Articolo:

La formazione dellĺadulto attraverso il risveglio della volontÓ

di: Coenraad van Houten

Organizzato dalla Federazione delle Scuole Rudolf Steiner in Italia
Riccione, 17 e 18 Aprile 2005

Trascrizione della registrazione sonora, non riveduta dall’autore



Domenica 17 Aprile 2005
Coenraad Van Houten: Se volete comprendere una persona, dovete inquadrare il modo di guardare il mondo. In primo luogo, appartengo ad un movimento che si chiama “Nuovo movimento per l’apprendimento dell’adulto” ed il termine “nuovo” è piuttosto pericoloso, poiché questo movimento dovrebbe essere sempre nuovo e, nel momento in cui non è più nuovo, dovrebbe fermarsi- Quindi vediamo le parole “educazione dell’adulto”, “movimento” e “nuovo”. Dobbiamo tener conto di una cosa di cui ho parlato anche a tavola, che tutto il mondo ora è in crisi: prendete qualsiasi giornale e vedete che parla di guerra, di lotta, di chi è più forte, si, questo è il tema, chi è il più forte.
Guardando un poco più in sotto, tra le persone c’è incertezza, c’è insicurezza e allora c’è una lotta tra due persone, si può dire, non vengono usate armi, però è sempre una lotta. Viviamo in un mondo solo e sembra che non riusciamo a gestire questo mondo. Questo vuol dire che abbiamo bisogno di sviluppare nuove facoltà per avere un rapporto con nuove situazioni. Allora, siamo un gruppo di persone che vogliono sviluppare nuove risposte per poter sviluppare nuovi strumenti, che possano fronteggiare i nuovi problemi. Sviluppare una nuova educazione perchè ci sono vecchi metodi d’educazione: s’imparano a memoria delle cose e poi alla fine ricevi un diploma, un diploma d’ignoranza. Quindi la finalità qui è di trovare una nuova via per l’educazione dell’adulto, non dell’infante, del bambino, ma dell’adulto perchè un nuovo modo per insegnare agli adulti non c’è ancora. Ovviamente nel mondo ci sono anche altre persone che cercano nuove vie verso l’educazione degli adulti, ma non le conosco tutte. Ci sono sempre persone intelligenti e creative che cercano nuove vie per l’educazione dell’adulto, ma sembrano non essere mai sufficienti. So che la forma, la forma sulla quale noi creiamo la nostra educazione per gli adulti non è sufficiente, non è in grado di rispondere alle esigenze. Sappiamo tutti che la natura è a rischio di essere distrutta dalle persone, eppure andiamo avanti comunque a distruggerla. Ognuno grida a gran voce cercando la democrazia, ma esistono veramente la democrazia e la libertà? Potrei andare avanti a lungo a raccontare questi problemi, ma mi fermo qui.
Ognuno di noi sa che abbiamo bisogno di trovare nuove risposte. Il campo che copre questo movimento è molto ampio, ma dipenderà dalle vostre domande quale sarà l’ambito di cui parlerà, lo vedremo dalle vostre domande. Parlerò prima delle debolezze, dei punti deboli di questo movimento. La prima cosa è che tra i componenti di questa rete vengono effettivamente sviluppate nuove iniziative, ma vi è il problema di come questo viene portato. Ovviamente viene da dire: “Telefona agli altri e dillo”, questo dovrebbe essere sufficiente, ma non è sufficiente invece fare così.
Un mio collega italiano era qui poco fa e mi raccontava di cose nuove che aveva fatto ed io sono la prima persona che viene a sapere di queste nuove cose, ma ci sono cento persone alle mie spalle e io sostengo: “Come posso far arrivare tutta quest’informazione alle cento persone alle mie spalle, in modo che possano usare questi strumenti?”. Il primo gran problema è la comunicazione, il secondo problema importante è il denaro. Il problema del denaro è un problema molto diffuso: ce lo hanno persone che vengono dall’Italia, che vengono da lontano, anche dal Giappone, dovrebbero poter venire qua per sviluppare nuovi strumenti, nuove facoltà spirituali per poter agire, ma hanno problemi di denaro. Se ci fosse un uomo molto ricco, che invece di sperperare il suo denaro decidesse di impiegarlo per investirlo nelle facoltà delle persone, sarebbe il benvenuto da noi, ma non l’abbiamo ancora trovato questo facoltoso. In più noi vediamo che ci sono sempre nuove persone con nuovi problemi e non riusciamo a far fronte ai nuovi problemi con altrettante risposte. Molti di voi sono consulenti e quindi spero di avere un aiuto da voi. Vorrei darvi un’idea piuttosto ampia dei vari ambiti nei quali il movimento lavora, così voi potrete dare indicazioni di dove andare, cosa vorreste sentire dire. Il primo problema importante: le persone non osservano più.
Siamo stressati eccessivamente da percezioni, da radio, dal telefono, in più siamo sobbarcati di pressioni...la percezione chiara va diminuendo e tutti gli esperti si sono ben resi conto di questo e se vi rendete conto del fatto che imparare dipende dalla percezione, dall’osservazione, allora capite che c’è un ostacolo rispetto all’imparare. Il primo punto è l’osservare. C’è di peggio però: c’è disinformazione e c’è una vera e propria arte della disinformazione. Sappiamo che sia nella pubblicità che nella politica si desta quest’ arte e quindi questo è un problema molto rilevante, è molto difficile sapere cos’è la verità. C’è un terzo problema: se non possiamo osservare bene, se non possiamo avere le giuste informazioni, come possiamo forgiare bene dei giusti giudizi? Abbiamo due campi importanti: uno, come arrivare all’osservazione senza egoismo ed arrivare ad un giudizio che sia il più indipendente e autonomo. Autonomo vuol dire forgiare i propri giudizi e non ripetere quelli degli altri. Quindi qui abbiamo a che fare con vedere la verità e pensare la verità. Questi sono i primi due capisaldi. C’è una quantità enorme di vie per cercare di incoraggiare nelle persone questa osservazione chiara e senza egoismo e, dall’altra, poter sviluppare un pensare veramente autonomo, veramente indipendente e non influenzato dal giudizio di altri.
Valutiamo altri due punti importanti. Il primo punto è l’incontro. E’ interessante come ogni lingua abbia un suo vocabolo. L’incontro diventa sempre più difficile. Non ci vediamo davvero, magari parliamo per ore, ma non c’è un incontro reale tra di noi. Non ne voglio parlare troppo perchè lo vedete ovunque adesso, preferisco parlare delle persone che di questo(?), dal momento che ci sono tre seminari che riguardano questi tre problemi: un primo seminario sviluppa l’incontro in generale e interessa tutti, è importante per tutti; un secondo aspetto invece è più rivolto ai terapisti perchè i medici hanno bisogno di incontrare il paziente per comprenderlo. Io presto andrò a Berlino a lavorare con dei terapeuti che mi chiedono: “Ma io come posso incontrare veramente il paziente?”. Sappiamo che già il 30% delle persone in America possiede uno strizzacervelli, cioè ha degli incontri regolari con un c.d. strizzacervelli, che vuol dire uno psicoterapista. La cosa interessante è che se noi potessimo avere dei veri incontri, sarebbero la terapia, in modo salutare. Siccome i problemi c.d. psicologici crescono sempre di più, la depressione eccetera, allora è importante che noi cerchiamo di diventare un pochino più normali, cerchiamo nuove forme per diventare più normali di nuovo.
