Agricoltura Biodinamica



Che cos'è

L’Agricoltura Biodinamica è la nuova agricoltura.
Da ottant’anni l’Agricoltura Biodinamica lavora per la fertilità della terra e la qualità degli alimenti.
È importante conoscerla e sceglierla perché è:
la scelta di chi ama i nostri bambini e, quindi, la Terra che lascerà loro in eredità
la scelta di chi comprende di essere parte di un tutto vivente terrestre cosmico e per questo corresponsabile
la scelta di chi vuole portare nella pratica ideali, moralità e fraternità
la scelta di chi sente l’invocazione dei tre Regni naturali alla loro amorevole cura
la scelta di chi dell’arte sociale nell’incontro con l’altro ne fa lo scopo della sua vita
la scelta di chi vuole qualità invece di quantità, collaborazione e non concorrenza
la scelta di chi manifesta la propria capacità nell’alta professionalità
la scelta di chi sa quanto è elevato il metodo biodinamico e vorrebbe esprimerne in pratica tutta la sua potenza.
Che cos’è l’agricoltura biodinamica?
Applicata in tutto il mondo dal 1924 da aziende di ogni estensione e tipologia, essa parte dal fondamento che l’azienda agricola è un vero e proprio organismo vivente a ciclo chiuso, inserito nel più grande organismo vivente cosmico, alle cui influenze soggiace. L’agricoltore biodinamico conosce tali influenze e conseguentemente adotta un metodo pratico che le favorisce, col risultato di avere terreni fertili e vitali e prodotti salubri.
È un apporto di conoscenze che si offre a integrazione della cultura agronomica ufficiale, determinandone il rinnovamento in uno spirito più etico ed estetico e che favorisce una nuova professionalità dell'agricoltore, cosciente e corresponsabile.
Dona un nuovo impulso cosmico plasmatore per cui la pianta, da manifestazione di sole forze naturali,sempre più diventa espressione di intervento professionale umano.

Perché i commercianti devono scegliere i prodotti biodinamici a marchio Demeter?
Il marchio Demeter contraddistingue l’alta qualità del metodo agricolo biodinamico e ovunque uno vada nel mondo lo può trovare. Demeter è un marchio di TUTELA DELLA QUALITA’ BIODINAMICA, è un marchio collettivo internazionale registrato a Ginevra.

Perché i consumatori devono chiedere i prodotti Demeter?
Perché sono stati creati per la salute della Terra e per la nostra salute! APPREZZATELI E SARETE CON CHI LOTTA PER QUESTI VALORI. La vostra scelta e il vostro contributo sono fondamentali per il sano futuro della Terra.

‘‘Fino a che uno non si compromette, c’è esitazione, possibilità di tornare indietro e sempre inefficacia.
Rispetto a ogni atto di iniziativa (e creazione) c’è solo una verità elementare, l’ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani. Nel momento in cui uno si compromette definitivamente, anche la provvidenza si muove. Ogni sorta di cose accade per aiutare, cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.
Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione, facendo sorgere a nostro favore ogni tipo di incidenti imprevedibili, incontri e assistenza materiale, che nessuno avrebbe sognato potessero venire in questo modo.
Tutto quello che puoi fare, o sognare di poter fare, incomincialo.
Il coraggio ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso. ’’ (Wolfgang J. Goethe)

LA BIODINAMICA, CHE COS'E'


Coltivazione biodinamica, due parole che implicano tutto un modo di vivere, osservare e lavorare la terra. Il suo scopo non è di lasciar fare alla natura ma di fare oltre la natura, cioè di aiutare la natura per ottenere una terra sempre più fertile, della quale possano beneficiare anche le generazioni future, e alimenti vivi di qualità piena che nutrano l'uomo e gli diano salute. Coltivare biodinamicamente non vuol dire applicare in modo meccanico un metodo fisso. Piuttosto si può parlare di un indirizzo per il nostro pensare e agire, che poi svilupperemo secondo le condizioni e i problemi che incontreremo sulla nostra terra.

QUANDO NASCE LA BIODINAMICA?


