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Pensieri sullo sport

 

di: Claudio Gregorat

Da troppi anni oramai assistiamo a degli  spettacoli di massa che hanno dello straordinario per l’incredibile quantità di persone che vi partecipano in qualità di spettatori quindi in piena passività e vivono la vicenda come in un sogno esaltato: intendiamo parlare dello sport in prima linea.
Accanto a queste, manifestazioni alle quali partecipano migliaia di persone, dobbiamo anche rilevare un altro fenomeno simile: i  concerti rock che portano anch’ essi ad assembramenti incredibili di persone sopratutto giovani.
Sono fenomeni che hanno cause diverse, per quanto anche abbastanza simili: nello scopo innanzitutto e poi nelle espressioni che sono di psicosi collettiva.
Diciamo questo quale problema, interrogativo che persone, che cercano di comprendere il mondo nelle sue manifestazioni oggettive, si pongono ad ogni occasione: stanno alla “finestra” e guardano quanto accade.
E notano che, via via che i valori umani interiori svaniscono lasciando un vuoto, in questo vuoto si inseriscono delle forze che propriamente non sono favorevoli ad un giusto sviluppo dell’essere umano. E così colmano tale vuoto creando delle necessità illusorie che l’uomo subisce inconsciamente per via di un lento ma progressivo cedimento della  coscienza consapevole, onde si trovano, ad un certo punto, completamente dipendenti da esse, ritenendole, per di più, assolutamente importanti e vitali.
Questo andamento sembra cadere sotto la  legge della necessità evolutiva  innanzitutto. Rudolf Steiner nella conferenza del 4 novembre 1919 “L’aspetto interiore dell’enigma sociale”, è molto esplicito al riguardo:
“Tutto quello che l’umanità dovrà vivere nelle successive epoche terrestri nel mondo fisico, sarà una sorta di declino, una regressione, una involuzione”.
Oggi, a ottant’anni di distanza, questo percorso è già molto evidente e avanzato,in quanto le sue varie direttrici si svolgono dinanzi ai nostri occhi.
La domanda rimane:
         - cosa può spingere migliaia di persone, provenienti anche da paesi lontani, ad assembrarsi, accalcati l’uno vicino all’altro, per assistere alle partite di calcio in modo assolutamente fanatico ed esclusivo, come se pervase da uno spirito malefico che ottunde la coscienza e porta sovente a trasformare i campi di gioco in campi di battaglia?  il vuoto interiore può essere colmato da simili manifestazioni di massa, nelle quali l’individuo non è presente?
         - come mai migliaia di persone non hanno altro a cui pensare e di cui parlare, se non le partite di calcio, giorno dopo giorno. Dovunque si vada non si sente parlare che di questo, come se dal calcio dovesse dipendere l’avvenire dell’umanità
         - i giornali dedicano pagine e pagine alle manifestazioni sportive. Settimanali illustrati che dovrebbero tenere una certa linea di prestigio, dedicano al calciatore Ronaldo, oggi in auge, nientemeno che sette pagine illustrate, come se fosse un “portatore di cultura” al quale guardare ed avere come esempio. E purtroppo lo è per tantissimo giovani, sedotti e distratti da altre motivazioni più serie e impegnative. Poi vi sono quelli “specializzati” che trattano soltanto dello sport nelle sue svariate manifestazioni
         - interi programmi T.V. seguono e trattano, con discussioni vivaci - chiamate “approfondimento critico” - su tutti i particolari relativi alla tale o talaltra partita o calciatore. Ed i giorni in cui si gioca qualche partita “importante”, le strade, di solito sovraccariche di traffico, sono quasi deserte.
Come si può qualificare se non come psicosi collettiva, che pone un NULLA nel centro di una coscienza sognante o addirittura dormiente?
La cultura - istruzione e non educazione che non esiste più - intellettuale-materialistica, non avendo NULLA da offrire, organizza queste parate illusorie  per “distrarre” gli animi e le menti da possibili interessi o problemi vitali di natura spirituale. Ben lo sapevano le dittature: dare al popolo mete e scopi illusori, purché non si interessi di “politica”, per loro, ma di “spirito” nella realtà. Il concorso della stampa e T.V. è fondamentale per un ragazzo, che non può non essere “sedotto” da queste manifestazioni illusorie, non avendo altro a cui guardare. I calciatori sono gli “eroi” dei giovani, la cui “fama e guadagni” seducono ancor di più. 
