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4 - Creare dal nulla

di: Claudio Gregorat


A seguito dei due saggi precedenti, continuiamo ora l’approfondimento del tema centrale: la reggenza degli Spiriti della Personalità nell’epoca presente e relative conseguenze.
Riportiamo le parole di Rudolf Steiner dalla XI^ conferenza di “Esigenze sociali dei tempi nuovi”.
“………dai cieli si manifestano agli uomini, novità che ora incominciano ad arrivare impetuosamente.
Quel che si manifesta attraverso il velo dei fenomeni, è l’espressione di un nuovo principio creativo amministrato dagli Spiriti della Personalità.,
“……….la personalità vuol stare sulle proprie gambe, e lo vorrà sempre più man mano
che si inoltrerà nel terzo millennio…………”
“Si osservi il modo in cui la <nuova rivelazione> degli Spiriti della Luce – gli Spiriti della Personalità - si avvicina agli uomini”.

Sappiamo che l’IO dell’uomo viene generato intorno al 21 anno: e questo IO può venire educato, e così si arricchisce sempre più attraverso le continue incarnazioni e si porta sempre più in alto, per il fatto di accogliere in sé nuove realtà evolutive e le inserisce in ciò che esisteva già prima. Vale a dire aggiunge sempre qualcosa di “nuovo”. Passa  sempre attraverso una somma di esperienze del tutto nuove, che non sono affatto collegate e condizionate dalla sua evoluzione precedente. In ogni incarnazione sviluppa una somma di interessi sempre diversi a contatto col mondo esterno alla sua interiorità.
Ad esempio, cammina su di un prato e scorge un minuscolo fiorellino azzurro, apparentemente insignificante: lo osserva a lungo e nel suo animo si sviluppa una grande gioia di fronte a tale miracolo di bellezza, riflettendo anche al particolare gruppo di Esseri Elementari che lo cura. Bene tale gioia è “nata dal nulla”: creata dal niente di questo piccolissimo fiore. Chiaramente non ha alcun rapporto con quanto egli ha già in sé dalle vite precedenti: quindi gioia generata del nulla.
Oppure si trova davanti a due gruppi di altee; una rosso rubino ed una bianca. Qui l’esperienza è del tutto diversa. Gli steli sono ben diritti ed alti: possono raggiungere anche i due metri di altezza. Lungo l’asta, secondo un ritmo irregolare, i fiori come delle specie di campane. Prima sensazione: hai l’impressione che ti guardino, ti spiino? e in realtà guardano solo te che stai loro dinanzi. In modi diversi. Dai fiori rosso rubino, hai l’impressione di serietà-severità molto intensa: ti scrutano completamente chiusi in se stessi. Dai fiori bianchi invece hai un’esperienza del tutto diversa e più intima. Il fiore ha una costituzione del tutto diversa: innanzitutto la “tenerezza di tono” del bianco, ineguagliabile morbidezza, tessuto filigranato incredibile – sono esseri elementari dotati artisticamente in modo particolare.
Ma cosa fanno? Ascoltano e riportano l’esperienza nei mondi superiori; o comunicano il suono della vegetalità universale agli uomini per mezzo della forma di campana?
Si forma una commozione di natura umana-vegetale: e mi chiedo se mai è possibile  una simile vegetalità.
Due sentimenti diversi sorgono in presenza di questi fiori: sentimenti mai esistiti fino ad ora e che arricchiscono il mio IO in maniera irripetibile: ma il cui senso ultimo è quello della consapevolezza che spiriti superiori ne traggono beneficio.

Un’altra specie di sentimenti si sviluppa di fronte ad episodi diametralmente opposti.
Esempio: qualche anno fa lessi del matrimonio della figlia di Clinton, per il quale vennero spesi due milioni di dollari: sorge un senso di indignazione, per tale dimostrazione di  inutile ricchezza, di fronte a tanta “fame nel mondo”.
Un altro più recente, il matrimonio di Alberto di Monaco, in mezzo ad evidenti sprechi e lusso inutile e sciocco, Duemila invitarti di alto rango ! ancora sentimento di indignazione.
Anche questi sentimenti giungono alla sfera dei Principati, è ovvio. Con quale incidenza?
E penso: se fossero stati invitati duemila “poveri, clochards, senza tetto e pasto”, quale grandioso e strepitoso evento sarebbe stato: milioni di persone avrebbero gioito e plaudito per la “novità” dell’evento. Sarebbe stato veramente un “evento nuovo”, importante per noi uomini e per gli Spiriti Superiori……………
.......E CREATO DAL NULLA…….