I principi su cui si fonda la biodinamica furono formulati dall'austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell'antroposofia, una concezione dell'uomo e del mondo che nel primo quarto di questo secolo aveva portato un rinnovamento fertile nel campo della medicina, della pedagogia, dell'arte e della scienza in genere acquistando numerosi adepti in tutto il mondo occidentale.

L'agricoltura fu l'ultimo settore cui Steiner si dedicò prima di morire e lo fece su richiesta di alcuni agricoltori che vedevano con preoccupazione i primi segni di degenerazione e debolezza che accompagnavano l'applicazione dei moderni metodi di coltivazione e in particolar modo il crescente uso di concime chimico. A Koberwitz, nel 1924, Steiner tenne 8 lezioni per agricoltori dove il tema centrale era la salute della terra e il mantenimento e l'accrescimento della fertilità per migliorare la qualità degli alimenti destinati a nutrire l'uomo. Nell'indicarci la via verso una conoscenza ampliata del vivente e le sue manifestazioni Steiner mostra lo stesso spirito usato da Goethe nei suoi scritti di scienze naturali di cui Steiner del resto era stato un grande studioso.

Il corso è pieno di consigli partici, in parte molto dettagliati e in parte appena accennati. Perciò si può dire che esso non presenta un metodo pronto ma che le grandi linee sono state tracciate. Il punto più compiutamente trattato riguarda la preparazione di un concime di massimo rendimento. Compostare e usare i preparati sono due momenti fondamentali di questo processo. Anche le indicazioni date da Steiner per la lotta contro le malattie e i parassiti acquisterà probabilmente sempre più importanza.

In tutti i paesi occidentali c'è un piccolo numero di agricoltori (sta però aumentando) che sentono la responsabilità di dare una terra fertile e sana in eredità alle generazioni future e capiscono l'importanza di alimenti sani per la salute dell'uomo.

I tre principi della biodinamica sono:
1) mantenere la fertilità della terra;
2) rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti;
3) produrre alimenti di qualità più alta possibile.

Non bisogna quindi stupirsi che, nel secolo del materialismo e dello sfruttamento estremo delle ricchezze naturali, la biodinamica non abbia potuto espandersi su larga scala. Al contrario bisogna rallegrarsi che, malgrado tutto, essa venga seguita in molti paesi da decenni e con successo.

La biodinamica parte dalla conoscenza globale del pianeta e del suo rapporto col cosmo; questa conoscenza non si acquista da un giorno all'altro ma solo attraverso un'abitudine all'osservazione della natura e delle sue leggi che dovrebbe entrare a fare parte già dell'educazione scolastica. Oggi si sta lentamente acquistando una certa conoscenza ecologica ma si è ancora lontani dal capire la vita in tutte le sue manifestazioni.

L'uomo conosce alla perfezione il mondo della materia inorganica e le leggi della meccanica ma se applica le leggi di quel mondo alla vita finirà per distruggere la vita stessa che ha leggi e condizioni del tutto diverse. Non basta ammettere che l'agricoltura è una impresa biologica, bisogna prendere sul serio la parola "bios", che significa vita e "logos", che significa conoscenza, cioè bisogna acquistare la conoscenza della vita. Caratteristiche della vita sono: movimento, costruzione, trasformazione. Viceversa, caratteristiche della morte e della meccanica sono: inerzia, distruzione, stabilità.

Acquistando questa nuova conoscenza l'agricoltura non sarà più uno sperimentare incerto di nuovi metodi, ma poggerà su basi solide quanto l'arcaico che una volta guidava il contadino.

SFRUTTARE LE FORZE NATURALI


La biodinamica viene spesso descritta come un modo di coltivare senza concime chimico e senza veleni. Questi sono però solo gli aspetti secondari di un metodo che prima di tutto è caratterizzato da una cosciente utilizzazione delle forze naturali. Osservando la produzione vegetativa in natura, tre appaiono le espressioni fondamentali di questa forza naturale.

1. La liberazione nella terra di materie nutritive necessarie alla pianta.
2. L'inspirazione dall'atmosfera alla terra per mezzo delle piante.
3. L'autoregolazione che esiste in tutti gli organismi viventi.

