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Ricordando Salvatore Colonna

di: Lucio Zannini

Salvatore Colonna ha lasciato pochi giorni fa questo nostro mondo; non tutti nella scuola, genitori e insegnanti, hanno avuto la possibilità di conoscerlo, di venire in contatto con una personalità di grande spessore umano, etico e intellettuale, che molto ha fatto per l'antroposofia e in particolare per l'affermazione, nel nostro paese, dell'indirizzo pedagogico Waldorf.
Salvatore realizzava una felice sintesi tra le migliori caratteristiche del popolo italiano, superandone così le unilateralità: gran signore di nobile famiglia napoletana, irradiava sin dal primo incontro quella simpatia e quella cordialità che nulla hanno a che fare con il desiderio di rendersi graditi ma che sgorgano direttamente dall'interiore apertura del cuore, dall'amore per la vita e per gli esseri umani. Trasferitosi ancora giovane nel Veneto, diede ben presto dimostrazione delle sue capacità di realizzare, di trasformare gli impulsi dell'animo e gli ideali dello spirito in iniziative concrete, radicate correttamente nella realtà sociale ed economica, che ancor oggi mostrano tutta la loro vitalità, a conferma della giustezza delle intuizioni originarie.
Ricordiamo che, circa 24 anni fa, l'impulso di Salvatore fu determinante per la nascita della scuola di Oriago, vicino a Mestre, della quale fu a lungo presidente, cui dedicò con abnegazione molte delle sue forze, contribuendone allo sviluppo fino all'attuale situazione, che ne fa una delle realtà educative più interessanti del nostro paese. Nello stesso tempo si prodigò per aiutare la fondazione e lo sviluppo di altre iniziative Waldorf nel Veneto, che è infatti oggi la regione con la massima
densità di scuole steineriane: è come se la sua forza e il suo entusiasmo potessero irradiare su un vasto territorio, rendendo possibile al nuovo, al futuro, di affermarsi e di crescere.
Quando, nel 1991, Carlo Rizzi fu disposto a dedicare il suo anno sabbatico alla fondazione e alla direzione di un seminario per la formazione di insegnanti nel senso della nostra pedagogia - in Italia fino a quel momento non ne esistevano - Salvatore appoggiò con fattiva energia il progetto contribuendo in modo decisivo alla sua realizzazione, sia dal punto di vista organizzativo che da quello pedagogico.
La sua azione si esplicò in molti campi: anche la Federazione delle Scuole Steineriane in Italia gli deve molto. Infatti Salvatore fu deciso assertore della necessità che anche da noi potesse esistere un organismo che riunisca e rappresenti tutte le iniziative educative prendendosi carico di ciò che le accomuna; lo troviamo tra i fondatori e, successivamente, per molti anni, in quanto presidente si prodigò - non sempre da tutti compreso - per la crescita di questo organismo di cui solo oggi cominciamo ad apprezzare appieno l'importanza.
A Salvatore Colonna fu sempre evidente (purtroppo non lo è ancor oggi a molti) che la nostra pedagogia ha le sue origini e può trarre ogni giorno la sua efficacia soltanto collegandosi alla vasta sorgente culturale e spirituale dell'antroposofia di Rudolf Steiner; a essa fece sempre riferimento in quanto responsabile del Gruppo di Mestre, lettore di classe e, negli ultimi anni, anche membro del Comitato di Presidenza della Società Antroposofica in Italia.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo personalmente e di poterlo frequentare negli anni; nel mio ricordo rimarrà unito alle viventi idee dell'entusiasmo, dell'iniziativa e del rigore morale.

Lucio Zannini
15 novembre 2004