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Il significato del tipo vegetale per l’alimentazione

Articolo tratto dal Bollettino BIO Dimanica dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica
anno XII ~ Bollettino n.65 ~ marzo/aprile 2006

di: Petra Kühne

ATTUALMENTE LA QUALITÀ DI UNA PIANTA alimentare è collegata alle sostanze nutritive. Gli spinaci contengono ferro, i limoni la vitamina C, ecc. Per stabilire il contenuto di sostanze nutritive si effettuano apposite analisi. Non siamo in grado di percepire le sostanze nutritive come il ferro o le vitamine attraverso i sensi, ma le rileviamo indirettamente per mezzo di apparecchi di misurazione come quelli usati in chimica alimentare. Il consumatore può conoscere le sostanze nutritive attraverso il pensiero. Un altro metodo per valutare la qualità proviene dall’antroposofia. Si basa sulle forze vitali e della crescita, sugli eteri. Non possiamo percepire le forze in generale né con i sensi né attraverso l’uso di apparecchi tecnologici per misurare le forze fisiche (per esempio, la forza di gravità). Ci possiamo tuttavia esercitare in questa direzione e sviluppare gli organi di percezione necessari. Finora poche persone sono state in grado di percepire le forze vitali.
Per questo motivo è stato sviluppato un terzo metodo per valutare la qualità: l’azione delle forze vitali sulla materia, sulla forma e sulla formazione di sostanze. Per le piante si studia la morfologia, la scienza dello sviluppo delle forme delle piante, degli organi come la foglia o il frutto, ma anche la presenza di sostanze.
Il metodo di osservazione goetheanistico permette la valutazione e la classificazione seguendo leggi scoperte dai ricercatori.
Nel mondo vegetale troviamo, per esempio, i tipi. Tutti i cereali presentano uno o più culmi centrali che salgono in verticale verso il sole. Esprimono delle forze vigorose di innalzamento: nessuna specie di cereale ha bisogno di un sostegno. Solo una forte tempesta può allettare i culmi.
Dalle foglie affilate, lanceolate vediamo che i cereali vengono fortemente plasmati. L’infruttescenza a spiga o a pannocchia appare ordinata e regolare: i cereali si distinguono proprio per l’ordine e la stabilità della forma. L’uomo che si alimenta con i cereali stimola quindi le seguenti forze: le forze di innalzamento che si contrappongono alla forza di gravità, le forze di forma e ordine che si oppongono al caos e alla proliferazione. I cereali ci incoraggiano inoltre a dirigerci verso il sole e concentrarci su un obiettivo.
Un’immagine completamente diversa è invece il fagiolo rampicante, una pianta ortiva molto diffusa che fa parte delle leguminose. Cresce anch’esso verso l’alto dirigendosi verso la luce, ma come pianta rampicante non dispone delle stesse forze d’innalzamento dei cereali. Ha bisogno del sostegno di canne o altre piante a cui appoggiarsi. Non cresce diritto lungo il sostegno ma lo avvolge percorrendo quindi un tragitto molto più lungo verso il sole. Il biologo F. Julius1 paragona le piante rampicanti come il fagiolo al pianeta Mercurio che gira intorno al sole compiendo delle “asole” e non segue una direzione rettilinea. Il frutto del fagiolo, un baccello che contiene i semi, rivela la prevalenza della forza di gravità. Il baccello pende verso il basso mentre la spiga si inclina solamente nell’ultima fase della maturazione ma non tende verso la terra.
I fagioli possono quindi trasmettere forze che stimolano la mobilità (arrampicare) e l’indirizzarsi verso la luce, non trasmettono invece le forze vigorose di innalzamento (anche se le trasmettono più di una zucca strisciante). Nell’uomo stimolano forze vitali diverse rispetto ai cerali.
Gli uomini hanno esigenze individuali e, quindi, in una pianta la varietà di forze eteriche è positiva: una persona “con la testa tra le nuvole” può essere aiutata a tornare con i piedi per terra dai fagioli, che sono un po’ “pesanti” mentre una persona iperattiva non dovrebbe consumare troppe piante alimentari rampicanti perché trasmettono mobilità e vivacità…
Esempi come questi ci incoraggiano a conoscere meglio l’approccio alla qualità che studia le forze. Esso presuppone tuttavia una conoscenza delle piante che oggi non è più comune. Forse ci stimola a osservare da vicino una pianta di cavolo rapa o un cavolo verde.

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1 Frits Julius: “La metamorfosi – una chiave per la comprensione dello sviluppo vegetale



Articolo tratto da Associazione per l’Agricoltura Biodinamica