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1 - Riflessioni sulla moderna iniziazione

La Scienza dello Spirito Antroposofica offre continuamente degli spunti di riflessione sui
motivi più vari, come ad esempio:
“Gli Spiriti della Personalità assumono un carattere nuovo: con questo è essenzialmente con
nessa la nuova iniziazione”
Questa frase vuol significare che è avvenuto il passaggio dei principi dell’Iniziazione sotto l’influenza degli Spiriti della Forrma - Elohim, a quella degli Spiriti della Personalità – Archai nei riguardi delle “immaginazioni”, che sono il primo gradino dell’Iniziazione.
Gli Spiriti della Forma diedero a suo tempo immaginazioni che si svolgevano completamente nel subconscio degli uomini, in stato di dormiveglia-sonno.
Esempi: l’ lmmaginazione del Paradiso; della “tentazione” da parte del serpente; della “cacciata” dal Paradiso; l’immaginazione del Cherubino con la spada di fuoco; di Caino e Abele e così via; delle antiche religioni, fino all’esaurimento del loro compito.
Più avanti nei secoli e fino all’inizio circa dell’ Epoca di sviluppo dell’Anima Cosciente, tale forma ha ancora mantenuto la sua validità, sebbene negli ambiti dell’iniziazione o di personalità particolari.

Ora gli Spiriti della Personalità sono i moderni ispiratori dell’iniziazione ed hanno assunto il loro compito con la nuova epoca di cultura che ha come caratteristica il far emergere la “libertà”.
Ne consegue che l’uomo non riceve più le immaginazioni in stato inconscio, ma le deve prima elaborare egli stesso e portare incontro a loro. Quindi la moderna iniziazione esige che l’uomo si formi le proprie immaginazioni in piena coscienza e poi le porti incontro agli Spiriti della Personalità.
E qui accade un fatto importante: l’incontro con essi si esprime quasi come una verifica,
nel senso che l’uomo sperimenta una particolare forza interiore come conferma della sua immaginazione oggettiva. Questa è la constatazione principale: l’oggettività e libertà.

Ora la semplice domanda che sorge è: come e da dove ricavare tale immaginazione cosciente oggettiva ? e la risposta è altrettanto semplice: dai dati e postulati della scienza, che sono altrettanto oggettivi, a partire dal Galilei e proseguendo poi soprattutto entro la visione goethiana della scienza.
Va da sé che potranno sorgere prospetti e fantasie illusorie, come la gran parte delle moderne teorie, in quanto slittano in ambiti nei quali l’uomo non ha più posto.
Per cui una ulteriore verifica si rende necessaria e, sulla via dell’iniziazione, essa viene con-
ferita dai gradini successivi ispirazione ed intuizione, largita poi da essi Spiriti medesimi.

Tutto questo pare piuttosto strano alla coscienza comune, nel senso che l’uomo è chiamato a concorrere, a collaborare alla formazione di una nuova struttura della vita, in quanto viene modificata dalla sua ”libera attività” . Nei fatti esteriori sembra voler com-piersi qualcosa di nuovo che traspare in essi. Qualcosa sembra voler accadere, per il fatto che ciò che l’uomo compie per sua libera attività, viene inserito entro l’evoluzione.

Innanzitutto ciò significa anche la “liberazione di tutto il vecchiume” che continua a circondare e limitare l’umanità: e quindi tentare di adottare “nuove forme di pensiero”
che fruttifichino in modo da consentire la creazione di immaginazioni oggettive che l’uomo si conquista ed offre agli Spiriti della Personalità per la verifica. Ogni tradizione oramai vuota, simboli antichi, dogmi religiosi e scientifici, rituali e cerimonie arcaiche, chiese, società segrete; forme romane, giudaiche e greche che si ripetono nel sonno interiore degli uomini, devono cadere e cedere dinanzi alle “nuove forme” che si annunciano, come già detto per la morfologia spirituale goethiana.
Ora, nel passaggio da una situazione all’altra l’uomo perde qualcosa do importante e di grande: la possibilità di avere contatti diretti coi mondi superiori. Si crea così una sorta di
“vuoto”, di “cavità interiore” , la quale però offre la possibilità di conseguire facoltà nuove
secondo le intenzioni degli Spiriti della Personalità, così come accennato più sopra.