Viene in mente un aneddoto a carico di Arnold Schoenberg, il compositore austriaco che si è fatto carico di “demolire” l’ordinamento musicale tradizionale. Quando si qualificava, denunciando il suo nome, non risvegliava il minimo interesse nell’interlocutore, completamente ignaro dell’importanza del personaggio. Per farsi ascoltare doveva ricorrere ad uno stratagemma e dire:”Io sono il padre del famoso calciatore Stephan Schoenberg”, dopo di che riceveva i complimenti! come “padre” del calciatore ovviamente e non come musicista.
Questa psicosi investe tutti gli strati sociali, compresi i cosidetti “intellettuali”, insegnanti, avvocati, medici ecc....e politici: i quali legiferano anche di cultura, di istruzione ecc. mostrando tuttavia una sconfortante ignoranza per la cultura stessa che identificano, appunto, con lo sport, i concerti rock e le grandi manifestazioni di popolo. Fra di essi ve n’è qualcuno straodinariamente ricco che potrebbe - esempio Guggenheim - favorire la cultura in modo diretto: per esempio, dar vita ad un’orchestra sinfonica o creare un istituto per la diffusione della musica italiana contemporanea, dalla fine del secolo scorso in poi, completamente ignorata e dimenticata. Invece no! patrocina una squadra di calcio, che investirà l’interesse di migliaia di “possibili futuri elettori”.
La seduzione inizia fin dai primi anni di vita, dove il bambinetto, sollecitato dal genitore, si presta innocentemente a partecipare a piccoli incontri con i coetanei. Il genitore, in cuor suo, spera che il piccolo un giorno diventi un famoso calciatore, superpagato conosciuto e seguito come un divo.
Abbiamo detto “divo” non a caso. Difatti dopo l’oscuramento totale della divinità, la morte di Dio per i più, è logico che debba essere sostituito da qualcosa o qualcuno: il calciatore, il rocchettaro, il partito politico, ecc.
Ma questo “sport” a carattere eminentemente competitivo, dove il concorrente è considerato un “nemico”: come è un “nemico” il tifoso di qualsiasi “altra” squadra, a cosa porta se non ad acutizzare il senso di rivalità-antipatia-odio? a causa del quale ogni occasione è buona per attuare violenze, aggressioni, caos in ogni caso? iL “vuoto interiore” viene così colmato dagli spiriti che vogliono la distruzione immotivata e superflua come espressione della loro natura: spiriti arimanici.
La  cultura del corpo fisico, sopratutto nel ragazzo, ha tutt’altro significato .L’esercizio non deve mai essere competitivo, ma un gioco utile e divertente per poter inserire il suo animico-spirituale nel fisico. Rudolf Steiner nell 13^ conferenza di “Antropologia” dice: “La nostra pretesa di fare dello  sport, dove non solo si eseguono movimenti privi di senso e  puramente fisici, ma dove si sviluppa il senso della rivalità, dell’opposizione, corrisponde allo sforzo di abbassare l’uomo a possedere che una sensibilità animale. Un’attività sportiva esagerata si può chiamare “darwinismo pratico”. Il credere che l’uomo discenda dagli animali significa fare del “darwinismo teorico” Fare dello sport è invece “darwinismo pratico”. Significa fondare una morale che riconduce l’uomo al rango degli animali”. Difatti, la  percezione di uno sportivo, fa effettivamente una “strana” impressione, sopratutto nelle specialità violente come il pugilato.
Nella prima conferenza di “Ritmi nel cosmo e nell’essere umano” leggiamo: “Perché si fanno gli esercizi ginnici? perché servono ad adattare l’uomo alla terra più di quanto non avvenga altrimenti. Il fine dell’educazione fisica è che l’uomo si distacchi dal corpo eterico....poiché “il corpo eterico vorrebbe muoversi secondo le leggi del cielo”.