E poi c’è un altro tipo d’incontro, un incontro con la natura, un incontro con le cose, un incontro con il mondo per quello che è. Ci sono seminari che studiano come sviluppare sette nuove facoltà per sviluppare l’incontro. Guardo da questa parte, delle cose scritte e mi chiedo: come impara l’adulto?
Ed ora, attenzione: non un bambino, un adulto. Impara in modo indipendente, come un io indipendente. La prima cosa è imparare ad imparare, come un adulto. In molti luoghi adesso viene applicato questo metodo, imparare ad imparare e abbiamo già notato in varie situazioni in cui insegnare qualcosa agli adulti, se si comincia con un primo periodo in cui si segue questo metodo, imparare ad imparare, si risparmia parecchio tempo. Per esempio, ogni Governo, se volesse risparmiare del denaro, dovrebbe fare un periodo con questo metodo, imparare ad imparare ed allora eliminerebbe parecchi problemi di denaro.
Poi c’è un altro punto, perchè come adulto puoi fare molte cose con queste nuove facoltà, però cosa impari di più di te stesso, cosa sai di più di te stesso? Quindi il secondo aspetto di questa via è imparare ad imparare dal proprio destino. Se studiate la biografia, la storia della vita individuale, avrete centinaia di situazioni dove potreste imparare, capire cosa vi sta accadendo: imparare da cosa ci è accaduto. Ma se perdiamo la barca, allora si ripete lo stesso errore ancora, ancora, ancora, quindi dobbiamo vedere nella nostra vita quali sono le cose che continuiamo a ripetere, errando nella stessa maniera. Quindi si può dire che per noi maestro migliore in tutto il mondo è decisamente il nostro destino.
Questo aspetto si sta sviluppando molto perchè le persone hanno un gran bisogno di imparare dalla vita, non dai libri, ma da quello che accade, dalla vita vera e propria.
Possiamo dire: imparare dal nostro destino, ma ancora meglio imparare dalla vita. Questo si sta sviluppando molto perchè c’è molta richiesta, ma non abbiamo sufficienti insegnanti per poter rispondere alle domande. Il primo passo è imparare che cos’è il destino e la seconda cosa è trasformare il destino, così che non ripeta sempre lo stesso errore, la stessa cosa sciocca, di nuovo, di nuovo e il terzo passo riguarda il futuro e capire dove il mio destino mi sta conducendo, dove io voglio andare, dove sto andando .
Il terzo aspetto è mettere in ordine nel destino, riguarda il futuro, per sapere dove sto andando. E’ chiaro? Terzo aspetto è mettere ordine nel destino così che io sappia dove sto andando. Il terzo aspetto è quello più pericoloso oggi perchè si fonda sull’idea che le persone possono essere creative e possono trovare nuove risposte ai problemi e possono aver qualsiasi posizione nel lavoro, dalla più semplice, umile, a quella più importante, ma sono persone che hanno dentro di loro una possibilità di trovare qualcosa di nuovo. Si chiama, noi la chiamiamo ricerca spirituale creativa. Ci sono già seminari rispetto a questo, nuovi esercizi che possono aiutare a trovare queste nuove risposte. La prima cosa che insegniamo alle persone è vivere con delle domande invece di lasciarsi sommergere da una quantità enorme di risposte tramite Internet. Non che cosa io so, quante cose so, ma che cosa io capisco, che cosa io veramente capisco. Per quello che non capisco, su questo posso avere delle domande e se veramente abbiamo delle domande, allora la testa diventa un po’ più grande e percettiva, per imparare nuove cose. Quindi rispondere alle persone vicine, rispondere alle domande della natura ha a che fare col trovare nuove risposte creative. Poi tre nuovi aspetti, di cui parlerò brevemente perchè sono abbastanza rivoluzionari. Il primo aspetto è che noi non impariamo solo durante il giorno, ma impariamo anche quando dormiamo. Vuol dire che quando stiamo dormendo, stiamo in un altro mondo che è molto probabilmente più saggio di quello diurno e molte persone sagge a volte dicono: “Non voglio dare adesso una risposta, voglio dormirci sopra e poi domani ti do una risposta”.
Ho un esercizio adesso per voi: spero che abbiate finora ascoltato e che abbiate avuto una certa impressione attraverso l’ascolto e quindi prima di addormentarci possiamo guardare ancora questa conferenza e dire: “Questo è stato interessante, questo si, questo meno...”, quindi sviluppare un’impressione dell’esperienza fatta e domattina al risveglio verificare se l’impressione è la stessa prima dell’addormentarsi o se qualcosa è cambiato al risveglio.
Qui ci si chiederà che impressione farà questa conferenza domani mattina. Sono piccoli esercizi, ma se si educano gli adulti appunto a fare questo percorso, dall’addormentarsi al risveglio, quindi sfruttare questa possibilità che c’è data dal mondo oltre la soglia, allora si diventa sempre più esperti a sfruttare questa possibilità e quindi si ha una nuova possibilità d’imparare a disposizione. Lì c’è il giorno nella notte e lì la notte nel giorno, qua si esce e qua si entra. E’ un processo molto misterioso, adesso non voglio parlare troppo a lungo di questo, però se si fa un lavoro sistematico in nove settimane, tutti i giorni si esercita questa facoltà di utilizzare la notte ed il sonno, allora si sviluppa molto rapidamente e si diventa molto bravi ad usare questo strumento nel senso creativo ed aiuta moltissimo questa ricerca spirituale creativa.
Sono sette ed è importante il numero sette perchè ci sono sette processi vitali che guidano a sette vie per imparare e quindi voi ne avete sentito parlare, potete riguardare gli appunti, le cose scritte da me precedentemente.
L’educazione dell’adulto, la sua finalità è individualizzare il tutto, non soltanto rispecchiare tutto, attraverso questi sette processi d’apprendimento legati ai sette processi vitali. La finalità è arrivare all’individualizzazione. Adesso c’è una porta aperta: io vi chiedo in che direzione andare, cioè quali domande abbiamo, quali di questi aspetti ci sta più a cuore e vogliamo trattare. Non ho parlato della persona che dovrebbe guidare questo processo perchè lui non è un vero e proprio insegnante, noi lo chiamiamo una persona possibilmente attiva, che crea le condizioni affinché un processo d’apprendimento possa essere realizzato. ci sono tante possibilità, diciamo, di farlo, in che direzione andare. per favore delle domande brevi, profonde e brevi, non domande con lunghi discorsi.
Intervento: Sono interessato al quinto processo, agli esercizi.
Coenraad Van Houten: Chi conosce già questo? E riferito a lei, come mai lei chiede questo? Vorrei sapere se qualcuno ha già letto su questo argomento.

Intervento: Mi interessa particolarmente il quinto punto dei sette processi vitali, perchè nel libro non ho potuto leggere molto su questo punto.
Coenraad Van Houten: Ci sono altre domande?
Intervento: Sono interessato all’aspetto dell’incontro e vorrei sapere a che livello stiamo trattando questi tre incontri.