Facciamo un esempio: per la coscienza terrena, il sole si muove intorno alla Terra con un moto circolare, più alto o più basso a seconda delle stagioni. Ora ad una più attenta osservazione, risulta invece che il sole si muove, nel corso dell’anno, secondo la forma di una lemniscata, chiamata analemma. D’altronde tutti gli orologi solari - meridiane - lo
dimostrano, solo che si fa attenzione all’ora e non alla forma che viene tracciata.
Tale analemma non muta di forma, ma si modifica a seconda della latitudine – equatore o poli – ed emisfero - boreale o australe. Con la particolarità interessante che “non si ripete” , cioè non ripercorre lo stesso tragitto, ma, per il fatto che un anno è sempre diversa del precedente e del successivo, si forma ad un livello superiore: quindi vi è una sorta di moto del sole verso la stella Vega attestato dall’analemma che si svolge come un’interrotta serie di leminscate: una collana di analemmi.
Ora, questa osservazione oggettiva può trasformarsi in “immaginazione” da portare incontro agli Spiriti della Personalità, i quali poi risponderanno con la relativa “ispirazione” entro l’ambito dell’iniziazione, aprendo la via ad una conoscenza superiore, che vede il concorso e collegamento dell’Uomo e di determinate Gerarchie Superiori.

E però anche possibile effettuare una verifica con mezzi indipendenti dall’iniziazione: cioè
la “doppia rifusione del giudizio” descritta da Rudolf Steiner in <Formazione di Comunità>
a proposito del conseguimento di un giudizio oggettivo nei riguardi di eventi soprasensibili.
Con la percezione di un fatto-evento spirituale si accompagna un giudizio che però non è sufficiente formulato una sola volta. Tale giudizio non va manifestato, ma va trattenuto
ed accolto come un semplice fatto, senza approvare o disapprovare.
La formulazione del giudizio a tutta prima coinvolge il solo pensare che fornisce solo un’immagine riflessa della realtà, per cui è necessario che venga coinvolto anche il sentire ed il volere, ed il giudizio superi il tratto egoico soggettivo e si universalizzi.
In questa prima formulazione – non espressa – è presente comunque un qualcosa di soggettivo che vela la validità del giudizio. Esso si sprofonda entro l’anima e compie un suo particolare tragitto che modifica la sua forma iniziale, grazie alla partecipazione interiore
di calore, di entusiasmo e conduce ad una “seconda formulazione”, magari dopo anni.
E’ opportuno che tale giudizio si rende indipendente dall’IO: che venga eliminata “l’egoità nel giudizio”. In un certo senso la si affida all’”oggettività stessa che è in noi”.
Si ha così la “doppia rifusione” del giudizio. Occorre certo molta pazienza: ma l’obiettivo
da conseguire è di “non dare la parola a se stessi”ma che “siano le cose stesse a parlare”
Si consegue così una terza formulazione del giudizio conforma alla realtà oggettiva.
Anche questa è una sorta di verifica.

Come si può agevolmente constatare, anche in questo caso – al di fuori dell’iniziazione –
è necessaria una “forte attività interiore”, gradita in ogni caso agli Spiriti della Personalità.

Claudio Gregorat

Claudio Gregorat
nato a Chiopris-Viscone (Udine) nel 1923, inizia giovanissimo gli studi musicali.
A 14 anni tenta la prima composizione e studia pianoforte e violoncello.
Più avanti continua gli studi di composizione ma, a causa della guerra, in modo piuttosto discontinuo, per cui si ritiene un autodidatta, pur avendo frequentato il corso di perfezionamento di composizione all'Accademia Musicale di Siena e il corso di direzione d'orchestra.
Fonda e dirige per vari anni il Coro Universitario Romano.
Più tardi è direttore del Coro del Teatro dell'Opera del Cairo. Abbandona poi questa attività per dedicarsi alla composizione.
Ha al suo attivo circa 150 opere di vario genere: solistiche, da camera, corali e sinfoniche.
Ha scritto numerosi saggi su questioni musicali e vari libri.
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