Articolo:

La depurazione primaverile

di: Irmela Knapp Grazi

Quando rinasce la natura dopo l’inverno, i mandorli fioriscono e tornano le rondini, sentiamo anche noi un soffio di gioventù. Ci rende melanconici, tristi, oppure abbiamo ancora un po’ delle nostre forze giovanili?

Il risveglio primaverile della natura non influisce solo sulle nostre energie psichiche, ma anche sulle nostre forze vitali e cambia notevolmente i processi organici. Così si possono presentare disturbi caratteristici come stanchezza, svogliatezza, depressione, tensione muscolare, dolori articolari e alla schiena, bruciori di stomaco e senso di pieno, gonfiore e mal di testa. Possono anche aggravarsi malattie preesistenti. Sono tutti segnali dell’organismo che indicano l’alterazione di certe funzioni metaboliche. A livello psichico invece siamo spinti a guardarci dentro, per capire i bisogni del nostro animo. Ci sono sogni nascosti? Progetti rimandati? Amicizie dimenticate? Domandiamoci:  cosa mi fa bene? Cosa mi piace? Cosa mi rinforza? Cerchiamo di trovare un buon equilibrio tra la soddisfazione delle nostre esigenze più importanti e l’assolvimento dei compiti che la vita ci affida. Dopo le feste natalizie e il Capodanno, con tanti buoni ricchi pasti, ma poco movimento durante i mesi invernali, nell’organismo si sono formate delle scorie. Come facciamo la grande pulizia primaverile in casa, è necessario fare una depurazione generale del nostro organismo, per godere meglio delle bellezze che la primavera ci regala.

Il bilancio acido/basico

Il nostro stile di vita con tanto stress, l’inquinamento dell’ambiente e l’alimentazione sbagliata mettono in pericolo la nostra salute. Ne risulta prima di tutto un eccesso di acidi, che favorisce la formazione di tossine. Le sostanze acide che si formano fisiologicamente dal metabolismo cellulare e dall’alimentazione, vengono neutralizzate nel sangue e nei tessuti da sostanze basiche (carbonato e bicarbonato) ed eliminate. I sistemi regolativi propri dell’organismo (funzione di tamponamento) controllano e regolano il bilancio acido/basico in modo che ogni organo abbia il suo pH ottimale (pH 1 = molto acido, 7 = neutro, 14 = molto basico) per garantire un buon funzionamento. Nello stomaco, per esempio, gli acidi sono in maggioranza, per scindere meglio le sostanze nutritive. Nell’intestino l’ambiente è basico, per favorire l’assorbimento di sostanze importanti per il corpo. Nel sangue il pH deve essere rigorosamente stabile poiché l’assorbimento dell’ossigeno nei polmoni, il suo passaggio alle cellule ed altri processi vitali dipendono dal giusto pH (7,35 – 7,45).

L’eccesso di acidi, fonte oscura di tanti mali

Quando le riserve basiche del sangue e dei tessuti sono esaurite a causa di un sovraccarico d’acidità, gli acidi in eccesso vengono accumulati nei tessuti connettivi finché non arrivano di nuovo sostanze neutralizzanti grazie a una dieta basica. L’acidità cronica dei tessuti è una condizione patologica che può provocare cattivo umore, disturbi di irrorazione sanguigna, allergie, eczemi, pressione sanguigna alta, artrite, gotta, reumatismo. Se anche il connettivo è saturo d’acidi, allora sali e minerali basici come calcio, potassio e magnesio sono sottratti alle ossa, alle articolazioni e ai denti, organi ricchi di queste sostanze. Così gli acidi vengono neutralizzati, trasportati nel sangue ed eliminati, purtroppo insieme ai minerali basici, attraverso i reni e la pelle. Di conseguenza si possono manifestare osteoporosi, fratture, artrosi, carie e altri disturbi.

Perché si formano gli acidi?

1. L’acidità eccessiva può essere causata da nervosismo, paura, preoccupazioni, stress continuato, ecc., condizioni che ci inducono a mangiare male, in fretta, non masticare bene… Ne risulta una cattiva digestione, che scompiglia la flora intestinale, provocando la produzione di tossine, infiammazioni e un ulteriore aumento di acidità. Per rompere questo circolo vizioso dobbiamo trovare la forza di prendere una nuova abitudine, cioè mangiare in pace, masticare accuratamente, gustare il cibo con un senso di gratitudine.

2. Per favorire l’espulsione degli acidi e delle tossine attraverso i reni e la pelle, occorre stimolare la respirazione e la circolazione. Appena alzati facciamo per qualche minuto esercizi respiratori alla finestra aperta, se possibile in posizione eretta: prima espirare a fondo e poi inspirare piano, con la bocca chiusa. Che fortuna se possiamo respirare un’aria pulita! Almeno una volta al giorno occorre muoversi all’aria aperta, passeggiando a contatto della natura; fare sport in giusta misura. Anche bagni (con estratti di ginepro, di pino, con sali antiacidi), massaggi e ginnastica sono molto utili a questo scopo.

3. Per stimolare gli organi purificatori (fegato, reni, intestino): – bere 1 bicchiere d’acqua tiepida prima di colazione; – bere almeno 1 litro d’acqua al giorno (preferibilmente lontano dai pasti); bere 1 litro di tisane (ortica, finocchio, salvia, timo, anice, foglie di betulla, biancospino, ecc.); – favorire la flora intestinale con fermenti lattici, con l’aloe vera e una dieta ricca di fibre vegetali per evitare la stitichezza; mangiare verdure ed erbe amare: tarassaco (germogli giovani tagliati fini nell’insalata), ortica cotta, bardana, carciofi…

4. Ci sono cibi e altri fattori che nel metabolismo fanno aumentare o diminuire l’acidità. Aumentano l’acidità carni e pesci, formaggi e uova, zuccheri e tutti prodotti di cereali raffinati (dolci, pane, pasta, ecc.), alimenti conservati in scatola, bevande gassate, caffè, tè, alcolici, fumo, stress, l’inquinamento ambientale, ecc… Favoriscono la basicità o si comportano in maniera neutra: verdura fresca, insalata, frutta matura (anche se ha sapore acidulo), zuccheri integrali di canna, miele, prodotti di cereali integrali biologici, mandorle, castagne, germogli di cereali e legumi, latte di vacca, pecora e capra, bevande di soia e di riso, integratori alimentari con sali minerali basici. Raccomandiamo di ridurre per almeno quattro settimane il più possibile i cibi acidificanti e preferire quelli del secondo gruppo. Durante la depurazione primaverile sarebbe ideale raggiungere una proporzione di circa ¼ dei cibi acidificanti e ¾ del gruppo che favorisce la basicità nella dieta e continuare poi, per il resto dell’anno, riducendo la quantità giornaliera dei cibi acidificanti a 1/3 a favore di 2/3 dei cibi che possono compensare l’acidità.


Articolo tratto da Valore Alimentare