Il principio di restituire alla terra quello che si prende non è idea fondamentale della biodinamica ma della chimica. Il principio fondamentale della biodinamica è attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti nella terra in quantità enormemente superiore al bisogno possono essere liberate e assimilate dalle piante nella misura necessaria. Questo processo naturale si svolge grazie ai lombrichi, ai vermetti e ai microrganismi e ogni intervento deve avere come scopo di proteggere e intensificare questa "microstalla". L'inspirazione di sostanze dall'atmosfera è il secondo processo naturale. Solo in piccola parte (circa l'1%) le piante costruiscono la loro massa vegetativa dalla terra. Per il resto utilizzano anidride carbonica, acqua e azoto, che troviamo nell'humus in grande quantità. Con la costante distruzione e morte vegetativa l'azoto viene messo a disposizione per la vegetazione in crescita.

La presenza di concime chimico frena e disturba questo processo naturale. Con un surplus di azoto nell'humus si rischia lo sviluppo di batteri che liberano l'azoto dalla terra in modo che abbiamo una perdita di azoto invece di un'inspirazione.

Un terzo processo naturale caratterizza tutti gli organismi viventi e i sistemi ecologici: l'autoregolazione ovvero l'adattamento alle condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l'equilibrio della natura. Lo incontriamo nel nostro corpo capace di guarire oppure di resistere alle malattie. Lo incontriamo nei nostri muscoli che si rafforzano usandoli e nella nostra pelle che si ispessisce dove viene consumata. Viceversa, questa caratteristica è del tutto assente nel mondo inorganico dove il prolungato uso porta alla distruzione, non alla costruzione.

Nel nostro metabolismo il processo di autoregolazione viene influenzato e guidato da sostanze presenti in quantità minima, per esempio vitamine, ormoni, enzimi e microelementi. Mangiando determinati alimenti noi possiamo influenzare il nostro metabolismo e la nostra salute.

Anche nella terra noi troviamo questo processo di metabolizzazione di sostanze organiche e possiamo aiutarlo e migliorarne l'efficacia attraverso accorgimenti specifici quali l'impiego della rotazione, del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che strumenti per rafforzare la capacità autoregolatrice della terra, delle piante e dell'azienda agricola nel suo complesso.

LA ROTAZIONE


Storicamente la rotazione è una pratica abbastanza recente in molte parti dell'Europa. Soltanto 100 anni fa circa, quando si diffuse la coltivazione della patata e d'altri tuberi, si poté frenare l'effetto deleterio delle monocolture e si cominciò a praticare la rotazione seguendo uno schema: prato &endash; tuberi - frumento, per esempio. Con lo sviluppo industriale e l'uso dei concimi chimici il profitto economico divenne lo scopo ultimo dell'agricoltura e si tornò di nuovo alla monocoltura.
Il pilastro di una buona rotazione è il prato con molto trifoglio o altre leguminose che arricchiscono e fertilizzano la terra. Le coltivazioni che si avvicendano negli appezzamenti variano secondo la struttura del terreno, il clima e il numero delle persone e degli animali da nutrire, essendo l'azienda a circolo chiuso un ideale a cui mira la biodinamica. Per ottenere la massima armonia biologica sarebbe bene coltivare ortaggi con tuberi o radici e seminare vegetali che possono dare i loro frutti nelle varie forme di semi, foglie e radici.

COS'E' UN COMPOST


La pratica del compost è vecchia quanto la cultura umana e nei tempi antichi era altamente sviluppata in molte parti del mondo.

Rudolf Steiner ha studiato a fondo il carattere e l'essenza stessa del compost e ha anche spiegato i processi che vi si svolgono. Dal punto di vista chimico e fisico il compost è una mistura di terra, resti vegetali, acqua, calcio, ecc. ma dal punto di vista dinamico è un concentrato di energia e impulsi vitali. Molta gente crede che il compost serva ad ottenere la distruzione dei vegetali per facilitare il lavoro della terra. L'essenziale è invece fare del compost il luogo in cui il processo di distruzione e costruzione che noi desideriamo nella terra venga concentrato e stimolato fino a raggiungere un livello altissimo. Il compost guiderà e stimolerà poi questo processo nella terra per farla più viva e produttiva.