Coenraad Van Houten: Va bene se mi occupo di queste due domande, di questi due punti dell’educazione?
La parola esercitare non è l’ ottimo, perchè sembra un corso. Noi addestriamo i cani e i gatti. Nella maggior parte dei casi imparare oggi vuol dire imparare a fare qualcosa, avere una competenza, una competenza con le mani, una competenza con la mente che si esercita di nuovo finché diventa automatica. Non chiamiamo quella l’educazione dell’adulto perchè indurisce forze vitali e quindi ci rende più degli automi, perchè vuol dire che continuiamo a fare le cose nello stesso identico modo e più si ripete una formula e più l’essere umano diventa sclerotico, mentre noi intendiamo fare qualcosa di sempre un po’ diverso, all’interno di un gruppo, più veloce o più lento, ma che questo porti alla sviluppo reale di una nuova facoltà. E questi sono punti molto importanti nello stato della digestione dell’esercizio perchè ha a che fare con l’insegnarsi, l’imparare ad insegnarsi, ad insegnarsi qualche cosa per sviluppare una facoltà, imparare a guidarci per sviluppare una facoltà. Ecco, arriva qualcuno da voi perchè il frigorifero si rompe, arriva lo guarda e dice: “ Mi spiace, non posso ripararlo perchè non è il tipo di frigorifero di cui mi occupo”. Invece ne arriva un altro, guarda il frigorifero e dice: “Non ho mai aggiustato un frigorifero di questo genere, interessante!”: Lo guarda da una parte all’altra finché lo ripara. Questa via vuole sviluppare nuove facoltà che possono mettere in relazione con nuove situazioni. Quindi questa via dell’educazione dell’adulto ha a che fare con l’esercitarsi a che nuove possibilità, nuove facoltà emergano e non un’autodisciplina rigida, che porta ad una costrizione individuale, che a sua volta porta al ripetersi continuo, ripetere i gesti e le stesse cose nello stesso modo, in modo automatico...
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....Se questa persona fosse invece passata attraverso questo nuovo movimento dell’educazione dell’adulto, allora si muoverebbe con il tempo, potrebbe fare fronte a nuove situazioni invece di essere una scimmia nel lavoro. Variare il proprio lavoro.
Seconda domanda: che cosa io intendo per incontro.
Primo esempio: essere sposati da dieci anni e dire: “Io veramente non lo capisco, quest’uomo: so quello che dice, so quello che pensa, so quello che fa, ma non ho capito chi è”. Intendo con incontro la possibilità di percepire l’essere spirituale che mi sta di fronte. L’essere umano è un essere spirituale creativo: perchè incontrare solo la parte esterna, esteriore dell’essere umano? Le ragioni per cui noi educhiamo gli adulti a percepire l’essere spirituale nell’altro essere umano che gli viene incontro è che se questo incontro avviene davvero, questa percezione è possibile, anche in misura minima, la persona che ha percepito non è più la stessa, ha un cambiamento forte grazie a questa esperienza. Uno dei modi più forti, più importanti da imparare è quello d’incontrare veramente i nostri compagni, vicino, gli esseri umani vicino a noi. Mi considero molto fortunato perchè nel mio destino ho avuto a che fare con cinesi, con persone di colore, con persone della Malesia estremamente diversi gli uni dagli altri e ho dovuto cogliere gli esseri umani, ho dovuto forgiarmi, cambiare molto me stesso. C’è molta paura, c’è un punto dove noi incontriamo le nostre paure eppure se noi abbiamo il coraggio d’incontrare questa paura, dopo ne abbiamo un arricchimento immenso. Imparare l’arte dell’incontro è il modo migliore per superare le paure che oggi abbiamo. Altre domande?
Intervento: Io vorrei capire questo: riguardo al destino, vorrei capire se quando ci sono atteggiamenti che si ripetono sempre, certi atteggiamenti devono essere modificati o se devono essere digeriti perchè anche dopo lì c’è un’altra situazione, cioè ci sono molti atteggiamenti che non ci aiutano ad imparare.
Vorrei capire se c’è una connessione, se è sempre lo stesso processo.
Coenraad Van Houten: Detto in una sola frase?
Intervento: Noi dobbiamo distruggere i nostri atteggiamenti ripetitivi o sbagliati per imparare?
Coenraad Van Houten; Tu puoi rispondere?
Intervento: Non posso rispondere, per me è ancora un problema.
Coenraad Van Houten: La mia risposta è comunque non distruggere, ma costruire. Secondo te è bene distruggere questa attitudine a ripetere gli errori? Tu ti sei risposta? Tu sei un genio nel rendere difficile delle cose semplici. la chiave di volta è non distruggere, ma bisogna sempre costruire. Altre domande?
Intervento: Vorrei capire qualcosa di più di come utilizzare la notte per imparare Coenraad Van Houten: Dirò molto di più a questo proposito domani, perchè c’è molto da dire su questa possibilità di utilizzare la notte per imparare. E uno dei punti importanti è che la differenza tra notte e giorno è sempre meno e questo fa si che, adesso ad esempio di notte c’è la pressione del giorno e la notte viene disturbata dalle questioni del giorno invece di essere fruttuosa. Un punto molto importante ha a che fare col cambiamento, col modo di funzionare, di vivere, ha che fare con le qualità, le funzioni dell’anima, i cambiamenti che l’anima sta vivendo in questi ultimi anni.
Intervento: Come possiamo arrivare ad uno spirito autonomo se le informazioni non sono corrette e non possiamo avere la percezione diretta della cosa che dobbiamo fare?
Coenraad Van Houten: Bella domanda, perchè vedi già che questi due punti hanno a che fare l’uno con l’altro, sono legati. Abbiamo bisogno di tutti i dodici sensi per cogliere cosa c’è lì. Di solito noi poniamo una serie di giudizi prima di aver osservato e io pongo un punto molto importante: se noi rinunciamo ai pregiudizi e realmente ampliamo le nostre osservazioni in modo molto forte, molto evidente, allora attraverso i dodici sensi le percezioni arricchite ad un certo punto ci concederanno di vedere il giudizio formarsi e venirci incontro da fuori. C’è un tedesco che ha forgiato un termine che riguarda questo ed il termine è “contemplare le forze del giudizio che vengono fuori”; Quindiè possibile trovare una via per questo, per poter ottenere che questi due punti si sposino e si uniscano.
