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Soggiorno di una scolaresca alla Sugheraccia, Lacona

Relazione sul recente soggiorno agricolo-didattico vissuto all'Elba presso la Fondazione WIDAR di una scolaresca venuta da Basilea, 6-18 giugno 2005
Hermann Janach - Presidente Fondazione Widar

di: Hermann Janach

La Fondazione WIDAR, con sede operativa a Lacona, ospita per il quinto anno delle scolaresche provenienti dalla Svizzera, con l'intento di far rinascere l'attività agricola nella tenuta della Sugheraccia.


Le esperienze agricole sono trasmesse agli allievi dalla coppia del fattore Divo Burelli e sua moglie Anna Mazzi, che conoscono ogni albero del podere, ogni pianta sulle terrazze. I ragazzi venuti dalla scuola steineriana di Muenchenstein, Basilea, imparano da Divo - lavorando con lui - come si puliscono e potano gli ulivi; le ragazze aiutano e imparano da Anna a spollonare la vite. Quanti giovani hanno mai fatto, per qualche ora al giorno, questi lavori agricoli? Nel programma didattico delle scuole steineriane, previsto nell'ultimo anno di scuola dell'obbligo, il soggiorno agricolo vuole trasmettere esperienze pratiche.
Solo lavorando, anche se poche ore al giorno, i giovani possono comprendere il valore dell'agricoltura per tutta la società. E così osservano che nelle quattro stagioni dell'anno maturano frutti e verdure diverse, che si possono gustare più freschi se non vengono congelati e spediti nell'altra parte del mondo. Ma il rinnovamento dell'agricoltura, previsto dagli statuti della Fondazione Widar, richiede altri lavori specializzati. Per arginare l'erosione e la mineralizzazione della terra sulle terrazze sostenute dai muretti a secco, occorre portare nuovo HUMUS, quel composto organico pieno e ricco di micro-organismi viventi. Ma dove si trova l'humus? La macchia mediterranea non offre un sottobosco umido nel quale si formi l'humus. Come crearlo su un terreno arido e asciutto e soleggiato, sull'isola d'Elba?
Il maestro giardiniere Yves Gilliéron conosce ormai bene il terreno su tutto il podere della Sugheraccia, quasi come il giardino della scuola a Basilea. Il primo anno, nel 2001, un gruppo di allievi aveva lavorato duramente per aprire un sentiero in alto attraverso la macchia fitta, percorsa solo da cinghiali e cacciatori. Era stato un lavoro pionieristico, che richiedeva poi ogni anno una manutenzione accurata. Il risultato di tale lavoro di conservazione è stato una montagna di rami e cespugli tagliati per permettere il passaggio agile e sicuro ai turisti e villeggianti. Ma cosa fare di questo materiale organico tagliato? Bruciarlo è sconsigliabile, meglio è raccoglierlo e triturarlo, per renderlo adatto ad essere dunque compostato. Chi raccoglieva portava il materiale a chi triturava e il terzo gruppo costruiva un composto a strati fatto da questo materiale triturato, da letame e da humus proveniente dal composto dell'anno precedente. Insomma questa arte di compostare materiale organico, prepararlo ad una fermentazione pilotata dalle erbe medicinali, i cosiddetti preparati, è una lavorazione che distingue l'agricoltore biodinamico da quello biologico. I preparati biodinamici per il composto si creano con le seguenti piante medicinali: camomilla, corteccia di quercia, achillea millefoglie, ortica e dente di leone. La fertilità della terra si misura dalla presenza di Humus! Nel giro di cinque anni è nato sul terreno della Sugheraccia un impianto di compostazione, che crea la terra fertile di cui ogni pianta ha bisogno.
Chi sono gli artefici di questa trasformazione?
Nel 2000, quando il presidente della Fondazione creò il primo composto, non erano presenti i lombrichi. Furono importati dalla Lombardia con un sacco di terra in piena fermentazione, non ancora matura per essere chiamata humus, ma piena di lunghi lombrichi "lombardi". Nei composti ora sulla Sugheraccia a Lacona, quella razza di lombrichi è scomparsa, ma ne è nata un'altra, di denominazione 'elbana': sono tanti piccolissimi lombrichi, cresciuti all'ombra dei lecci, delle sughere e delle querce. Sono questi piccoli lombrichi che lavorano e divorano materiale organico, lontano dalla luce, all'ombra sotto la terra e lo trasformano in humus.