Sono qui in atto le “relazioni” fra i fatti, gli eventi. In altre parole è “l’intervallo” fra di essi, come chiaramente esprime l’intervallo musicale. Anche l’intervallo “fra” gli uomini…

“Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo)

Vanno così distinte le esperienze che si fanno “coi fatti” in se stessi, e le “relazioni fra” i fatti.
La vita umana così consta di esperienze che dipendono da cause precedenti, dal karma, ed esperienze che si compiono per la prima volta senza dipendenza alcuna. Gli ambiti di queste esperienze sono tre:
--- attraverso il pensare: quindi giudizi di logica che si aggiungono ai fatti; le deduzioni, ipotesi secondo le leggi del pensiero, grazie al quale l’IO agisce oltre il dato naturale
--- le esperienze e giudizi estetici per il sentire: quindi per l’arte, per i diversi sentimenti che l’uomo produce nelle relazioni fra gli eventi; quindi il tragico, l comico, l’umoristico, il drammatico, il sentimentale, il religioso; ma anche l’unilaterale, il fanatico, il fondamentalista…
--- per il volere: l’adempimento del dovere, la fedeltà all’idea; azioni per bontà di cuore; di giustizia, equità, di fraternità, ecc.

L’uomo si trova quindi nelle condizioni di operare favorevolmente nell’evoluzione: però partendo dalla base iniziale da Saturno, Sole, Luna e prima metà Terra. Cos’è intervenuto?
Rudolf Steiner nel 2° volume di “Antropologia scientifico-spirituale”, dice:

“…………e mentre ci evolviamo, gli Spiriti della Personalità guardano giù a noi e  chiedono continuamente: <puoi darmi ancora qualcosa che io possa adoperare per la mia evoluzione?>
E quanto maggior contenuto di pensiero, di ricchezza l’uomo esplica,; quanto più cerca di affinare il suo giudizio estetico; di compiere il suo dovere oltre le premesse Karmiche, tanto più nutrimento hanno gli Spiriti della Personalità; tanto più denso diventa il loro corpo”.

Qui sarebbe opportuna una chiarificazione: com’era la situazione generale prima di questa nostra epoca? Perché il Principati assumono il governo dell’evoluzione ora e non prima?
e prima come era strutturato l’ordine gerarchico coi suoi compiti specifici?
Detto molto sinteticamente: una delle gerarchie, a turno, si incarica dell’evoluzione dell’Uomo e della Terra. Lo leggiamo chiaramente nella Genesi:

“Bereschit barà ELOHIM, ha schamaim weht ha aretz”
“Nel primo principio, gli ELOHIM crearono il cielo e la terra”

dove per Elohim si intendono le POTESTA’ – gli Spiriti della Forma.
Retrocedendo si può di conseguenza dire:
--- le VIRTU’ o Spiriti del Movimento furono dominanti sulla Luna
--- le DOMINAZIONI – Spiriti della Saggezza - sul Sole
--- i TRONI – Spiriti della volontà – su Saturno.
La peculiarità da porre in rilievo è che tutti questi spiriti agirono sugli arti inferiori dell’uomo  – oggi chiamato subconscio – fino al 1500 circa con l’avvento della “coscienza desta dell’IO”:
Quindi con l’epoca moderna della scienza esatta, Galileo, Giordano Bruno, Copernico, Keplero ecc. Qui l’azione subconscia delle Potestà nel subconscio – come dalla Genesi – si pone fuori tempo. Da qui la necessità che gerarchie più giovani ne assumano la direzione. Queste però hanno un passato cosmico meno evoluto ed hanno necessità di “novità in senso generale” con le quali sviluppare la loro reggenza: quindi hanno bisogno dell’”invenzione” della “creazione dal nulla” dell’uomo.