Il compost sta fra humus della terra e un organismo vivente. Si può paragonarlo a una mucca che sta digerendo. La materia che mettiamo sul compost equivale al foraggio per la mucca e il prodotto finale è concime e nutrimento per altri organismi. Guardando il compost in questo modo possiamo tracciare le direttive per il lavoro pratico:

- Il compost deve avere una certa massa, un corpo e una forma specifica. Non deve essere un semplice mucchio di rifiuti. Ecco perché è anche importante tenere il cumulo sopra il livello della terra.
- Per diventare terra viva ha bisogno di contatto con la terra nuda. Acqua e aria sono necessarie per il compost come per tutti gli organismi e fondamentale è l'equilibrio fra questi due elementi. Materiale troppo bagnato va mescolato con materiale secco. Materiale secco, come foglie e paglia, va annaffiato.
- Il compost ha bisogno di una pelle &endash; un sottile strato di terra &endash; che impedisca l'evaporazione lasciando respirare.
- Sopra questa pelle va messa una coperta di paglia, erba o foglie che possa proteggere il compost dal freddo, dalla pioggia e dal sole per favorire lo sviluppo di una "vita interna". - Possiamo verificare se siamo riusciti a dare vita al compost in base al calore che esso sviluppa (circa 40°).
- In questo organismo s'introducono i preparati biodinamici che sono mini-compost di certe erbe con funzioni specifiche per i processi di distruzione e costruzione e possono essere paragonati agli organi interni di una mucca: cuore, fegato, reni, ghiandole.
- Va sottolineato che questo tipo di compost vegetale ha bisogno solo di una piccola quantità di concime animale; chi ha grande quantità di concime animale ne farà quindi un compostaggio a parte. Nel numero 1della rivista abbiamo dato istruzioni più dettagliate su come procedere nella costruzione del cumulo.

I PREPARATI BIODINAMICI E IL CALENDARIO


Essi appartengono se così si può dire, alla parte dinamica della biodinamica. I preparati e il calendario incontrano spesso lo scetticismo e l'incredulità. Molte persone vedono in queste pratiche qualcosa di magico o irrazionale perché manca loro il collegamento con processi e ritmi elementari della vita. D'altra parte non è necessaria una completa comprensione delle forze naturali che ci aiutano utilizzando i preparati e rispettando il Calendario delle semine.

Basta provare a vedere il risultato, e infatti migliaia di biodinamici in Europa se ne servono con successo. Del resto anche le ricerche condotte sui prodotti biodinamici confermano la superiorità quantitativa e qualitativa dei prodotti coltivati con l'impiego dei preparati e del calendario.

I preparati biodinamici sono otto.

Due vengono spruzzati sui campi direttamente e sei vengono immessi nel cumulo. I preparati attraversano prima un processo di dinamizzazione che somiglia a quella del compost. Come abbiamo detto prima essi sono dei compost in miniatura. Quelli che vengono spruzzati vanno riattivati mescolandone piccole quantità in grandi quantità d'acqua, con movimenti circolari e per un determinato tempo. Viene naturale il riferimento ai principi omeopatici: Si possono paragonare questi preparati ai catalizzatori. Uno, a base di letame, stimola l'attività radicale e la crescita. L'altro, a base di polvere di quarzo, stimola il processo di assimilazione e maturazione, cioè le funzioni che hanno a che fare con la luce. I preparati immessi nel cumulo sono a base di piante medicinali (ortica &endash; camomilla &endash; achillea &endash; valeriana - corteccia di quercia e dente di leone), ognuna con la sua funzione regolatrice e stimolatrice della vita che si svolge nel cumulo.

LE FORZE COSMICHE


La biodinamica guarda alla terra come parte dell'universo e perciò soggetta alle leggi e alle influenze cosmiche. Basta però riflettere un attimo su alcuni fenomeni noti a tutti per renderci conto di questa dipendenza cosmica.

Sappiamo che senza il sole non è possibile la vita e grazie alla luce avviene uno dei processi più meravigliosi della natura: la fotosintesi. Il sole determina il giorno e la notte e le stagioni, cioè tutto il ritmo vitale della terra. La scienza studia oggi le macchie solari e la loro influenza sul clima.

