{"id":5269,"date":"2012-08-06T00:00:00","date_gmt":"2012-08-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.gag.it\/evoluzione-morale-il-rispetto\/"},"modified":"2023-05-30T18:25:52","modified_gmt":"2023-05-30T16:25:52","slug":"evoluzione-morale-il-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rudolfsteiner.it\/articoli\/evoluzione-morale-il-rispetto\/","title":{"rendered":"Evoluzione morale: Il Rispetto"},"content":{"rendered":"<p>L&rsquo;evoluzione morale &egrave; lo scopo della terra, poich&eacute; essa pu&ograve; essere compiuta soltanto appunto sulla terra. Il mondo dello spirito non contempla alcuna legge morale. In altre le parole: la moralit&agrave;  &egrave; una conquista esclusivamente terrena  e, dal momento che il tema &egrave; amplissimo, tentiamo qui di considerarne soltanto un particolare aspetto: quello del RISPETTO.<br \/>\tNella seconda conferenza di &lt;Retroscena spirituali del mondo esteriore&gt; &#8211; dal 29 settembre al 13 ottobre 1917 &#8211; vi sono chiare indicazioni al riguardo. Dopo aver detto che dal mondo dello spirito &#8211; quindi dal mondo del sonno quotidiano &#8211; possiamo portare sulla terra, col rientro del corpo astrale e mentale, soltanto quanto &egrave; legato all&rsquo;intellettualit&agrave; che viene accolta da essi corpi durante il sonno, continua:<br \/>\t&ldquo;E cos&igrave; gli uomini possono agire oggi dal mondo spirituale sullo strumento dell&rsquo;intellet- tualit&agrave;; che l&rsquo;intellettualit&agrave; pu&ograve; essere attualmente tanto importante.<br \/>\t&ldquo;Ma il mondo in cui siamo tra l&rsquo;addormentarsi ed il risvegliarsi, ha una certa propriet&agrave;: non ha in s&eacute; nulla di leggi morali. E&rsquo; un mondo, si potrebbe anche dire, che  non &egrave; ancora morale. Portiamo bens&igrave; con noi da quel mondo, quando ci svegliamo, impulsi che  possono afferrare il corpo fisico, il corpo eterico  dal lato dell&rsquo;intellettualit&agrave;; ma che non lo possono afferrare, partendo da quel mondo spirituale, dal lato della moralit&agrave;, Ci&ograve; &egrave; completamente escluso, poich&eacute; nel mondo in cui siamo tra l&rsquo;addormentarsi e il risvegliarsi, non ci sono leggi morali.<br \/>\t&ldquo;Sbaglia di molto chi crede che sarebbe stato pi&ugrave; intelligente se gli Dei avessero disposto le cose in modo che  all&rsquo;uomo non occorresse vivere sul piano fisico, perch&eacute; l&rsquo;uomo allora non potrebbe mai divenire morale. L&rsquo;uomo acquista la moralit&agrave; proprio per mezzo della sua vita qui sul piano fisico. Gli uomini possono diventare morali soltanto sul piano fisico.. <br \/>\t&ldquo;Dunque noi introduciamo bens&igrave; SAPIENZA dal mondo spirituale nel corpo fisico, ma non vi portiamo MORALITA&rdquo;.<br \/>\tIl mondo della natura &egrave; chiaramente uno  specchio  del mondo spirituale: in essa vigono leggi spirituali. Ebbene, nella natura non troviamo moralit&agrave;, ad esempio nel mondo animale, ma solo istinto che promana potentemente dal suo essere quale &lt;legge naturale&gt;. Il pi&ugrave; forte ha ragione del pi&ugrave; debole, lo aggredisce e se ne ciba. Al senso umano risuona come qualcosa di orrido e di crudele: ma &egrave; chiaramente un mondo dove la   norma morale (umana)  non esiste.<br \/>\tE cos&igrave; anche nei mondi superiori. Difatti nella prima conferenza leggiamo:<br \/>\t&ldquo;Non si ignora impunemente il mondo spirituale!  