--- nella sfera del pensare vi sono varie possibilità di rinnovamento, a cominciare dalle “rappresentazioni”. Questo è un capitolo molto importante e difficile da rinnovare. Se si pensa alle decine di rappresentazioni, per lo più inconsce, che continuamente si accol-gono senza verifica, si rimane stupiti della nostra passività. A cominciare dalla famiglia, poi la scuola, la società, la religione, la politica, ecc. l’anima è ingombra di tante immagini il più delle volte false: andrebbero verificate una per una e poi rinnovate.
Un esempio fra i tanti: la concezione eliocentrica del sistema solare. Da Copernico in poi è diventata – con molto sussiego – la “verità” sulla struttura del sistema solare: verità incontestabile ! Ora, dalla Scienza dello Spirito sappiamo che le varie concezioni sul mondo, sulla vita, struttura dell’uomo ecc. mutano ad ogni epoca di cultura con l’acquisizione di una nuova facoltà. L’ultima è “l’anima cosciente” la quale, calata fin entro la composizione del corpo fisico, ha come scopo la “conoscenza cosciente del mondo fisico”: di conseguenza la conoscenza del nostro sistema “fisico-materiale".
Nell’epoca precedente dello sviluppo dell’ “anima razionale-intellettiva”, le cose vengono
viste e considerate da un aspetto diverso: cioè da quello dell’ espressione delle leggi del
corpo eterico, e dunque il sistema valido era quello “elio-centrico”.
E ancora, per l’epoca precedente dello sviluppo dell’”anima senziente”, secondo le leggi del mondo astrale che rende ogni corpo “piatto”; la linea ed il piano, li rende diritti. Ecco allora la concezione del sistema solare “piatto”.
E, come previsione per la sesta epoca, tale sistema avrà un’ancora diversa struttura: poniamo il centro dell’universo sarà posto in un punto fra la Terra ed il Sole, esterno ad entrambi. Ecco dunque una concezione “nuova” da sostituire con quella oramai “vecchia” copernicana.

Tutto questo discorso è, in effetti, una “verifica” delle varie “rappresentazioni” del sistema solare. E su questa linea, andrebbe verificata ogni teoria, dottrina o ipotesi sul mondo e sulla vita.

Si tratta qui del “risvegliare” il corpo eterico, di norma addormentato, di fronte alle esperienze multiformi della vita. Tale corpo eterico risvegliato offre ora la possibilità del nuovo.
Con la nascita sulla Terra ,beneficiamo di un corpo eterico già predisposto secondo le nostre vite passate: vite che sono risultato della grande evoluzione da Saturno, Sole, Luna e prima metà della Terra. Ci ritroviamo con determinate facoltà positive e negative: di nuovo, niente nel corpo elementare addormentato. L’educazione alla vita lo risveglia. Quando il bambino inizia a collegare esperienze diverse e distanti, il cervello si forma. Quando poi inizia a mangiare da solo, quanta fatica fa per svegliare le mani proprio in quel senso.
Per lo scrivere, la parte eterica corrispondente alla mano fisica, inizia a risvegliarsi: ci vogliono anni, ma alla fine la mano eterica è formata e va da sé. Il corpo eterico è stato  risvegliato nella mano, e non subisce più il dato ereditato inconscio.