La luna governa i liquidi: le maree e il ciclo mestruale ne sono solo due esempi. In Italia ci sono ancora moltissimi contadini che seminano, potano e travasano seguendo i movimenti della luna.

Nel suo corso di agricoltura Steiner parla degli influssi dei vari pianeti sulla terra, ma nella pratica si ricorre più semplicemente al Calendario delle semine. Esso è il risultato di 20 anni di ricerche e di studi sull'influenza lunare per l'agricoltura, condotti da una studiosa tedesca, Maria Thun.

Essa scoprì che la pianta sviluppa più o meno ognuna delle sue parti, (radice - foglia - fiore - frutto) secondo la posizione della luna al momento della semina. Seguendo il passaggio della luna attraverso lo zodiaco che fascia la sfera celeste, Maria Thun ha osservato che la pianta sviluppa la parte radicale se la semina avviene quando la luna transita in certi segni, sviluppa invece i fiori se transita in altri e così via.

Da sempre si dividono i segni zodiacali in quattro gruppi ognuno dei quali appartenenti a un elemento:

Ariete - Leone - Sagittario appartengono al fuoco
Toro - Vergine - Capricorno appartengono alla terra
Gemelli &endash; Bilancia - Acquario appartengono all'aria
Cancro - Scorpione - Pesci appartengono all'acqua.

Così anche le quattro parti della pianta si possono riferire agli elementi:

Radice - Terra
Foglia - Acqua
Fiore - Aria
Frutto - Fuoco.

Quando la luna transita nei segni di fuoco seminiamo piante di cui vogliamo un buon sviluppo fruttifero. Quando la luna transita nei segni d'acqua seminiamo piante di cui vogliamo usare le foglie. Quando la luna transita nei segni di terra seminiamo piante di cui raccoglieremo radici e tuberi. Quando, infine, la luna transita nei segni d'aria semineremo piante di cui vogliamo i fiori. Questo è solo un esempio di come va utilizzato il Calendario.

Questi esperimenti, che Maria Thun iniziò negli anni cinquanta, sono stati ripresi da altri studiosi e negli ultimi anni sono stati pubblicati lavori che confermano la tesi della Thun. E' anche stato notato che il rispetto del calendario da buoni risultati solo se la terra è coltivata biodinamicamente, cioè se essa presenta un'alta attività biologica. Gli esperimenti su terra concimata chimicamente non hanno portato ad alcun risultato, nemmeno quando sono stati fatti in ambiente climatico identico a quello della terra usata per le ricerche biodinamiche.

L'AUTOSUFFICIENZA, IDEALE DI UN'AZIENDA


Ogni azienda agricola è un'impresa biologica. Sulla terra nessun organismo vivente sopravvive se non in simbiosi con altri esseri viventi. Così l'uomo e gli animali espirano l'anidride carbonica necessaria alla vita vegetativa, mentre le piante producono l'ossigeno necessario all'uomo e all'animale. Le piante hanno la capacità di assorbire sostanze inorganiche e trasformarle in sostanza organica &endash; fare pane dai sassi. L'uomo e l'animale fanno il contrario, assorbono sostanze organiche, le distruggono e le mineralizzano. L'azienda biodinamica mira a diventare un'unità biologica autosufficiente, dove si trovano in equilibrio terra, vegetazione, animali, uomini. Bisognerebbe cercare di produrre tutto quello che serve per l'azienda all'interno dell'azienda stessa. Un numero proporzionato di animali è di grande aiuto in questo senso.

All'interno dell'azienda dovrebbero circolare grandi quantità di sostanze animali, vegetali e minerali. E come in un organismo vivente, i processi che si svolgono dovrebbero avere una certa forza per mantenere la salute e la produttività. Si tratta quindi di lavorare attivamente per stimolare questi processi e in primo luogo l'attività biologica nella terra e quindi la fertilità. Le leguminose, il sovescio verde, il compost che agirà come un fermento nella terra, il drenaggio e l'aratura per ottenere il giusto equilibrio fra aria e umidità nella terra, l'uso dei preparati biodinamici, sono tutte parti di questo lavoro cosciente.