“Così si propone di abituare il corpo fisico perché sia abbastanza forte da non lasciarsi sempre trascinare in cerchio (il corpo eterico si muove spontaneamente secondo un cerchio) dal corpo eterico. Quindi pratica degli sport: non solo educazione fisica, ma sport veri e propri  Il risultato dello sport è che l’uomo esce del tutto dal corpo eterico e segue solo i movimenti fisici della terra, diventando sempre più affine ad essa e allontanandosi dal mondo spirituale...”.
“E’ spaventoso per l’uomo ed è una.situazione molto preoccupante.  Più si pratica sport e più si dimentica la parte spirituale e, dopo la morte, si ritorna in brevissimo tempo sulla terra. Così che, se tutto ciò che c’è nell’occidente non ricevesse un pò di spirito, la terra piano piano rimarrebbe ebitata da uomini che non vogliono più ritornare nel mondo spirituale. Col passare del tempo, resterebbero solo uomini che la distruggerebbero poco a poco: e in qualche misura, abbiamo già iniziato a farlo (siamo nel 1923!). Che gli uomini inizino a non dirigersi più secondo il corpo eterico (a questo provvede l’euritmia) ma solo secondo quello fisico è qualcosa che provocherà sulla terra situazioni spaventose.”
Poi riferisce di essere stato in Inghilterra dove la folla era: “tutta eccitata: aspettava i giornali della sera che riportavano l’evento più importante: che cosa apettavano? l’esito di una partita di calcio!
Egualmente nel ritorno dalla Norvegia: “Quando siamo saliti sul treno c’erano tante persone: il marciapiede era pieno di gente. E quando il treno si mosse si sentì urlare: Hurrà! Hurrà!. E alla stazione successiva: Hurrà! Hurrà!.. Sono poi riuscito a sapere che si trattava di calciatori giunti dall’Europa centrale che stavano tornando a casa”.“Di che cosa si interessa la gente oggi? si interessa di questo genere di cose che a poco a poco distolgono il corpo fisico dal corpo eterico, facendo diventare l’uomo sempre più un animale terrestre...”
“La generale inclinazione dell’occidente di staccarsi del tutto dal corpo eterico e di curare solo il corpo fisico rappresenta l’aspetto peggiore del materialismo, quello veramente pericoloso.. Il materialismo del pensiero non è il più dannoso. Lo è invece quello che porta l’uomo intero a degradarsi fino allo stadio animale.”

“E’ molto facile sentir dire: quello è un moralista, parla contro lo sport! lo sport è qualcosa di molto utile. Ma qui non si parla contro lo sport. Che la gente lo pratiche pure, siamo esseri liberi Se però praticano solo attività sportive si distruggeranno come uomini”.
Nel quarto volume su “Storia dell’arte specchio di impulsi spirituali” Rudolf Steinerè ancora più drastico: “Guardando in profondità tutti gli impulsi tesi al progresso della nostra civiltà e anche tutti quelli che la impediscono,;di quegli ostacoli fa parte quella che si potrebbe chiamare una<tendenza scimmiesca> della nostra civiltà e che di solito è chiamata <sport>. Lo sport è il risultato della concezione <materialistica> del mondo che - si potrebbe dire - è l’altro aspetto della concezione <scientifica> dell’uomo.
“Da un lato si lavora per comprendere l’uomo solo come una <scimmia più perfetta>e dall’altro si tende a farne una <scimmia carnivora>, grazie alle esigenze che per molti aspetti si designano come <sportive>. Le due cose vanno comunque parallele, anche se, ovviamente, oggi si vede negli sport un grande progresso - e in alcuni casi persino il rivivere l’antica Grecia - pure le esigenze sportive nella loro essenza, altro non sono che una tendenza a rendere il genere umano simile alla scimmia. A causa dello sporti l’uomo diventa a poco a poco scimmiesco, e lo si distingue dalla vera scimmia perché questa è vegetariana, mentre l’uomo scimmiesco diventa una <scimmia carnivora>.