E qui si desta un sentimento di preoccupazione per le generazioni future. In molte scuole, chiamate con sussiego e presunzione d”avanguardia”, gli alunni, fin dalla prima elementare, si trovano a doversi confrontare col computer. Basta pigiare un tasto – e qui il corpo eterico non viene certo stimolato ad una particolare attività – e la lettera, invece di faticare tanto a formarla, si imprime sulla carta automaticamente.
Ecco fatto! Che bisogno c’è di impiegare tanti anni per imparare a scrivere, quando basta premere un tastino? il solito – drammatico – senso di “comodità”, che lascia facoltà latenti del tutto passivi e dunque inesistenti per l’evoluzione futura. Ma ogni facoltà – talento NON sviluppato, a lungo andare si contrae e diventa un ostacolo se non addirittura una malattia. Esattamente come un arto fisico. Se NON uso il mio braccio, ed anzi lo immobilizzo per non far fatica, si sclerotizza e mi impedisce il libero equilibrato movimento.
E’ così facile ipotizzare per il futuro l’insorgere di disturbi e malattie causate dalla situazione qui descritta.
Sessanta-settanta anni fa, se si voleva ascoltare musica, si doveva produrla in proprio: cioè studiare uno strumento e farla sorgere dal nulla. Dal NULLA sì, in quanto la “musica non è un elemento terrestre”. Tutte le arti si appoggiano in vario modo, al dato esterno.
La musica no, poiché nel mondo esterno la musica non esiste, come non esiste uno strumento per produrre musica, per cui è stato necessario inventarlo.
Però questa situazione è tramontata a causa di tutti i mezzi di riproduzione oggi esistenti.
Ed anche qui: perché faticare tanto per apprendere a suonare passabilmente, quando ho tutto la musica prodotta in CD? e qui vale quanto detto sopra.
Con una grande differenza: una volta imparato a scrivere, non lo si dimentica e in qualsiasi momento lo si ritrova. Così il disegnare, dipingere: una volta appresi non si dimenticano.
Ora per lo strumento musicale non è così: esso richiede esercizio giornaliero, per colui che è un professionista, diciamo così. Il noto violista su scala internazionale, Bruno Giuranna, un giorno mi disse: “vedi, per mantenere il livello raggiunto, devo ogni giorno per anni, esercitarmi… come un condannato ai lavori forzati”.
Questo è il grande valore dello studio di uno strumento musicale. In primis, educazione della volontà; in secundo, del sentire che coinvolge fortemente; e del pensare in quanto la melodia è espressione del puro pensiero.
Ma soprattutto è importante lo “svegliarsi delle mani”: le mani dell’uomo, un miracolo
per le innumerevoli azioni che compie. Non esiste in tutto l’universo un organi simile, un miracolo creativo presso nessuno degli esseri viventi nel suo ambito. Questo fatto pone l’uomo in una particolarissima situazione; e nel caso in esame, presso gli Spiriti della Personalità, i Principati.

Facciamo un esempio sulla “intelligenza e memoria” delle mani, rimanendo in ambito musicale. Pensiamo ad un pianista che deve eseguire una sonata per pianoforte di Beethoven, di Skrjabin, una ballata di Chopin, ecc. Durante l’esecuzione la presenza cosciente è del tutto esclusa: tutto è lasciato alle mani, le quali ricordano e sanno perfettamente quali tasti premere, in che modo e ogni volta con pressione diversa durante l’esecuzione dl un brano. La stessa memoria ed intelligenza per quello successivo, e così via.
La mano sa e ricorda perfettamente tutti i particolari senza sbagliare. Non solo, siccome ogni esecuzione è un “creazione ex novo” - nel senso che non si ripete mai , ecco che la mano sa perfettamente come comportarsi nella continua creazione. E questo anche nel seguito degli anni: la mano sa e non dimentica.
Un altro esempio diverso che riguarda la “precisione”. La mano di un violinista che deve eseguire, diciamo, un “capriccio” di Paganini e far fronte a difficoltà di ordine superiore, conosce perfettamente il “posto” sulla tastiera dove produrre il suono: perché basta lo spostamento anche di un millimetro, per rendere il suono stonato, e l’esecuzione fallita.
Inoltre ha una difficoltà in più: le due mani svolgono compiti diversi. Guidare l'arco è un'attività di importanza primaria: è la "voce" del violino, il "respiro": inspirare = spingere l'arco in su. espitare = tirare l'arco in giù.
E qui appare in tutta l’assurdità e non-verità artistica, la riproduzione musicale in CD,  che congela e inscatola per sempre la vita sempre rinnovatesi della musica: la mummifica.