Come abbiamo già detto la biodinamica non è un metodo da applicare meccanicamente ma un modo di pensare e di agire che non solo utilizza le forze naturali ma che arriva ad aiutare e stimolare la natura stessa grazie alla conoscenza dei processi vitali che vi si svolgono.

L'Agricoltura Biodinamica
Differenza tra l'Agricoltura biodinamica, da quella tradizionale e da quella biologica.

La Biodinamica, un'agricoltura che bada al futuro.

Da oltre 70 anni l'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica porta il suo contributo al miglioramento della qualità dell'alimentazione, della salute e dell'ambiente in tutto il mondo.

Quale filosofia sta dietro al metodo biodinamico?

Le sue basi teoriche sono da ritrovare nell'Antroposofia di Rudolf Steiner, filosofo austriaco di fine ottocento noto per le sue applicazioni in campo medico, pedagogico (scuole Waldorf), economico, agricolo e artistico. Fu lui a dare le indicazioni su un modo diverso di coltivare in un momento in cui l'agricoltura convenzionale, nata nel 1860, cominciava a produrre i primi disastri (l'apertura della prima fabbrica di concimi fosfo-potassici è del 1855 e la concimazione azotata viene introdotta subito dopo la prima guerra mondiale). Gli animali nutriti con i fieni concimati con prodotti chimici perdevano di fertilità, i terreni diventavano sempre più poveri e la qualità degli alimenti degenerava rapidamente. Era il 1924 e un gruppo di importanti proprietari terrieri della Germania orientale, chiese a Steiner come intervenire sulla vitalità dei terreni. Il risultato fu una serie di conferenze, che oggi sono raccolte nel libro "Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura". Conferenze che non vennero divulgate fino a che ricerche e prove sperimentali su campo non hanno dimostrato che il metodo funzionava. Vennero fatte ricerche, ad esempio, su semi in germinazione che dimostravano un effetto preciso di dosi infinitesimali di sostanze medicinali sulle fasi di germinazione. Questi lavori sono stati recentemente comprovati sul piano statistico dalle ricerche condotte all'Università di Bologna.

In che cosa si differenzia l'agricoltura biodinamica da quella tradizionale e da quella biologica?

Oltre a recuperare pratiche tradizionali, quali il sovescio e la rotazione delle colture, l'agricoltura biodinamica si basa su una serie di "preparati" utilizzati in dosi omeopatiche, che funzionano come vere medicine per il terreno e per le piante. Ne risulta un progressivo risanamento del terreno, con un aumento di humus stabile (3) (4) (5), e una qualità superiore dei prodotti(6) (7).
Oggi l'agricoltura biodinamica è praticata con successo in tutto il mondo, dall'India all'Australia, dall'Africa al Canada.
Della diffusione del metodo biodinamico in Italia si occupa l'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, che ha sede nazionale in via Vasto 4 - Milano, ma è strutturata con sezioni regionionali.
Il controllo della qualità e della giusta applicazione del metodo è garantita dall'Associazione Demeter di Basilicanova (PR) che rilascia l'omonimo marchio.

In Italia gli iscritti all'Associazione sono circa un migliaio e sono circa 300 le aziende che producono con marchio Demeter. Tra queste, molti piccoli agricoltori ma anche grandi aziende come Le Cascine Orsine di Zelata (PV) che produce riso e cereali, l'Agrilatina di Latina, che può vantare di avere le serre a cielo aperto più grandi d'Europa e la Cooperativa Salamita in Sicilia, alla quale sono collegate un centinaio di piccole aziende. In Toscana, La Nuova Casenovole di Civitella Paganico (GR) produce pasta di eccellente qualità e carne bovina e, la Oeko ha convertito alla biodinamica la sua produzione di olivello spinoso (ricco di vitamine A,C,E), i cui effetti preventivi in diverse malattie sono ben noti. In Piemonte, La Nuova Cappelletta di Vignale Monferrato (AL) produce vini ottimi utilizzando le tecniche più avanzate.
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