Si pu&ograve; credere di poter ignorare impunemente il mondo spirituale. Si pu&ograve; credere di potersi abbandonare nel mondo a concetti e rappresentazioni presi soltanto dal mondo sensibile. Si pu&ograve; crederlo e questa &egrave; la credenza generale dell&rsquo;umanit&agrave; odierna. Per&ograve; non &egrave; vero! no! La credenza pi&ugrave; sbagliata che l&rsquo;umanit&agrave; abbia mai potuto coltivare, &egrave; che &#8211; se mi &egrave; permesso esprimermi in modo banale &#8211; GLI SPIRITI TOLLERINO DI VENIRE IGNORATI. Interpretatelo pure come un egoismo degli spiriti.  Ma nel mondo spirituale vale un&rsquo;altra terminologia che non qui nel mondo fisico. Dunque, se volete, interpretatelo pure come un &lt;egoismo degli spiriti&gt;, per&ograve;: GLI SPIRITI SI VENDICANO SE VENGONO IGNORATI! E&rsquo; una legge, &egrave; una ferrea necessit&agrave;. GLI SPIRITI SI VENDICANO&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.E la vendetta degli spiriti, per essere cos&igrave; a lungo ignorati, &egrave; l&rsquo;attuale CAOS dell&rsquo;umanit&agrave;&rdquo;.<br \/>\tUn&rsquo;umanit&agrave; fortemente materializzata come la presente, che esclude radicalmente ogni aspetto spirituale delle cose e del mondo non potr&agrave; certamente supporre che il caos attuale o le calamit&agrave; naturali come uragani, terremoti, innondazioni ecc., possano essere un risultato della malevolenza, sfrenati egoismi, lotte ingiustificate, rancori,  odii e cos&igrave; via, che coprono la terra come una coltre spessa ed oscura, possano &#8211; come riscontro equilibratore &#8211; generare quei fenomeni, le cui cause rimangono  sconosciute, nonostante le varie ipotesi scientifiche.<br \/>\tMa se riusciamo a formarci un&rsquo;immagine dei sentimenti di rivalit&agrave;, sopraffazione, crudelt&agrave; e violenza ingiustificata, falsit&agrave; e menzogna tanto comuni oggi e li vediamo sostenuti dai relativi &lt;sentimenti&gt; i quali sono tali in quanto accompagnati dal &lt;calore dell&rsquo;anima&gt;, calore smisurato a volte e dietro i quali vi &egrave; sempre la fortissima &lt;carica dell&rsquo;odio&gt;; \te poi vedere come il calore della terra, il centro infuocato del nucleo terrestre, possa reagire come uno specchio al fuoco di questi sentimenti, e provocare quegli sconvolgimenti atmosferici e tellurici, allora si potr&agrave; intuire che la causa di tutto sta sempre negli uomini che continuano ad ignorare le &lt;forze spirituali&gt; retrostanti  ai fenomeni della natura, le quali cercano e chiedono riconoscimento e comprensione, per quanto difficile sia il poterlo capire data la nostra attuale condizione umana.<br \/>\tQuesta condizione, per la coscienza morale umana, suona abbastanza strana e incomprensibile, dato che noi uomini identifichiamo il regno dello spirito con il &lt;bene&gt; e quindi anche con la &lt;moralit&agrave;&gt;.  Ma, come detto, nel mondo dello spirito &ldquo;valgono altre leggi&rdquo;.<br \/>\tUna conseguenza evidente di questo processo &egrave; il divario, la disarmonia che esiste fra &lt;evoluzione intellettuale&gt; ed &lt;evoluzione morale&gt;.  Anzi la &lt;moralit&agrave;&gt; &egrave; stata da lungo tempo bandita da ogni ricerca scientifica, da ogni problema sociale, da ogni invenzione artistica. Lavorando in campi specifici separati, &egrave; pi&ugrave; che evidente la totale dimenticanza dell&rsquo;elemento &lt;morale&gt; nel lavoro stesso Ma la separazione crea squilibri, isolamenti, incomprensioni  e molte contraddizioni, che vengono abilmente sfruttate dagli &lt;spiriti&gt;che stanno a monte del disordine, confusione e caos.