Alcuni terapisti molto bravi guardano i loro pazienti, li guardano a lungo, li guardano da molti punti, da molte angolazioni finché la quantità di percezioni accumulate non consenta loro di vedere venir incontro il problema, la patologia da fuori, tramite quest’attività percettiva sviluppata. Allora possiamo dire che la vera diagnosi, che ci viene così incontro, ha insita la terapia che dà la risposta a questo stesso problema. Avevo un problema con una persona giovane, per molto tempo non riuscivo a sbloccare qualcosa in questa persona, per molto, molto tempo non riuscii a trovare una risposta, finché una volta, entrando in una stanza, lo vidi e vidi la forma della sua testa e capii: “Ecco dov’è il problema! Io non ho mai veramente visto questa persona, io non l’ho mai veramente osservata!”: Il problema è lì. Colgo l’occasione di questa domanda per dire una cosa molto importante: più noi ci mettiamo nella posizione di osservare nei dettagli profondamente la malattia del nostro tempo, allora poniamo le condizioni perchè ci venga la risposta per curare questa stessa malattia del nostro tempo. Molte persone giovani non fanno che gridare e protestare contro i problemi, allora io li fermo e dico:
“si, ma ti spiace fermarti e cominciare ad investigare un attimo il problema, ad osservarlo?”. L’intero movimento in realtà è nato da questo osservare il mondo, osservare i problemi attuali del mondo, osservarli a lungo e chiedersi che cosa veramente l’essere umano adesso chiede, di che cosa ha veramente bisogno, di quali forze ha bisogno. Leggiamo i giornali, leggiamo tra le righe dei giornali: perchè prendono il titolo di testa, lo mettono così e non cosà? Come si può mettere sul giornale una fotografia che prende in giro le persone, le influenza mentre la guardano? Abbiamo un metodo che insegniamo ai giovani per affrontare questo problema: chiediamo di porsi di fronte ad un’immagine a lungo ed osservarla, poi chiudere gli occhi e vedere che effetto fa. Una volta colto quest’effetto, ritornare all’immagine, cogliere tutti i particolari, i dettagli per vedere quali aspetti di quest’immagine hanno causato questa reazione dentro di me e l’ultima analisi che cosa voleva la persona che mi ha messo di fronte quest’immagine, che cosa cercava di ottenere da me. Esercitando questo a lungo, con precisione e costanza, difficilmente verremo ancora presi i n giro o portati in direzioni fasulle. Quando vogliamo esercitare questo, andiamo a far compere. Ho notato che le persone, quando girano per i supermercati, sono abbagliate dalla quantità di cose interessanti e belle ed il loro, le nostre palpebre vanno lentamente su e giù e poi abbiamo notato che vicino alla cassa le nostre palpebre vanno molto più veloce. Possiamo risparmiare molto denaro se osserviamo quando andiamo a fare compere, ma questo è sbagliato. Osservare è la chiave di volta per ogni insegnamento, per ogni possibilità d’imparare, ma con tutti i sensi. C’è anche un senso dell’io: io osservo anche me stesso. Toccare, odorare, assaggiare e così via.
Un’ultima domanda, abbastanza semplice perchè è tardi.
Intervento: Cos’è il corretto osservare?
Coenraad Van Houten: Sto parlando di una persona che ha cercato di sviluppare il corretto osservare tramite l’attenzione all’udito e quindi cogliere, per esempio che sbattere contro un oggetto di questo genere dice qualche cosa rispetto al percuotere un altro tipo d’oggetto, ad esempio che sia un metallo.
Fabio Fantuzzi: Ha detto anche che quando loro fanno questa formazione ogni mattina, dopo aver fatto questo esercizio di osservazione su quello che è accaduto durante la notte, fanno anche un esercizio d’osservazione tutte le mattine per mezz’ora.
Coenraad Van Houten: Una delle cose più interessanti è ascoltare la voce, come una persona dice qualcosa e quindi ascoltare una frase ed ascoltare il modo in cui viene detta, che cosa risuona dietro questa frase che viene detta, ma sicuramente posso dire che quando noi cominciamo ad esercitare l’osservazione, allora cominciamo a vivere in un mondo molto ricco. C’è un famoso direttore d’azienda, il quale era molto famoso perchè riusciva sempre ad assumere delle persone assolutamente adatte per il lavoro. Era famoso perchè non credeva in nessun modo nei test ed allora gli è stato chiesto:“Come fai a scegliere le persone con cui lavori?” e lui ha detto: “C’è una cosa molto semplice, quando arrivano chiedo loro che cosa hanno osservato sulla via per arrivare qua e se loro hanno osservato molte cose per arrivare lì, allora so che quella persona è capace d’osservare, è una persona che ha un futuro”. Non dimentichiamoci che siamo bombardati dalle impressioni sensoriali, allora la nostra reazione istintiva è di chiudere i sensi, ma così facendo perdiamo un veicolo fondamentale per la conoscenza. In inglese c’è un termine, “sensible person”, che è una persona che ha buon senso, anche noi lo diciamo, avere buon senso. La parola “sensible” corrisponde al nostro buon senso e ha a che fare con il sapere usare i sensi ed utilizzarli. Uno dei punti importanti è imparare a vedere il mondo: lo si può fare sviluppando, ripetendo dei continui esercizi che riguardano lo sviluppare la capacità d’osservare ed i sensi.
Claudia Gasparini: Posso dire una cosa? Mister Van Houten, in italiano si dice “sensibile”, ma in effetti “sensibile” è una qualità dell’anima in italiano, però viene da questa percezione dei sensi.
Coenraad Van Houten: La parola inglese “sensible” ha in italiano un corrispettivo, che è il nostro“essere sensibili”.
Claudia Gasparini: Essere sensibili in italiano diventa una qualità dell’anima, ma parte dalla percezione dei sensi.
Coenraad Van Houten: L’ ho capito da come lei usava le mani nel parlare, dal vedere come noi impariamo dal nostro sentimento. Siamo molto fortunati se possiamo usare i nostri sensi già in relazione al nostro sentimento. Altri Paesi, altre culture devono impararlo con molta fatica perchè non hanno l’Opera. A Verona ho avuto la possibilità di vedere l’Opera e tutti erano in silenzio, quando il soprano aveva il do alto, ma ci sono altri sensi nella vita. E’ buon senso che ci fermiamo qua.
Ricordiamoci, vi invito a crearvi un’impressione di questa serata prima di andare a dormire e domattina ci svegliamo e ci chiediamo: “Ieri che impressione abbiamo avuto?” Magari è diversa. Grazie.
(Applausi)

Lunedì 18 aprile 2005
Coenraad Van Houten: Cominceremo con delle esercitazioni e cercheremo di scoprire come ha agito la notte sulla nostra opinione sulla conferenza di ieri sera. Qualcuno di voi vuole dire che impressione ha avuto della conferenza di ieri sera e qual è l’impressione stamattina?
Intervento: Io ieri sera ero molto concentrata su quello che la conferenza poteva servirmi per il mio futuro e guardavo in avanti. Invece stamattina, dopo la notte, ho scoperto che devo concentrarmi sul presente.
Intervento: Io ero molto preoccupato perchè tutto quello che richiedeva era molto impegnativo per me, Stamattina sento che, piano piano, voglio fare quella strada.
Intervento: Di tutto quello che è stato detto, la cosa che mi è rimasta di più è stata quella di una signora che è lì, che c’era anche ieri sera, sul tema del non distruggere, ma trasformare. Ho pensato ai monaci, che dovevano combattere con certe forze dell’anima, mentre oggi il compito è trasformare.
Intervento; Ieri, la percezione di ieri era di trovarsi a casa, in un linguaggio molto amichevole.
Stamattina invece mi è venuto un’impressione, alzandomi, di pensare alla parabola dei talenti riguardo al creare e non rispecchiare.
Coenraad Van Houten: Vedete cosa fa la notte? lavora in modo differente dal giorno e offre una visone assai più saggia di quella che noi abbiamo normalmente. Dico qualcosa brevemente: durante il giorno la mente è sveglia, il sentire è in uno stato più o meno sognante, ma la volontà è addormentata.
