a ‘quell’insolita pratica’ che è la dinamizzazione, un comune agricoltore australiano”. Ricorda Podolinsky: “Genoni visse poi con felicità il momento in cui nel 1955, insieme a 27 agricoltori, fondai l’Associazione biodinamica australiana, dopo che, grazie ai miei risultati con latte, salute del bestiame più produzione, e con 10 ettari a frutta, mi fu chiesto di spiegare ‘come io facessi ad ottenere quei risultati’”.
Articolo tratto da "Aiab", il 20 luglio 2006

Consulta la sezione di libri di Biodinamica: https://www.rudolfsteiner.it/editrice/list.php?v=list&categoria_id=2

Alex Podolinsky

Alex Podolinsky: Classe 1925, Alex Podolinsky è il maggior esperto di agricoltura biodinamica al mondo. Il suo nome è legato all’applicazione e allo sviluppo del metodo biodinamico in Australia, praticato con successo nelle realtà più svariate, dai piccoli orti che producono per i mercati locali, alle grandi aziende impegnate nella coltivazione del grano o nell’allevamento di pecore. In Australia Alex – come vuole essere chiamato – arrivò nel 1949, dopo una serie di vicissitudini politiche e personali legate alla sua appartenenza a una famiglia dell’aristocrazia russa, scacciata dal proprio Paese durante la rivoluzione del 1917. Alex visse così la giovinezza tra Germania, Svizzera e Inghilterra dedicandosi allo studio della filosofia, della psicologia e della musica. Da giovanissimo si avvicinò agli insegnamenti di Steiner accogliendone la sfida di rendere il metodo biodinamico accessibile a tutti gli agricoltori. Applicando e affinando questo metodo nella sua azienda, e lavorando a stretto contatto con molti altri agricoltori, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso riuscì a portare gli insegnamenti di Steiner a un livello più pratico, supportando le sue puntuali osservazioni con una chiara e consapevole metodicità di spiegazione e comprensione. Ad esempio, fu il primo a riconoscere che le piante possiedono due sistemi radicali, uno per assorbire l’acqua e favorire il processo di traspirazione, e l’altro, fatto di radici bianche e sottili, per assorbire i nutrienti. Nei sistemi biodinamici, questi due apparati si sviluppano indipendentemente uno dall’altro, se si fa ricorso a fertilizzanti chimici artificiali ma anche a quelli organici, vengono danneggiati o addirittura distrutti. Lo scopo principale di ogni sua attività era quello di perfezionare il metodo biodinamico in modo da renderlo praticabile in qualsiasi tipo di terreno, con qualsivoglia tipologia di coltura, anche in condizioni di agricoltura estensiva. Nel 1953, assieme ad altri 27 agricoltori, Alex fonda la Biodynamic Agricultural Association of Australia (BDAAA) e nel 1967 il Biodynamic Research Institute registra il marchio Demeter in Australia: Alex fu il primo a certificare la produzione biodinamica per assicurare la massima qualità al mercato nazionale ed internazionale. Nel 1980 viene costituita la Biodynamic Market Company che si occupa della distribuzione nazionale e internazionale Solo nel suo continente Alex ha trasformato circa 3 milioni di ettari, seguendo di persona le aziende coinvolte e tenendo conferenze che illustravano le tecniche di un metodo di coltivazione moderno e professionale. Da circa vent’anni si prende cura di numerosi agricoltori biodinamici in Europa e in Italia, visitandoli periodicamente per controllarne l’operato, dando così impulso a numerose aziende che hanno dimostrato l’oggettiva validità del sistema biodinamico nel processo di rivitalizzazione dei terreni e nel miglioramento della qualità dei prodotti.
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