Ma ciò che si profila in modo grandioso è la posizione della “Musica come Arte Colta – Arte dell’IO”. Come e dove sorge? in “area cristiana”, dopo la venuta sulla Terra del Cristo Portatore dell’IO Cosmico, che poi ha trasmesso il “senso dell’IO” all’Uomo in modo che lo sviluppi, ed acquisisca la “coscienza della <creazione del proprio IO>”.
Al di fuori dell’area cristiana, non si dà musica d’arte, musica dell’IO, ma solo il risultato di un lentissimo sviluppo attraverso Saturno, Sole, Luna e Terra fino al Golgotha: musica “etnica”, musica dei vari dei popoli. Difatti abbiamo una musica giapponese coi relativi strumenti, cinese, indù, persiana, araba, greca, russa, siciliana, napoletana, lombarda, spagnola, scozzese, ungherese, ecc. ognuna col le sue particolari caratteristiche etniche.
Non passibile di sviluppo: difatti è rimasta sempre la stessa attraverso i secoli.

Veniamo all’area mediorientale: la musica in pratica derivava dall’antica melopea greca e soprattutto giudaica. A motivo della proibizione, da parte del Signore Iddio, di farsi delle immagini per la sua presenza, il popolo ebraico coltivò in modo particolare la musica negli atti del culto. Tale musica vocale, poi si diffuse verso nord in area rosso-bizantina, assimilata poi dalla confessione ortodossa, che ne mantenne le caratteristiche.
Con le crociate, il mondo musicale giudaico venne portato in Europa, ma trasformato nella sua essenza: cioè venne “cristianizzato”. Ciò significa portatore – per sua natura – di un elemento trasformatore, di progresso e di evoluzione. Venne assorbito dalle comunità monastiche come elemento fondamentale del culto.
La Regola Benedettina, ad esempio, prescrive “otto ore” di canto al giorno, come accompagnamento alle varie mansioni. In esse divenne elemento culturale di primissimo piano.
E dal momento che la “cultura” era prerogativa di queste sole comunità, ecco che in esse, la cultura musicale cominciò a fiorire in vari modi – come atto cultico - e venne poi sistematizzata nel “gregoriano”, nei vari “modi” di ascendenza greca. E la sua importanza e funzione fu così decisiva e pregnante, che il canto “popolare” era una semplice traduzione del gregoriano su testi laici popolari.

Con l’”Ars Nova”, tale patrimonio inizia a subire importanti trasformazioni, in relazione alla veniente epoca di sviluppo dell’“anima cosciente”. E’ straordinario “leggere” nelle varie metamorfosi e nuove acquisizioni della musica – ancora vocale – l’ingresso di tale anima.
Ben presto, per quanto lentamente, musica colta, d’arte e musica popolare si dissociano: quest’ultima subendo le modificazioni che le anime dei popoli europei potevano assimilare. Così la musica popolare europea si differenza sostanzialmente da tutte le altre musiche etniche, ed è quella che conosciamo ancor oggi e che, in Italia potremo chiamarla “regionale”.
Lentamente poi si inserisce la necessità del diverso aspetto del fare musica, cioè quella “strumentale”. Ed ha inizio la più bella, potente, sublime, dotata di innumerevoli aspetti, avventura musicale nelle forme dell’Arte: musica dell’IO che si sta realizzando.
Qual è la sua maggiore prerogativa dall’aspetto qui considerato? La formazione di elementi sempre nuovi: elementi che si metamorfosano in continuazione in continue novità. Il che significa

Il più grande dono che l’umanità ha potuto fare agli Spiriti della Personalità:
l’offerta sacrificale dell’”IO SONO MUSICA” in continuo rinnovamento evolutivo”.

Va però anche notato che la “raggiunta individualizzazione musicale” si attua molto lentamente. Se ad esempio, ascoltiamo musiche dei clavicembalisti o violinisti del XVII° secolo, è difficile poter cogliere il lato individuale: tutte le musiche seguono un iter simile.
Cioè distinguere un Salieri da un Mozart, in un primo momento è difficile: solo verso le opere ultime Mozart inizia ad esprimere il “suo lato unico-individuale”.
Ma con Beethoven – e poi sempre più – il “segno di fuoco dell’IO Creatore” si imprime nelle opere, la cui connotazione appare subito evidente: e, cosa importantissima, sotto il segno dell’evoluzione “cristiana”, poiché, al di fuori di questa, non si dà evoluzione, progresso e rinnovamento.