La notte, al contrario, la mente è addormentata, i sentimenti cominciano, il sentire comincia a svegliarsi e la volontà è invece pienamente impegnata a trasformare tutte le cose stupide che abbiamo combinato durante il giorno.
Intervento: una cosa che mi ha impressionato è che il destino lavora sempre dove fa male e dopo tanti, tanti anni il dolore è sempre lì, che cattivo! Bisogna mettere allora in atto qualcosa per capire perchè fa sempre più male lì.
Coenraad Van Houten: Ho detto qualcosa in questo senso FRASE INCOMPRENSIBILE
Intervento: Io ho una sensazione un po’ più pessimista. Ieri sera io ero ancora molto viva, reduce da tutti gli stimoli ricevuti nella giornata. Mi sono svegliata con un sentimento forse di pesantezza e di gran senso di responsabilità al quale mi sento chiamata, mi sento attirata ed anche, per usare un po’ le parole usate da questo signore, che il destino ti chiama in qualcosa per cui ti senti debole, quindi ho avuto un po’ un senso di timore, paura, senso di responsabilità più pesante. Consapevolezza maggiore ?!
Intervento: Io posso dire, per esempio, che ieri sera ho avuto la sensazione che si toccassero moltissimi punti e la mia preoccupazione era che non si riuscisse ad approfondire nulla, magari per mancanza di tempo. Stamattina invece mi sento di non preoccuparmi assolutamente di questo, di prendere quello che viene senza problemi.
Intervento: Anch’io ho una piccola cosa, proprio piccola. Ieri sera ero un po’, come dire, non preoccupata, ma mi sembrava che la conferenza di ieri sera fosse un po’ la ripetizione di quello che avevamo sentito durante il giorno e avevo questo pensiero dentro di me. Stamattina ho pensato, come prima cosa: “Che stimoli interessanti ho avuto ieri”. Sono qui e basta.
Coenraad Van Houten: Hai ascoltato le stesse cose due volte, però la seconda volta le cose hanno lavorato in modo diverso. Vi do un suggerimento, quando venite alle conferenze: tutte le volte buttate via i vecchi appunti e fatene dei nuovi perchè la stessa conferenza lavora in modi diversi.
Intervento: Io sono andata a dormire pensando a tutto quello che è stato detto. L’ultimo pensiero, prima di addormentarmi, sono state le cose dette qua ed il primo pensiero, quando mi sono svegliata, è stato questo lavoro, come se ci fosse stata una continuità.
Intervento: Ieri sera, ascoltando la conferenza, mi si affollavano molte domande, però non riuscivo a sintetizzarne una. Stamattina la domanda è: quali sono le domande giuste da porsi o da porre per indagare, per capire quali sono i talenti miei e delle altre persone?
Coenraad Van Houten: Tu devi trovare la risposta, tientela questa domanda. Se io rispondessi alla tua domanda, rovinerei il tuo lavoro.
Intervento: Io ieri pensavo a quando si è parlato della paura degli incontri, pensavo che a volte nonè che abbiamo paura, vogliamo proprio fare l’incontro, cioè c’è l’intenzione d’incontrare queste persone.
In pratica, ero in una situazione in cui mi sembrava di essere stata coraggiosa e vitale nell’incontro...
BUCO PER CAMBIO CASSETTA
Intervento: questa mattina ho sentito una gran gratitudine perchè ho trovato qui persone, opportunità che si sono aggiunte e ho avuto una conferma, incontrando una persona in particolare, ma più di una, di quello che ho già fatto e di quello che ho dentro, quindi la differenza grossa che sento è che ieri avevo un approccio più intellettuale ed oggi ce l’ho, lo sento.
Coenraad Van Houten: La conferenza è soltanto un creare una possibilità, una sorta di pacificazione.
Il percorso dell’autoeducazione ha più a che fare col modo di parlare che crea molte domande. Per lavorare sull’educazione degli adulti è più importante parlare creando domande, facendo emergere domande piuttosto che dare moltissime risposte. Qualcun’ altro? No. Allora parliamo di ciò che s’impara durante la notte. Durante la notte le energie dell’anima si risvegliano e le forze intellettuali si addormentano. Immaginiamo che per nove settimane passiamo attraverso questo processo di apprendimento notturno. Noi lo facciamo durante il training degli educatori per adulti e questo ha portato alla scoperta che durante questo periodo si sviluppa qualche cosa di nuovo. Uno dei partecipanti, guardando i suoi appunti, realizzava che l’apprendimento notturno è un processo che diventa più forte man mano che procede, va avanti. All’inizio si ha come una percezione vaga, come un contatto con un essere differente; man mano che si va avanti si ha la netta percezione che di giorno siamo qui e di notte siamo altrove e dopo un po’ si scopre che più siamo attivi durante il giorno, più saremo attivi altrettanto durante il processo d’apprendimento notturno, quindi ciò che succede la notte è fortemente correlato con quello che succede di giorno. Il primo passaggio è questo contatto, il secondoè creare un ponte fra il giorno e la notte. Se siamo spiritualmente attivi durante il giorno, la notte porta ancora di più questo percorso in avanti. Il grado d’attività spirituale con il quale noi abbiamo partecipato, per esempio, ad una conferenza, influenza il lavoro che con quei dati si fa durante la notte.
Quindi abbiamo scoperto che dipende anche da come noi facciamo una retrospettiva rispetto a quello che è successo durante il giorno. Da questo dipende poi il modo in cui ci lavoriamo durante la notte. Lo sforzo di volontà che noi facciamo durante il giorno per apprendere, per capire le domande che ci vengono in mente, tutto questo genera la possibilità durante la notte di migliorare, di mettere a posto le cose e di darci nuovi impulsi. Questo ponte fra il giorno e la notte man mano diventa sempre più solido e tra l’altro ci sono tantissime cose che avvengono durante il giorno, ma molte di queste non sono assolutamente interessanti dal punto di vista della biografia. Poi ad un certo punto ci siamo chiesti:” Perchè non stabilire una vera e propria conversazione con la notte?”. Quindi il primo passaggio, abbiamo detto, è il contatto, il secondo creare un ponte, il terzo stabilire un dialogo. Quindi noi alla fine potremmo andare a dormire proprio con l’idea di portarci una domanda, una domanda che c’interessa, una domanda fruttuosa, ed avremo la possibilità di ricevere una risposta.
Claudia Gasparini: Attraverso un segno, mi sembra abbia detto.
Coenraad Van Houten: Il nostro senso della verità diventa più forte, più chiaro.
