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Il bene pi prezioso

In questi giorni sono comparsi in alcuni importanti quotidiani alcuni articoli relativi all'indagine sulle acque condotta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e ne hanno parlato anche radio e tv. I dati sono ufficiali, quindi inconfutabili. Le acque della tanto decantata “bella Italia”, ormai allo sfacelo sociale ed ambientale, sono piene di pesticidi di ogni natura. La Pianura Padana, originariamente una delle più fertili piane del mondo, è sulla via della desertificazione e dell'avvelenamento. Questa è la naturale conseguenza di un uso scellerato di veleni nelle campagne, come conseguenza di una concezione dell'agricoltura e di una pratica agricola che in pochi decenni sta distruggendo un patrimonio di Vita e di salute per tutta l'umanità. Da questa analisi manca l'inquinamento da azoto, conseguenza della concimazione chimica, a volte minimizzato ma di estrema gravità. L'agricoltura biologica e biodinamica sono l'unico vero antidoto a questa situazione: primo perché non usa veleni e secondo perché se riportiamo la Vita sulla Terra innestiamo un processo di depurazione naturale fondamentale per riportare la Terra e gli alimenti in stato di salute. Purtroppo qualche settimana fa è stato rinnovato il permesso di utilizzo del GLIFOSATE che non è usato solo nei campi, ma anche nei parchi pubblici, lungo strade ed autostrade, nei piazzali, nei parcheggi. Ritengo non ci siano altre vie serie e durature nel tempo come la biodinamica nei campi e i consumi consapevoli.
Fabio Brescacin - ECOR NATURASI
9 MAGGIO 2016

IL RAPPORTO
Le nostre acque piene di pesticidi Contaminato il 64% di fiumi e laghi L’indagine dell’Ispra: trovate 224 sostanze. Boom di erbicidi, ma anche fungicidi e insetticidi. L’«inquinamento» più ampio nella pianura padano-veneta
di Redazione cronache

Si usano meno pesticidi in agricoltura eppure le acque sono sempre più contaminate. Non è un paradosso: le analisi diventano sempre più accurate e i fenomeni di «contaminazione» hanno effetti anche dopo molti anni. L’ultimo Rapporto nazionale pesticidi dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) fornisce dati allarmanti: le acque superficiali (fiumi, laghi, torrenti) «ospitano» pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio (nel 2012 era il 56,9%); quelle sotterranee nel 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012).
Superati i limiti di qualità ambientali
L’analisi dei dati di monitoraggio non evidenzia una diminuzione della contaminazione, spiega l’Ispra precisando che l’aumento di punti contaminati «si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro-sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata». Durante i controlli sono state trovate 224 sostanze diverse, «un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012)», dice l’Ispra, che indica «una maggiore efficacia delle indagini condotte». Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, mentre è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali mentre in quelle sotterranee 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale.

Il record delle miscele
L’Ispra indica che la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta dove le indagini sono generalmente più efficaci. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. In alcune regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% dei punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%. Più che in passato, avverte l’Ispra, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, fino a 48 in un singolo campione, quindi con una tossicità più alta rispetto a quella dei singoli componenti.