<br \/>\tNella terza conferenza leggiamo:<br \/>\t&ldquo;Per il fatto che l&rsquo;evoluzione morale degli uomini  NON  &egrave; progredita, l&rsquo;evoluzione intellettuale ha preso una certa impronta &lt;immorale&gt; ed &egrave; progredita, sotto molti aspetti, proprio verso ci&ograve; che distrugge&rdquo;:<br \/>\tE pi&ugrave; avanti il motivo a cui fare riferimento per lo &lt;sviluppo morale&gt;:<br \/>\t&ldquo;Eppure, il centro della vita morale per l&rsquo;umanit&agrave; terrestre, &egrave; L&rsquo;IMPULSO DEL CRISTO. Perci&ograve; &egrave; di tale importanza che l&rsquo;uomo venga a contatto, proprio qui sul piano fisico, con l&rsquo;impulso del Cristo.<br \/> \t&ldquo;Perci&ograve;, sembrer&agrave; ben comprensibile che, per quanto uno riceva, per istinto, impulsi di saggezza(conoscenza), in modo da poter inventare le macchine pi&ugrave; complicate, in modo da poter prendere parte al progresso scientifico-tecnico, che tutto questo non abbia affatto da essere collegato con la moralit&agrave;, poich&eacute; la moralit&agrave; sta veramente in una sfera del tutto diversa&rdquo;.<br \/>\tQueste parole di Rudolf Steiner sono del 1917: sono cio&eacute; passati ottant&rsquo;anni e i mezzi di distruzione cresciuti in modo spaventosamente impressionante, al di fuori di un effettivo controllo umano. E la &lt;moralit&agrave;&gt; &egrave; stata tenuta lontana, con ogni evidenza. Tanto che in un libro, veramente sconvolgente per la somma delle notizie, quale &lt;Il secolo dell&rsquo;odio&gt; di Gianni Moriani &#8211; edito proprio in questo 1999 &#8211;  possiamo ben leggere le parole:<br \/>\t&ldquo;Sia nelle scienze industriali che in quelle sociali, l&rsquo;irrefrenabile  corsa al risultato da raggiungere a tutti i costi, induce una divaricazione sempre pi&ugrave; profonda tra &lt;scienza&gt; e &lt;morale&gt;.<br \/>\tOra la &lt;moralit&agrave;&gt; &egrave; una virt&ugrave; ed un concetto. Dobbiamo invece prendere in considerazione la realt&agrave; costituita dall&rsquo;&lt;uomo morale&gt; o dalla &lt;voce della coscienza&gt;.<br \/>\tL&rsquo;uomo comincia a porsi il problema della moralit&agrave;, soltanto dopo la comparsa del Cristo-Ges&ugrave; sulla terra. Questo significa che inizia ad evolvere la sua qualit&agrave; &lt;umana&gt;, mentre fino ad allora era stato un &lt;essere naturale&gt;, ed in natura la moralit&agrave; non ha luogo.<br \/>\tA questo proposito si potrebbe citare la Bibbia &#8211; alla quale fa riferimento l&rsquo;uomo occidentale cristiano &#8211; e rilevare che il Decalogo &egrave; in fondo un codice di norme che la casta sacerdotale tenta di imporre all&rsquo;uomo con una certa decisione: onora&#8230;&#8230;non rubare&#8230;&#8230;.non uccidere&#8230;.f&agrave; questo&#8230;non fare quest&rsquo;altro e cos&igrave; via. Segno che tutti questi atti venivano compiuti dall&rsquo;&lt;uomo naturale&gt; di allora. Poich&eacute;, veramente non vi sarebbe affatto bisogno di dare simili consigli &#8211; che sono &lt;comandamenti, ordini&gt; &#8211; all&rsquo;uomo cristiano evoluto, il quale riconosce del tutto spontaneamente quelle norme di comportamento e la loro ovviet&agrave;: anzi non ne ha affatto bisogno poich&eacute; esse oramai vivono in lui in modo del tutto reale.<br \/>\tL&rsquo;incarnazione fisica sulla terra assume cos&igrave; un ruolo d&rsquo;importanza capitale per la conquista della moralit&agrave;, che consegue una reale e sperimentata differenza fra &lt;bene e male&gt;. E&rsquo; in fondo, la destinazione dell&rsquo;uomo sulla terra fin dai primordi, quando nel Giardino dell&rsquo;Eden volle cibarsi del frutto del bene e del male&gt;<br \/>\t&ldquo;Eritis sicut Deum, scientes bonum et malum&rdquo;<br \/>il che significa che proprio in quel giardino &#8211; che poi &egrave; il mondo dello spirito &#8211; un concetto del bene e del male non esisteva. La vita sulla terra dunque, non fa che assecondare gli aneliti pi&ugrave; profondi dell&rsquo;anima umana, bench&eacute; essa non ne sia consapevole.