Poi quarto passaggio. Le risposte non arrivano più la mattina, ma nell’arco della giornata succede qualcosa, qualcuno dice qualcosa che rappresenta una risposta alla domanda che ci si era fatti, quindi il giorno comincia a lavorare sulla notte e la notte comincia a lavorare sul giorno. Qui stiamo già parlando di uno stadio avanzato, comunque quello che succede è che dopo un po’ le risposte non ci arrivano al mattino, ma ci arrivano proprio degli incontri di destino che facciamo durante la nostra vita diurna. Se rammentate quello che ho detto, come è fatto l’essere umano: c’è una dimensione intellettuale, c’è il sentire, c’è la volontà che dorme durante il giorno; durante la notte invece il sentimento e la sfera della volontà sono estremamente attivi. Se noi lavoriamo in questo modo, recuperiamo l’intero essere umano in tutte le sue facoltà. C’è una nuova domanda sulla quale i miei colleghi stanno lavorando molto intensamente: come dobbiamo fare la retrospettiva per stabilire un contatto, come dobbiamo fare la retrospettiva per stabilire un ponte, come dobbiamo fare la retrospettiva per stabilire un dialogo? Ciò che ho provato a fare ieri sera (provate a ricordare quello che avete provato riguardo la conferenza) è un primo elemento che riguardava appunto lo stabilire un contatto. Quindi i miei colleghi stanno lavorando molto intensamente per capire come dobbiamo fare la nostra retrospettiva per fare in modo che la notte ci possa aiutare. Poniamo una domanda spirituale profonda difficile: se siamo veramente attivi alla ricerca di una risposta, se siamo attivi nella nostra ricerca, ad un certo punto troveremo come un blocco. A quel punto è meglio che ci fermiamo ed andiamo a dormire. La mattina dopo, forse nei nostri appunti, cominceremo a trovare risposte. Il mio momento creativo migliore è alle quattro del mattino, a quel punto prendo un po’ di appunti e poi torno a dormire. C’è un aspetto particolare nel lavorare con la notte, perchè si comincia a dormire in modo intermittente, cominci a dormire, poi ti svegli, quindi in pratica si è in continua attività. Se mi parlaste dentro l’orecchio trovereste la soluzione: dormo di giorno. Mi parlate ed improvvisamente realizzate che sto dormendo, bastano cinque minuti. L’apprendimento notturno è diventata una parte molto importante nell’educazione dell’adulto, molto di più di quello che noi pensiamo, a condizione però che lo facciamo sistematicamente e sappiamo quello che stiamo facendo. Questa è una cosa che ha un grande futuro, ogni anno scopriamo qualcosa di nuovo. Voglio solamente dire alcune cose, poche cose su come funziona il sonno e la notte. Ci sarebbe moltissimo da dire e ci sono enormi quantità d’informazioni, che potrete trovare tra l’altro, c’è qualcuno che ha scritto un libro, si confronta poi con quello che ha scritto Steiner su come funziona la notte, un’enorme quantità d’informazioni, ma voi non avete bisogno di questo adesso, quindi non vi darò tutte queste informazioni. Primo ho detto: “Se volete queste informazioni, prendete da una parte la ricerca scientifica tradizionale e dall’altra la scienza dello spirito e le confrontate”. Una cosa che la scienza sa è che esistono tre livelli di sonno: un sonno leggero, un sonno intermedio ed un sonno profondo. Tutto il corpo sdraiato di una persona che dorme, il cuscino da una parte ed i piedi dall’altra. Il nostro corpo non va da nessuna parte, sta lì a letto e non moriamo, rimaniamo vivi, c’è vita dentro. Il nostro sentire si appanna, quindi i sensi escono dal corpo e possono andare ovunque. Quindi nel sonno leggero noi non ci allontaniamo molto, rimaniamo nella sfera intorno alla Terra. Non dimentichiamo che il corpo fisico è stato abbandonato dall’anima, quindi si può rilassare e le forze vitali non devono lavorare più di tanto perchè il corpo è fermo. I nostri processi vitali diventano molto attivi, le nostre forze vitali tra l’altro si occupano della nostra memoria, quindi ciò che si fa è partire dalla sera, andare indietro fino al mattino, come in una pellicola fatta di immagini, ciò che abbiamo sperimentato attraverso i sensi ed il sentire e quindi si opera un cambiamento: ciò che noi abbiamo vissuto durante il giorno in modo un po’ sognante, cioè non pienamente cosciente, diventa pienamente cosciente in questa fase. Quindi impariamo attraverso il corpo eterico, perchè lavora per immagini: memorie, pensieri, eccetera, ed incontra tutta la“spazzatura” che abbiamo creato durante il giorno, i pensieri stupidi, e li mette a posto. Quindi conferma, a volte corregge, a volte porta pensieri nuovi. Per esempio, se questa mattina mi vedo con una nuova domanda, un nuovo pensiero, questo è dovuto alle forze vitali che hanno lavorato durante la notte. Successivamente, il nostro io va ancora più in alto ed incontra i pianeti, la luna. Può non essere piacevole, perchè magari una parte di noi va sulla luna, un’altra su Giove ed una parte va su Marte e questo può creare aggressività e quando questo si verifica, si possono verificare incubi. Questo è il sonno intermedio. Successivamente, andando ancora più in là, si arriva al mondo in cui il nostro ioè veramente a casa e questo io dice: “Io sono qui”. Così si va nei mondi superiori, è lì che troviamo le nostre risposte perchè è lì che lavora la nostra memoria profonda. Si ritorna a casa, si ha il ricordo di provenire da là e ci si rende conto che noi normalmente non abbiamo alcun ricordo di quel mondo, di quella dimensione e che il corpo fisico è soltanto un punto. In Indonesia, per esempio, non si passerebbe mai sopra il corpo di una persona che sta dormendo. Mi è capitato, per esempio, di vedere un soldato davanti ad una porta e gli è stato chiesto: “Fallo togliere di lì perchè non possiamo passare”.
Avrebbero potuto scavalcarlo, ma non volevano perchè si ha la consapevolezza che questo potrebbe creare uno shock alla persona proprio perchè interferisce nel momento in cui la sua anima è in un mondo indifferente, quindi questo potrebbe effettivamente creargli uno shock. In India, per esempio, si sa ancora molto di ciò che succede, mentre dormiamo. Dobbiamo tenere conto che il nostro io non abbandona mai completamente il corpo, altrimenti noi moriremmo, si mantiene una connessione e c’è quindi una corrente d’andata ed una corrente di ritorno che è sottile e lunga quando siamo lontano e larga e più corta quando siamo vicini. Quando siamo nel sonno profondo, abbiamo difficoltà a svegliarci, perchè abbiamo una grande distanza da percorrere e sappiamo di essere stati veramente lontani. Dopo esserci allenati, a volte riusciamo anche a ricordare qualcosa di quello che abbiamo sperimentato e qui può partire un dialogo tra qui, ciò che nel mondo diurno pensiamo di dover fare e ciò che la volontà ci dice che dobbiamo fare. Ci sarebbe molto di più da dire, ma era solo per dare un’immagine. Questo è interessante: il nostro corpo fisico lavora per l’apprendimento, ma il nostro io sa veramente dove bisogna andare. Ciò si raggiunge solamente nel sonno profondo. Durante questo training di apprendimento notturno le persone cominciano ad addestrarsi a riconoscere al mattino quelli che sono gli elementi di contatto, quelli che sono gli elementi di ponte, quelli che sono gli elementi di dialogo. Alcune delle cose che sono state dette questa mattina erano riferite alla correzione, al mettere a posto ciò che era fuori posto, altre invece venivano proprio dal mondo spirituale ed erano i nuovi pensieri, le nuove domande, le nuove responsabilità. L’apprendimento notturno a ha che fare con il legame, forte, tra l’attività notturna e diurna, quindi noi lavoriamo di notte sulla base di quello, del grado di attività spirituale che abbiamo di giorno e lavoriamo di giorno sulla base di quanto possiamo attingere dalla volontà di notte. Le persone che fanno questo apprendono molto più velocemente, sviluppano la volontà ed il pensare diventa un pensare del cuore. Questo ha a che fare con l’aprire una nuova possibilità. Una questione molto importante: come facciamo a sapere la verità? Noi non conosciamo la verità attraverso la mente intellettuale, la conosciamo attraverso il sentire, il senso della verità. Anche in francese si dice “sense de veritè”, in molte lingue europee c’è questa espressione, anche in olandese ed in tedesco si dice “il sentimento della verità”....