E’ QUELLO CHE GLI SPIRITI DELLA PERSONALITA’ ATTENDONO

per poter continuare la loro evoluzione in modo regolare grazie al contributo dell’uomo.
In concreto dal 1500 in poi, ed affermandosi chiaramente dal 1800 in avanti.
Le altre arti come, architettura, scultura, pittura, poesia, danza e dramma, siccome poggiano su elementi formati nel corso degli eoni – Saturno, Sole, Luna e parte della Terra con elementi già formati fino ad un certo livello - possono esprimere il “segno dell’IO Cristianizzato”, molto prima della musica. Difatti le grandi cattedrali come Chartres con le grandi opere di scultura fino al Rinascimento; e pittura come il tanti artisti dell’epoca, che esprimono la presenza sulla Terra del Principio Cristo base del proprio IO Sono in anticipo sulla musica. Esempi sommi: la “Scuola d’Atene” di Raffaello; la “Creazione dell’Uomo” dalla Cappella Sistina di Michelangelo; l”ultima Cena” di Leonardo. Sono immagini “nuove”, mai esistite prima, originali.
In musica viene raggiunto il suo più alto livello nella Messa da Requiem di Mozart; nel Lohengrin - Parsifal di Wagner; e nella settima, nona sinfonia e “Te Deum” di Bruckner. La grande affermazione dell’IO Musica è stato compiuto.

Ma ecco che verso la fine del secolo 18°, con la ”caduta degli spiriti delle tenebre” e la “nuova Reggenza di Michele”, si attua una svolta poderosa e, come primo risultato nella sfera dell’arte, l’IO viene frammentato in mille schegge: da qui la grande difficoltà per riunirlo in una unità.
Il paragone è presto fatto: udiamo il preludio del Lohengrin, ed avremo davanti al nostro spirito, l’immagine sonora di un ente vivo perfettamente strutturato, tenuto insieme e regolato dalla potenza dell’IO. Ora ascoltiamo un’opera contemporanea, e noteremo la frammentarietà dell’insieme, la forma che non esiste, il vagare a vuoto nel nulla.
Tale metamorfosi si può seguire molto bene in Debussy: partiamo dal “Preludio al pomeriggio di un fauno” il quale, pur nella scioltezza della forma e libertà i suoi elementi, è un ente sonoro unitario. Proseguiamo con “Jeux” e noteremo che l’unità dell’insieme si è perduta  e si afferma un procedere per frammenti scollegati fra loro, come se l’IO si fosse disciolto in suoni indipendenti fra di loro. E più oltre, dopo la seconda grande guerra, il caos completo nella forma ed il nulla esteriore nei contenuto.
Compito dell’uomo, ora, è quello di rivalutare lo spirituale nell’Arte: cosa che si può attuare solo accogliendo in sé stessi il Principio Propulsivo e Rinnovatore del Cristo. Il resto ristagnerà corrompendosi sempre più.
Questa fenomenologia vale per la sola musica la quale, in quanto “arte dell’IO” nasce solo e lentamente, con la sua individuazione.

Ed ora ancora un esempio – veramente radicale – dell’opportunità di creare nuovi pensieri, anzi capovolgerli addirittura – se si vuol realmente “creare dal nulla” qualcosa di nuovo. Benedetto Croce nel suo “Breviario di estetica” dice nientedimeno:

“Che l’arte sia intuizione, attinge significato da tutto ciò che essa nega………
...............….innanzitutto nega che l’Arte sia un fatto fisico……
…e che l’Arte non possa essere un fatto fisico, bisogna dire, in primo luogo, che i fatti fisici non hanno realtà; e che l’Arte è sommamente reale; sicché essa non può essere un fatto fisico, che è qualcosa di irreale”.

Con altre parole Croce ci dice che il mondo fisico non è reale: come non lo era per i mistici  indù: pura maya, illusione. E questo, detto oggi, suscita grande incomprensione, dal momento che l’unica motivazione, in tutto, è il mondo fisico-materiale, come si nota molto bene nel campo dell’arte figurativa.