<br \/>\tSe la moralit&agrave; non &egrave; una qualit&agrave; innata, va cos&igrave; insegnata. Il Decalogo e tutte le norme religiose di tutti i popoli &#8211; si noti, ad esempio,  la grandezza e sublimit&agrave; dell&rsquo; Ottuplice Sentiero  del Buddha &#8211; sono dei suggerimenti-indicazioni nel senso di una acquisizione della &lt;coscienza morale&gt;.  Il percorso &egrave; quello che &lt;da fuori&gt; &#8211; norme, sentenze e precetti &#8211; va &lt;verso dentro&gt;, cio&egrave; il risveglio e la formazione della &lt;coscienza morale&gt;.<br \/>\tPer l&rsquo;uomo dell&rsquo;epoca greca, ad esempio, non esisteva ancora la possibilit&agrave; di sviluppare interiormente una &lt;voce della coscienza&gt;, ma, ad ogni sua azione immorale, venivano incontro a lui &#8211; in immagine &#8211; le tre Furie o Erinni: Tisifone la vendicatrice, Aletto la spietata, e Megera la gelosa, e lo tormentavano e perseguitavano onde risvegliare in lui il senso della cattiva azione. Dopo l&rsquo;intervento del Cristo sulla terra, tutto questo mondo &lt;esterno&gt; all&rsquo;uomo, si trasferisce nella sua &lt;interiorit&agrave;&gt; e cos&igrave; sorge &#8211; dal di dentro &#8211; la &lt;voce della coscienza&gt;.<br \/>\tIn &ldquo;Filosofia della libert&agrave;&rdquo;, Rudolf Steiner traccia proprio questo percorso:<br \/>\t&ldquo;Le &lt;molle&gt; della moralit&agrave; le possiamo ritrovare cercando di quali elementi si compone la vita individuale:<br \/>&#8211; il 1&deg; gradino &egrave; il &lt;percepire&gt; sensorio&#8230;&#8230;&#8230;..la molla della moralit&agrave;, in questo caso, si pu&ograve; chiamare senz&rsquo;altro &lt;impulso&#8230;&#8230;<br \/>&#8211; la 2^ sfera umana &egrave; il &lt;sentire&gt;. Alle percezioni del mondo esterno si connettono determinati sentimenti,<br \/>&#8211; il 3&deg; gradino della vita &egrave; quello del &lt;pensare e rappresentare&gt;. Per semplice riflessione una rappresentazione &#8211; o un concetto &#8211; possono diventare motivo di azione.<br \/>&#8211; 4 -il gradino pi&ugrave; alto della vita individuale &egrave; il &lt;pensare puramente concettuale&gt;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&egrave; giustificato chiamare &lt;ragione pratica&gt; la molla morale di questo gradino.<br \/>\t&ldquo; I &lt;motivi&gt; della moralit&agrave; sono &lt;rappresentazioni e concetti&gt;:<br \/>&#8211; 1 &#8211; La &lt;rappresentazione&gt; del proprio e dell&rsquo;altrui bene<br \/>&#8211; 2 &#8211; il  &lt;contenuto puramente concettuale&gt;  di un&rsquo;azione.<br \/>-3 -si ha un progresso morale, quando l&rsquo;uomo non eleva a &lt;motivo&gt; del suo agire semplicemente un &lt;comandamento&gt; di un&rsquo;autorit&agrave; esterna o interna, ma quando si sforza di riconoscere la &lt;ragione&gt; per cui una certa &lt;norma&gt; debba valergli come &lt;motivo&gt;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p>Qui entra in gioco &rdquo;azione fondata sul &lt;giudizio morale&gt;&rdquo;<br \/>&#8211; 3 &#8211; il massimo bene possibile della collettivit&agrave; umana<br \/>&#8211; 4 &#8211; il progresso della civilt&agrave;<br \/>&#8211; 5 &#8211; l&rsquo;intuizione concettuale.