BUCO PER CAMBIO FACCIATA CASSETTA
...Mi sono cominciato a chiedere, in riferimento alla verità, quali sono le sensazioni oggettive e quali sono le sensazioni soggettive. Lavorando sul nostro modo di osservare, noi possiamo cominciare a sentire la verità. Ci sono delle situazioni in cui padre e madre stanno discutendo su come siè comportato il figlio ed il padre dice: “Il figlio si è comportato male, deve essere punito” invece la madre dice no, quindi è come se ci fosse un bambino da punire e uno da non punire. Il padre chiede:“Come fai a dire questo” e la madre risponde: “Lo so”. Ci vuole parecchio tempo prima che lui realizzi che lei ha sempre ragione (risate) ed alle volte è al contrario, il padre riconosce sulla base del sentire, la madre ha studiato psicologia all’ Università. Vorrei dare un suggerimento: il senso della verità ha una qualità diversa rispetto ai normali sentimenti, bisogna imparare a distinguere tra il momento il cui il nostro cuore tocca la situazione per capire, quindi tocca la verità e quando invece noi abbiamo una reazione. Ci sono molti esercizi per imparare ad ascoltare ciò che una persona sta portando con iniziative. Suggerisco di fare un certo numero d’esercizi per imparare a toccare con il sentire ciò che c’è e valutarne la qualità.
Intervento: Questa qualità del sentire in italiano si dice coraggio del sentire, quindi col cuore?
Coenraad Van Houten: Si è ciò che intendo perchè, quando si agisce col sentire non c’è pensiero, ma in realtà anche il sentire ha il suo modo di pensare.
Vi propongo di fare degli esercizi di osservazione, molto semplici. (2 persone vengono chiamate e si osservano)
Cosa avete osservato?

Interventi: Come camminava lui e come camminava lei.
Lui si è preparato, ha voluto star presente in modo particolare, invece lei si è offerta in modo naturale.
Coenraad Van Houten: Quindi la traduzione di questo è che lei si è accostata sul piano del sentire, lui su quello del pensare.
Intervento: Io ho visto che lei lo faceva come qualcosa che doveva fare.
Io non ho visto il momento dell’incontro perchè ero di spalle, ma ho percepito un po’ di imbarazzo in lei.
Coenraad Van Houten: In che momento?
Intervento: Nel senso che io ho visto che lui avanzava, avanzava e lei gli ha teso la mano e nel tendergli la mano gli ha bloccato l’avanzata. Lui andava col corpo, dritto verso di lei e invece lei gli ha teso la mano, ma nel tendergli la mano l’ha bloccato.
Coenraad Van Houten: Lei gli ha teso la mano e mi chiedo che cosa ha sentito lei, quando lui le ha stretto la mano, abbiamo dovuto poi separarli (risate).
Intervento: Io ero di spalle, ho visto che lui aveva un’andatura molto solenne, poi si è abbottonato la giacca (risate). Cercavo di cogliere molto intensamente anche il suo sguardo, era molto, molto impegnato.
Coenraad Van Houten: Voleva veramente incontrarla. E pensate che lei volesse incontrare lui?
Sì e no, queste sono reazioni soggettive.
Intervento: E’ una mia sensazione, ma direi che lei andava più con la forza del cuore, poi a un certo punto ha abbassato lo sguardo, quasi, come dire, ad avvertire una sorta di difficoltà rispetto l’inizio.
Intervento: Io ero seduta di fianco a lui. Ho sentito questo imbarazzo all’inizio, ma poi ricordo il suo sguardo ed il sorriso e diceva: “Sono qui e ci sto FRASE INCOMPRENSIBILE”
Coenraad Van Houten: Dobbiamo essere attenti in questo perchè tutti vedono cose differenti, allora dobbiamo chiederci: “Io sto vedendo me stesso o sto vedendo l’altra persona?” . Se, per esempio, noi in certe situazioni ci sentiamo in un certo modo, allora pensiamo che anche lei si senta in questo modo, ma non è detto che sia così.
Uno dei due soggetti dell’esercizio, il maschio: Di tutto quello che ho sentito, non so, ma lui ha colto quello che provavo andando verso di lei, che si trattava di un incontro - perchè io ho pensato a lei fin da quando sono arrivato. Ieri sera lei ha manifestato un dubbio sul suo libro e (rivolto alla persona) io questa mattina ho trovato quella domanda che cercavi.
Intervento: Infatti, lei aveva gli occhi che ridevano.
Riprende il maschio oggetto dell’esperimento: La risposta alla domanda che tu cercavi, in collegamento ai sette processi vitali, a pagina 56 (risate).
Prende la parola la signora oggetto dell’esperimento: Io non posso dire tutto perchè è troppo. E’ evidente che è un incontro karmico, ma così tanto, quindi quando sono stata invitata ad incontrare Franco ho detto: “Di nuovo destino, bene, sono pronta, sono qua, lo faccio con tutto l’amore, quindi era una cosa importante.
Coenraad Van Houten: ho fatto io la selezione, sono andato senza intenzione, ma in realtà ci ho preso.
Chiedo: quando hai esitato, all’inizio o dopo?
La signora: Due volte, per due motivi diversi. All’inizio per accettare questo compito, per rendermi conto che era una chiamata del destino e dopo perchè a questo punto c’eravamo solo noi due, quindi io avrei approfondito questo dialogo con Franco, che non c’entrava forse con l’esercizio.
Coenraad Van Houten: In realtà è successo molto di più di quello che noi in realtà abbiamo visto edè successo molto di più di quanto anche voi due direttamente forse sapete. Il mistero è proprio questo, di due persone che cercano d’incontrarsi. Non dimenticate che quando c’è una mano che incontra un’altra mano, all’interno c’è uno spazio aperto e all’interno di questo spazio aperto molte cose possono accadere. Questo è uno dei misteri della mano umana. Questo gesto di calore che lui ha fatto, di accogliere con la sua mano, è veramente qualcosa di molto misterioso. Due volontari: possono essere due uomini, due donne, un uomo ed una donna, non importa. Potete venire anche da dietro.
Si ripete l’esercizio con altri due volontari
Coenraad Van Houten: Cosa avete visto?
Intervento: Io ho visto due sorrisi molto aperti.
Coenraad Van Houten: Ed hanno camminato veloci o lentamente?
Intervento: A me è sembrata, rispetto a prima, molto più preparata, più studiata. molto meno spontanea.
Intervento: Secondo me l’incontro è avvenuto lì, dove c’era la colonna, che sono passati tutti dalla stessa parte e poi si sono preparati a fare l’azione. L’incontro è avvenuto lì.
Coenraad Van Houten: Avete notato la posizione della loro testa? In giù, in alto?