Amano il composto leggero arieggiato, e per questo motivo il composto va girato e capovolto almeno due volte all'anno, prima di essere pronto come humus da concime. Nel giugno di quest'anno, nelle ore del mattino, l'humus creatosi nei composti dell'anno scorso fu sparso sul terreno attorno agli alberi di limoni, aranci, mandarini, pesche, mele cotogne. Per rafforzare l'effetto benefico sulla pianta da frutto, questo lavoro fu eseguito proprio nel giorno in cui la luna passa davanti a un segno zodiacale di calore, cioè Leone, Sagittario e Ariete. Le influenze cosmiche di queste costellazioni vengono amplificate quando la luna vi passa davanti e crea un effetto di potenziamento, di trasmissione a favore della Terra. Cercando di coltivare e curare la terra in rapporto ai segni zodiacali, le piante crescono più sane e saporite; questo risulta dalle ricerche di Maria e Matthias Thun, che hanno dedicato alla biodinamica la loro vita e pubblicano da oltre 40 anni il calendario delle semine (Editrice antroposofica, Milano). In questi rapporti, apparentemente secondari, ma significativi per la crescita delle piante, si distingue l'agricoltura biologica da quella biodinamica: la differenza sta proprio in questa relazione dinamica giornaliera, anche di poche ore, con le forze zodiacali, mediate dalla luna e rafforzate dai pianeti. Il nostro sistema solare segue leggi ben precise che determinano da millenni la vita sulla Terra.
La prossima civiltà che seguirà la nostra dei consumi dovrà riscoprire questi rapporti cosmici e zodiacali. Le 120 piantine di Lavanda, trapiantate su due terrazze tra limoni e arance, sono state concimate con l'humus da noi prodotto a Lacona. Il profumo dei fiori di lavanda è stato già estratto quest'anno con una distillazione da campo, esperimento didattico riuscito che ha prodotto pochi millilitri di olio essenziale. Ogni allievo ha potuto gustare il profumo specifico di questa pianta. Dato che le piantine di lavanda non hanno ancora radici profonde, sono state allacciate al secondo impianto di irrigazione a gocce: lavoro iniziato l'anno scorso e terminato a giugno con due ragazzi, sotto la guida del rabdomante Sauro Mazzi di Lacona. Il forestale Michele Dotti è venuto all'Elba per il terzo anno consecutivo: è amato dai ragazzi e dalle ragazze, perché lavora con uno spirito sereno.
Con i suoi "tagli conservativi" riesce a rendere gli alberi degli esemplari unici, cioè dà alla pianta un aspetto estetico con la sua arte di eliminare sapientemente sia i rami secchi sia quelli verdi in esubero. Il maestro Beat Brodbeck si è impegnato con i ragazzi più forti per ricostruire un muretto a secco, incorporandovi i sassi più regolari: si sono così creati i gradini per una scaletta. L'opera è riuscita bene, con grande soddisfazione degli "apprendisti muratori". In un'azienda agricola i lavori da fare non finiscono mai, i soldi invece sì! Quello che è da un lato una fortuna, dall'altro lato è una disgrazia! Il contadino deve accettare ciò che viene e convivere con grandi rischi, fortune e pericoli non dipendenti da lui. Come prepararsi a questi? La figura del contadino oggi si è trasformata in quella di imprenditore industriale e con l'attuale degrado ambientale i prodotti agricoli hanno perso il loro valore nutrizionale, a parte il sapore. Ecco perché la Fondazione WIDAR accoglie le scolaresche: affinché parecchi giovani possano fare esperienze insolite e riscoprire il mondo della natura, non soltanto come turisti, ma come 'apprendisti agricoltori'. Scegliere la scuola superiore o l'indirizzo di studi universitari, o semplicemente una professione, è diventato oggi sempre più difficile per i giovani. Perché la scelta è così incerta e spesso drammatica? La scuola media superiore dovrebbe aiutare gli allievi a scegliere il passaggio individuale giusto dalla fase dell'istruzione, a quella dell'attuazione di una professione. Ma dove si trova una buona educazione professionale? Come fanno a decidere i giovani quando devono studiare, imparare dai libri solo per passare e superare gli esami e/o le verifiche? Le teorie sono interessanti, ma raramente stimolano all'azione, al lavoro manuale, se non si ha l'occasione di sperimentare direttamente.
La Fondazione WIDAR vuole dunque offrire ai giovani esperienze sociali e pratiche agricole, affinché possano cercare con chiarezza il cammino della loro vita futura.

Hermann Janach, Presidente Fondazione Widar Como, 3 luglio 2005

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