<br \/>\tQuesta scala di valori culmina con quello che Rudolf Steiner chiama &lt;individualismo etico&gt;.<br \/>\tNon essendo la &lt;moralit&agrave;&gt; una facolt&agrave; innata &#8211; come ad esempio il &lt;senso estetico&gt;, &lt;l&rsquo;intelligenza&gt;, il &lt;senso della forma, del suono, del colore, del numero&gt; ecc., va dunque INSEGNATA.<br \/>\tQui tocchiamo un argomento del tutto estraneo alla cultura ufficiale, ma ben nota alle chiese di tutto il mondo: la moralit&agrave; &#8211; il senso del bene e del male &#8211;  va insegnata.<br \/>\tA questo proposito, &egrave; proprio ancora una volta un&rsquo;&lt;insegnamento&gt; straordinario quello che Goethe, presenta nei capitoli sulla  Provincia pedagogica di &lt;Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister&gt; a proposito del RISPETTO, di cui al capitolo precedente.<br \/>\tCon grande meraviglia e disappunto, da anni abbiamo constatato che i giovani non sanno e non sentono nulla a proposito del RISPETTO. E&rsquo; una parola che non esiste nel loro vocabolario, e quindi un atteggiamento dell&rsquo;anima a loro sconosciuto, poich&eacute; nessuno mai ha parlato loro di questa facolt&agrave;. Gi&agrave; i loro genitori ed insegnanti non hanno sicuramente goduto di un insegnamento etico-sociale e quindi non lo possono trasmettere ai loro figli e allievi.<br \/>\tE cos&igrave; pure il &lt;senso estetico&gt;, del tutto estraneo alla cultura tecnico-mercantile del momento, nella sua rozzezza e brutalit&agrave;.<br \/>\tQuindi la natura umana &#8211; l&rsquo;anima umana &#8211; &egrave; stata lasciata sola, abbandonata a s&eacute; stessa da due lati: quello della &lt;moralit&agrave;&gt; e quello della &lt;bellezza&gt;. E&rsquo; rimasta sola con &lt;l&rsquo;intellettualit&agrave;&gt; come detto all&rsquo;inizio. La riduzione sarebbe veramente &lt;sconfortante&gt; senza la conoscenza dei moventi profondi di una simile condizione evolutiva storica, che si fonda su delle &lt;ferree necessit&agrave;&gt;. Le quali indicano che millenni di storia non hanno insegnato nulla agli uomini, come dimostrino le crudelt&agrave; ed efferratezze dei tempi presenti in tutti i luoghi della terra e che entrano a far parte tragica degli eventi di questo secolo dell&rsquo;odio. L&rsquo;anima umana, debole e inconsapevole, viene ossessa e trascina<br \/>ta  dagli &ldquo;Spiriti che fomentano l&rsquo;odio e la distruzione&rdquo;  per loro specifica missione.<br \/>\tN&eacute; serve molto l&rsquo;ideale, sentimentale e generica tendenza alla &lt;pace&gt;, se l&rsquo;uomo non opera in primo luogo SU SE&rsquo;STESSO, in vista proprio di un individuale miglioramento morale.<br \/>\tRudolf Steiner &egrave; esplicito nel rilevarlo. Nella terza conferenza dell&rsquo;opera citata all&rsquo;inizio dice.<br \/>\t&ldquo;Chi accoglier&agrave; le cose in modo giusto, sperimenter&agrave; che i suoi istinti, i suoi impulsi, vengono nobilitati, elevati, ed egli segue un&rsquo;evoluzione in senso buono, gi&agrave; col solo &lt;ascoltare&gt; le verit&agrave; della scienza dello spirito. <br \/>\t&ldquo;Chi non ha la volont&agrave; di accogliere quelle verit&agrave; per qualche interesse puramente personale &#8211; perch&eacute; supponiamo vuole anche lui far parte di una &lt;societ&agrave;&gt; e non ne ha trovata nessuna che gli si adatti meglio di quella antroposofica &#8211; chi in genere porta interessi personali in questa societ&agrave;, potr&agrave; trovare che quelle verit&agrave; spirituali, stimolano , a tutta prima, i suoi bassi istinti, le forze degli istinti