Leggiamo da "Antropologia scientifico spirituale":

"Così viviamo la nostra vita, così evolviamo noi stessi. E mentre ci evolviamo, gli Spiriti della personalità guardano giù a noi e continuamente chiedono: <<puoi darmi ancora qualcosa che io possa adoperare per la mia evoluzione?>> E quanto maggior contenuto di pensiero, di ricchezza di pensiero l'uomo esplica; quanto più cerca di affinare il suo giudizio estetico; di compiere il suo dovere oltre le premesse karmiche: tanto più nutrimento hanno gli Spiriti della Personalità; quanto maggiore è la nostra offerta, tanto più denso diventa il loro corpo......
Quel che la specie umana sviluppa nel sovrasensibile, è cibo e bevanda per gli Spiriti della Personalità, ed essi se ne nutrono..

Ma non potrebbe creare dal nulla se prima non avesse ricevuto le premesse in cui si trova posto,come in un veicolo. Nell'evoluzione di Saturno gli è stato dato questo veicolo: pezzo per pezzo egli se ne libera ed evolve verso l'avvenire..........
Ma se in principio non gli fosse stata creata, dagli de questa base,egli non avrebbe  potuto effettuare la creazione dal nulla.......
..l'uomo può servirsi di questa base per creare, lui stesso, nuove esperienze.........
Che cosa è avvenuto per il fatto che l'uomo è in grado di...........vivere nell'esercizio della verità, della giustizia,e della bontà ?

Per il fatto che l'uomo è in grado di pensare logicamente.....si è creata anche la possibilità dell'errore. Dato che l'uomo può tr5ovare piacere al bello, si è creata la possibilità che egli inserisca il brutto, il sozzo.............si è creata la possibilità del male, della bruttezza, della malvagità.

Leggiamo ora alcuine frasi di Rudolf Steiner in "Esigenze sociali dei tempi nuovi":

“A questo però si oppongono certi Spiriti delle Tenebre… vediamo subito come altri spiriti, contrari, si oppongono ad un certo settore di spiriti… certi Spiriti Oscuri, hanno interesse ed impedire con ogni mezzo, che la <nuova rivelazione> diventi attiva nell’umanità… danno occasione agli Spiriti
Oscuri - avversari degli Spiriti derlla Personalità portatori della Nuova Rivelazione - di realizzarsi nell'ambito dell'evoluzione della nostra umanità... (gli Spiriti oscuri sono gli ASURAS) ... quasi uscisse dal sottosuolo, la <materialità> per gli avversari , che non si realizzano per mezzo di uomini in carne ed ossa, che però sono nondimeno fra di noi, dato che le forze umane vengono sostituite per mezzo di meccanismi,di macchine”
Da qui tutte le disarmonie del nostro tempo in campo sociale.. .da cui derivano certe "deviazioni del pensare...in quanto pervaso, impregnato di rappresentazioni meccanicistiche........"

Ed ora una considerazione sorprendente in quanto contradditoria:

"Per quanto siano pericolose le rappresentazioni meccanicistiche... altrettanto benefico è il pensiero che si accosta a tali rappresentazioni meccanicistiche............
Le rappresentazioni meccanicistiche hanno insegnato all'umanità a "pensare con contorni chiari e precisi"..........
L'uomo ha potuto acquistarsi la capacità di formulare pensieri acutamente definiti, soltanto quando è caduto nell'unilateralità, col formarsi rappresentazioni meccanicistiche del mondo.............che sono mezzi educativi straordinari.....

........ora l'umanità deve rivolgersi alla Nuova Rivelazione Spirituale e comprendere i mondi spirituali con la medesima chiarezza con la quale ci si è abituati per il mondo scientifico......

.....ecco ciò che esige la moderna coscienza intellettualistica: acuto pensare - educato alle più moderne rappresentazioni scientifiche- rivolto però al mondo spirituale................ che ora si manifesta".