“Occorre, a volte, indicare in modo grottesco gli ostacoli che si oppongono al progresso della civiltà, altrimenti non si presentano in modo abbastanza forte e tali da fare un pò di impressione sull’uomo di oggi. Corrisponde benissimo alle tendenze attuali: da un lato lavorare per pensare, in teoria, l’uomo come una scimmia più perfetta; dall’altro farne risultare la natura scimmiesca.. Dell’<uomo ideale> che è alla base degli estremi movimenti dello sport, nessuno scienziato potrà, in effetti, dire altro se non che è il risultato della natura scimmiesca.
“Occorre pensare giustamente su tutte queste cose, per arrivare ad una qualche comprensione della <nobile forma dell’umanità> che era alla base del periodo aureo dell’arte greca”.       
Un’altra cosa fa un’impressione veramente negativa come  innaturale o contro natura: che la donna si occupi di sport, di calcio alla pari dell’uomo! Per l’uomo e sua struttura interiore è ancora comprensibile, ma non per una donna! ma tant’è che oggi le donne vogliono sostituirsi all’uomo in tutto. Difatti fanno le soldatesse, le poliziotte, le astronaute, le sportive, ecc. Poi, alla TV, dirigono dibattiti sportivi (di approfondimento!). Beh! anche qui, non si tratta di fare del moralismo, come diceva Steiner, però la cosa è grossa! per chi ha la sensibilità di percepirlo, e tutt’altro che positiva per la donna stessa, che tradisce le sue connaturate e mevavigliose-insostituibili facoltà per scimiottare quelle maschili!
L’altra condizione altrettanto sintomatica è lo stesso movimento di massificazione  provocato dalla musica ritmica, sopratutto il rock. Qui è in azione un principio diverso che vorrebbe alienare il giovane dalle realtà terrene, per farlo vivere, in stato di sovraeccitazione delirante al di sopra e al di fuori di se stesso quale essere umano terrestre. E difatti, come ovvia conseguenza, all’assordante musica si unisce una qualche droga. L’effetto è chiaro: evasione dalle realtà della terra per sognare, navigare, viaggiare.....fuori, lontano....
Anche qui il vuoto interiore spinge dei giovani a compiere lunghissimi viaggi per partecipare ad una specie di sabbah orgiastico. E’ molto singolare l’annullamento dell’individuo: migliaia di persone, accalcate l’una accanto all’altra in una piazza, con le braccia alzate, dimenarsi urlanti ai suoni di una canzone: e questo per ore: e giudicare tutto il fatto:”ne vale la pena!”. Commento di una giovane intervistata, proveniente da Trento per Roma, ancora seduta in terra sullo spiazzo, alla domanda sulla opportunità di una simile fatica e spesa per il trasferimento: “ ne vale la pena!”.
Tutto questo è estremamente penoso e presto le parole di Rudolf Steiner si concreteranno: anzi, in parte lo sono già. Dove va l’umanità sedotta da simili stupidaggini?
Proprio in questi giorni si svolgono i “mondiali di calcio” a Parigi. L’apparato è mastodontico per vari aspetti, incluso il difendersi da eventuali terroristi. Il mondo politico franco-italiano - in occasione dell’ incontro Italia-Francia - era presente, a cominciare dal Presidente della Repubblica francese - quello della Repubblica italiana no: senno, equilibrio o coincidenza? Ma, mentre gran parte degli uomini soffre la disoccupazione, la povertà, la miseria e la fame, oltre alle insorgenti nuove malattie, vedere sprecati miliardi di denaro per una vuota illusione, è veramente sintomatico e “molto preoccupante”come diceva Steiner.
L’interrpgativo continua: cosa rende migliaia di persone così dipendenti e in balìa di simili manifestazioni? è chiaro che  non è l’anima umana che le richiede e ne beneficia. L’anima umana proviene dal cielo e non ha bisogno di cose simili decisamente terrestri.
Il fenomeno si spiega con la presenza del Doppio, sia arimanico che luciferico che agisce potentemente sull’uomo rendendolo succube dei suoi scopi e propositi. Ed altrettanto chiaro che il principio spirituale nell’uomo, l’Io, non è presente. Di qui la necessità di ammassarsi, sentirsi branco, gregge per non perdersi nel nulla. “L’unione fa la forza!” mai sentenza è stata così realisticamente evidente. Oggi non esistono più le dittature (?) politiche, ma esistono quelle ben più pericolose, poiché segrete, che manipolano gli individui