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Le proteine e la salute del bambino

 Il tema dell’influenza delle proteine sulla salute del bambino è trattato in diversi ambiti ed è sempre molto importante discuterne non solo in ambito pediatrico. Il mito delle proteine è uno dei più diffusi fra le persone che si interessano di nutrizione e viene rispolverato soprattutto prima dell’estate e subito dopo la fine delle vacanze, per la convinzione che le proteine siano la chiave nutrizionale per rientrare in forma. Convinzione sostenuta dalla diffusione di diete iperproteiche che arrivano in qualche caso addirittura a suggerire di assumere, ad esempio, cinque albumi d’uovo di prima mattina per dimagrire o per sviluppare massa muscolare. Questo esempio è ovviamente estremo ma molto spesso si fa fatica a comprendere che un abuso di proteine che va al di là del fabbisogno è inutile e può diventare rischioso. La cosiddetta “informazione” peggiora la situazione con una serie di pubblicazioni e trasmissioni che propongono un largo consumo di proteine a donne in costante guerra col proprio peso e spesso con il proprio bagaglio ereditario familiare, o a maschi celebratori del mito di Narciso in contemplazione del proprio corpo e prigionieri della paura di invecchiare.

di: Sergio Maria Francardo

A che cosa servono
La funzione delle proteine è plastica, hanno il compito cioè di formare e riparare i tessuti, ma agiscono anche da ormoni, anticorpi ed enzimi. Sono quindi indispensabili e preziosissime.
Le proteine non hanno un organo di accumulo come il tessuto adiposo per i grassi o il glicogeno nel fegato per lo zucchero e, se non se ne introducono a sufficienza, l’organismo, per fare fronte alle esigenze, ricorre a quelle dei muscoli. Essendo il veicolo della vita, esse sono necessarie a tutte le età ma in particolare in quella infantile, l’età della crescita e dello sviluppo. Come sempre ogni medaglia ha il suo rovescio: eccedere nell’assunzione è controproducente.
Da decenni è noto che diminuendo l’apporto proteico della madre durante la gravidanza avremo un minore numero totale di cellule grasse del feto alla nascita. Questo spiega perché una eccessiva quantità di proteine nel feto tramite la madre e poi nel neonato favorisce la tendenza all’obesità. Basta guardare al contenuto proteico del latte umano che è basso, meno di un terzo di quello presente nel latte vaccino. La natura non può aver sbagliato nel creare il latte umano anche se la nostra presunzione e il nostro spirito superbo ci spinge a correggere la sua saggezza.
Tuttavia c’è una tendenza diffusa a somministrare al bambino, anche al di sotto dei due anni di età, proteine di origine animale come carne, uova e pesce. Le conseguenze sono che, da un lato, si superano le esigenze proteiche dell’organismo; dall’altro si favorisce la formazione di una corporeità massiccia che maschera lo sviluppo di una struttura organica grossolana, espressione di una crescita esagerata e innaturale dell’organismo.

C’è proteina e proteina
Tra le proteine di origine animale occorre naturalmente distinguere: mentre la carne e il pesce sono sostanze provenienti dal corpo degli animali, l’uovo è l’embrione da cui nascerà un animale, perciò le sue proteine sviluppano una grande dinamica e stimolano fortemente la crescita. Per questo la somministrazione delle uova richiede maggiore cautela.
Le proteine del latte, al contrario, non sono una parte dell’animale ma una sostanza per la nutrizione degli animali in crescita; per questo sono proteine che, usate in dosi ragionevoli, sono particolarmente adatte ai bimbi. Purtroppo l’apporto proteico necessario è superato costantemente nelle diete consumate oggi. Per mantenere alti apporti proteici, si è portati inevitabilmente ad usare le fonti animali che contengono grassi e colesterolo, aumentando il rischio di incorrere in età adulta in arteriosclerosi, tumori, osteoporosi, ipertensione, calcolosi urinaria, gotta. Le proteine animali, inoltre, sono tutti alimenti che devono essere sottoposti a cottura, facendoci perdere i benefici della dieta mediterranea che prevede l’uso di grassi crudi.
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Articolo tratto da Valore Alimentare



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