Riprende in "Antropologia scientifico-spirituale:

.......ma col suo sforzo e col suo anelito, creare a poco a poco il giusto e il bello e quelle virtù che portano avanti l'evoluzione".........
......e creare, partendo dal giusto, dalla virtù e dalla bellezza, che, nell'esoterismo cristiano è chiamato lo "Spirito Santo".
.......e la base gli è stata data con l'ingresso del CRISTO nella nostra evoluzione...
il Cristo stesso crea la base più eminente e più profonda..........
.....il Cristo invia lo Spirito Santo, e l'uomo diventa capace di sviluppare il Giusto, il Bello e il Buono".

Qui è stato delineato un impulso verso l'azione creatrice"libera": azione libera prima mai esistita; che nasce per la prima volta, come un pensiero che nasce del nulla, che nasce dalla previsione.
Ora sappiamo che il nostro organismo fisico non ci appartiene: ed è invece il campo di battaglia fra Lucifero ed Arimane, come Rudolf Steiner descrive chiaramente e nella conferenza del 20/11/1914 tenuta a Dornach. Queste due Potenze si sono appropriate del nostro organismo in tre modi: uno per il pensare; il secondo per il sentire; ed il terzo per il volere. Così ci chiediamo quale sia " la base fisica della libertà"

--- PENSARE --- da sinistra Lucifero lotta e si costituisce come un baluardo; da destra Arimane allo stesso modo si forma un baluardo: l'uomo ha la sola possibilità di stare nel mezzo come una superficie di equilibrio. Siamo "uomo superficie".
A cominciare dal cervello: abbiamo due emisferi: quello di sinistra è sotto la signoria di Lucifero - quella destra di Arimane, ecco spiegata la "Tavola delle antinomie della ragione di Kant": l''"omnibus dubitandum" di Cartesio.
Quando udiamo con l'orecchio sinistro, e poi col destro, convogliamo le due percezioni nella percezione unitaria centrale. Così anche quando percepiamo con la mano destra e poi sinistra. le due confluiscono in una centrale e noi siamo ancora " fra le due barriere un "uomo superficie, che però - in quanto tale - non ci riguarda: ma solo il "processo, l'accadimento", ciò che avviene fra i due. Tali processi, in realtà,non hanno nulla a che fare con l"uomo animico", dotato di "anima". In relazione al capo - quindi il pensare - l'uomo sta nel mezzo come "superficie animica" e consiste di "attività animica" che svolge nella calma del centro. Il pensare, il pensare puro è poco disturbato dallo scontro fra i due.
Verso il basso Lucifero si arrocca nello stomaco che va da sinistra a destra; e Arimane nel fegato che va da destra a sinistra in una battaglia che mai non resta. E se studiamo la posizione del cuore, notiamo che ha una leggera tendenza verso sinistra. Cosa che manifesta la lotta fra le due potenze, senza apprezzabile risultato. Stranamente i due organi "centrali" sono il cuore e di riproduzione.
Se poi consideriamo l'aspetto eterico, notiamo la parte sinistra più luminosa, irradiante; mentre la destra si mostra più oscurata, più ombrata.

--- SENTIRE --- davanti e dietro, Qui vale lo stesso discorso: Lucifero agisce sull'uomo dal davanti, cioè da fuori verso il corpo. Arimane dal di dietro verso il corpo. Qui le due Potenze non si affrontano toccandosi, in quanto l'azione di Lucifero si arresta allo sterno e costole; e quella di Arimane alla colonna vertebrale. Così che rimane uno spazio vuoto, libero dalla loro influenza.

--- VOLERE --- da sopra e da sotto. Lucifero agisce dall'alto verso il basso; Arimane dal basso verso l'alto: cioè da fuori verso il corpo. Dall'alto l'azione si arresta all'atlante; dal basso al diaframma: rimane anche qui uno spazio vuoto, libero da influenze.

Ora, queste condizioni del corpo fisico sono molto significative:
--- per il pensare col cervello. non vi è alcuna libertà: bisogna uscirne col pensare puro, cioè col capo eterico
--- per il sentirvi è uno spazio libero - anche se vi è un tentativo luciferico di attrarre a sé il cuore
--- per il volere esiste un considerevole spazio vuoto libero.

Ora non possiamo non considerare che con la parte del cuore-mani risvegliati etericamente, è possibile "creare del nuovo" con più ampiezza e concretezza: in risposta alla richiesta degli Spiriti della Personalità.