Intervento: Questo ha piegato la testa in questo modo, in questo segno d’andare incontro, di sottomissione.
Coenraad Van Houten: Si guardavano negli occhi?
Intervento: SI tutti e due.
Intervento: Io ho notato che lei è passata prima di lei, senza esitazione in quel varco.
Coenraad Van Houten: Vi conoscevate?
Due signore dell’esperimento: No.
Intervento: Aggiungo che la persona da questa parte è partita di slancio ed ha teso in questo modo, offrendo e l’altra l’ha data dall’altra e questo movimento l’ho avvertito nel movimento del capo.
Intervento: Vorrei portare un altro concetto. Questa signora da questa parte aveva fiducia in quello che andava a fare, dall’altra parte era un po’ in dubbio.
Intervento: Io ho visto anche che la persona a sinistra si è ritirata prima.
Coenraad Van Houten: Le mani erano molto in avanti?
Intervento: Non particolarmente.
Intervento: erano in avanti queste di questa signora, che è stata la prima, l’altra ha dovuto accorciare un po’, però la prima signora che ha avuto lo slancio è stata anche la prima a ritirarsi.
Intervento: Io ho notato che lei ha, nel camminare all’incontro, ha guardato piano piano, l’altra invece ha continuato a guardare lei.
Coenraad Van Houten: Cominciamo a vedere sempre più cose, c’è un intero mondo in realtà da osservare. Il mistero dell’incontro umano è anche solo in una stretta di mano. Potete entrambi esprimere cosa avete provato?
Prima signora: Quando incontro un essere umano è una gioia e la prima cosa che guardo sono gli occhi e quindi, quando ho visto i suoi occhi, per me era proprio andare incontro, non c’era nessun pensiero.
Coenraad Van Houten: E’ stata una buona esperienza?
Prima signora: Si, certamente.
Seconda signora: La prima riflessione che ho fatto è stato: “Ah, è una donna!” Questo mi ha consolato (risate). Anch’io cerco l’altro negli occhi e poi ho staccato io per prima, questo era chiaro, perchè o parlavamo, insomma qualcosa doveva cambiare.
Coenraad Van Houten: Durante l’intera esperienza hai continuato ad avere attività di pensiero?
Seconda signora: No. sono fasi diverse. Una cosa è quando mi sono alzata e mi sono resa conto chi avrei incontrato, la seconda cosa è quando sono arrivata lì e mi sono resa conto di cosa stavo facendo, la terza cosa è stato: “sono qui, l’ho scelto io e adesso faccio ciò che voglio fare” e ho fatto l’incontro.
Coenraad Van Houten: Fa vedere che cos’è ...e come siamo ciechi. Ci sono molti modi per dire la parola incontro, però secondo me la più interessante è quella olandese e vuole dire letteralmente “non deve essere”. Quindi quando qualcuno ti chiede d’incontrati, tu dici: “No, no” (risate) ossia, se deve succedere, succede, non deve succedere per forza, non è un dovere, ma è qualche cosa che può accadere. Quindi quello che ci sta dietro a questo modo di dire è che le persone non devono essere
forzate all’incontro, il vero incontro avviene quando è libero.
Intervento: Se l’osservazione dall’esterno porta a percepire elementi che poi possono essere molto diversi rispetto a quelli che vengono percepiti all’interno delle persone che si incontrano, un incontro dell’essere spirituale dell’altro è possibile che avvenga non soltanto attraverso l’osservazione, ma attraverso altri elementi. Se la mera osservazione fa cogliere anche aspetti non veritieri, è necessario avere anche altri elementi, che vanno oltre l’osservazione. Quali sono questi elementi?
Coenraad Van Houten: Parli di osservazione come l’ho intesa io o anche proiezione mentale?
Intervento: Anche proiezione mentale, comunque non mi da la percezione...
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Vi do una dimostrazione ulteriore. Ci vuole qualcuno che m’incontri: quello che faremo è avvicinarci l’uno all’altro, ci stringeremo la mano e Fabio segnalerà a me, quando si sta avvicinando troppo ed altrettanto farò io con Fabio. Non ci stringeremo la mano, ma ognuno darà un segnale, quando l’altro siè avvicinato troppo.
Fanno l’esperimento
Coenraad Van Houten: Abbiamo uno spazio introno a noi, quindi se noi abbiamo uno spazio intorno e una persona vuole avvicinarsi di più, io devo fare uno sforzo perchè in realtà sta entrando nel mio mondo. Non è uguale per tutti l’estensione di questo mondo personale, individuale. Se vogliamo veramente incontrare un’altra persona, dobbiamo avere rispetto per il suo spazio personale. Non vale per l’innamoramento perchè questa è un’altra cosa, l’innamoramento va oltre ogni cosa. Due individualità spirituali si possono incontrare qui, ma non troppo vicini. Tra noi due non c’è una grande differenza di spazio personale. E’ interessante provare così. Ciascuno di noi ha un’aurea intorno e la portiamo dalla precedente incarnazione con noi, ce l’abbiamo ancora. Alcune persone hanno un’aurea più grande, altre più piccola, questo dipende da come ti sei comportato nell’ultima incarnazione. C’è una dottoressa che è famosa per la sua abilità a lavorare coi bambini, un genio. Entra nella stanza così, come un generale, e ha un grande spazio personale.
Coenraad Van Houten: Altre due persone possono fare la cosa che abbiamo fatto noi due?
(Si ripete l’esperimento)
Coenraad Van Houten: Buone maniere significa rispettare lo spazio altrui.
Intervento: Questo spazio non è uguale per tutte le persone che incontro, si muove, ci sono persone che fanno entrare maggiormente, altre che prendono le distanze, quindi non è un anello fisso.
Intervento: Se no, non nascerebbero mai bambini! (risate)
Coenraad Van Houten: Ci sono due aspetti, uno riguarda la protezione del corpo, l’altro la percezione spirituale. Io posso avere un contatto spirituale con una persona anche da una grande distanza. Ci sono invece persone che cercano il contatto proprio per sentire l’altro, è differente. L’aurea crea come un confine, ma lo spirito non ha confini. Posso vedere da qui, il sorriso, il modo speciale con cui sorridi, non c’è bisogno che venga lì. Va bene per voi continuare, andare avanti con esercizi sull’osservazione?
Si impara di più guardando le persone che leggendo grossi libri. Prima abbiamo guardato l’incontro delle mani, adesso guardiamo le gambe, come le persone camminano. Le forze del destino sono nel nostro sistema metabolico, nelle nostre braccia, nelle mani e nei piedi. Sono i piedi che ci conducono attraverso il nostro destino. Molte persone cercano di capire il loro destino attraverso la mente e fanno una sorta di teoria su questo: “Io sono la reincarnazione di Cheope piuttosto che un altro”: speculazioni, e tutti sono personaggi d’estrazione molto importante, per esempio la matrigna di Tutankamen. Si possono sentire molte sciocchezze su questo. La volontà dormiente conosce il destino e la testa non sa nulla del destino, è l’intelligenza per il presente. Se osservate come camminano le persone, potete vedere un intero mondo, perchè ciascuno cammina a suo modo, in modo differente. Vediamo come cammino io. Cammino nel modo in cui cammino sempre. Come uso i piedi?