pi&ugrave; infimi&rdquo;<br \/>\tQuesto periodo si presenta enigmatico e quindi dobbiamo tentare di chiarirlo. Per poter accogliere l&rsquo;Antroposofia con qualche profitto interiore, &egrave; necessario un forte interesse motivato. Ma anche un interesse meno coinvolgente, richiede determinate condizioni interiori, diversamente l&rsquo;Antroposofia pu&ograve; venire solo rifiutata. Tali condizioni sono un allentamento nel rapporto, ad esempio, fra il corpo fisico &#8211; cervello fisico &#8211; ed il corpo eterico-vitale. Questo deve in ogni caso venir maggiormente coinvolto che non per una qualsiasi altra disciplina e venir maggiormente posto in attivit&agrave; il &lt;cervello eterico&gt; &#8211; condizione essenziale, ad esempio, per poter comprendere un&rsquo;opera come &lt;Filosofia della libert&agrave;&gt;.<br \/>\tNon solo, ma Rudolf Steiner, nel 5&deg; capitolo di &lt;Scienza Occulta&gt;, dice chiaramente:<br \/> \t&ldquo;Per arrivare ad orientarsi giustamente nell&rsquo;educazione spirituale, il discepolo deve tener conto che, col rafforzamento delle forze animiche, l&rsquo;amore per s&eacute; stesso, l&rsquo;egoismo, si presenta ed un grado di intensit&agrave; mai raggiunto nella vita animica normale&rdquo;.<br \/>\t E cos&igrave; anche fra il corpo eterico-vitale e quello astrale. Ma questa iniziale separazione dei vari corpi, f&agrave; s&igrave; che essi si rendano maggiormente &lt;indipendenti&gt; fra di loro. Questo porta al fatto che, ad esempio, le passioni e desideri inferiori, che prima venivano regolati dall&rsquo;insieme unitario dei vari corpi, ora invece hanno una via pi&ugrave; libera per manifestarsi, senza peraltro che l&rsquo;IO spirituale sia abbastanza cresciuto per poterli dominare.<br \/>\tVeniamo ora a quanto Goethe scrive sul &lt;Rispetto&gt;. Cogliamo l&rsquo;occasione di trascrivere ogni passo significativo, in modo che il lettore lo possa conoscere, anche perch&eacute; il testo stampato sembra essere esaurito. Wilhelm Meister entra nella &lt;Provincia Pedagogica&gt;  e quasi subito, nel colloquio con  l&rsquo;Ispettore ed altri &lt;Tre&gt; personaggi, leggiamo:<br \/>\t&ldquo;Poich&eacute; lei ci ha affidato suo figlio &#8211; dicevano &#8211; siamo obbligati a permetterle di vedere pi&ugrave; profondamente dentro la nostra procedura. Lei, finora, ha veduto qualcosa di esteriore, che non induce subito a farsi comprendere. Che cosa desidera le venga spiegato prima di tutto?<br \/>\t&ldquo;Ho notato saluti garbati ma strani, espressi con gesti: desidererei venir a conoscere il loro significato. Da voi l&rsquo;&lt;esterno&gt; si riferisce di certo all&rsquo;&lt;interno&gt; e viceversa. Fatemi conoscere questa relazione&rdquo;.<br \/>\t&ldquo;Ragazzi sani e ben nati &#8211; rispondevano quelli &#8211; portano molto con s&eacute;. La natura ha dato a ciascuno tutto ci&ograve; di cui avrebbe bisogno nella durata del tempo. Svilupparlo &egrave; nostro dovere, ma pi&ugrave; spesso si sviluppa meglio da solo.&rdquo;<br \/>\t&ldquo;Ma una cosa nessuno porta con s&eacute; al mondo, e tuttavia &egrave; la cosa pi&ugrave; importante affinch&eacute; l&rsquo;uomo divenga uomo in tutti i sensi. Se lei pu&ograve; trovarla da solo, allora lo dica&rdquo;.<br \/>\tWilhelm riflett&eacute; per un p&ograve; e poi scosse il capo.<br \/>Dopo un indugio riverente, quelli esclamarono: RISPETTO!<br \/>\tWilhelm dimostr&ograve; sorpresa.<br \/>RISPETTO! &#8211; dicevano ripetendo &#8211; a tutti manca e forse anche a lei stesso!<br \/>\t&ldquo;Lei ha veduto tre tipi di gesti e noi insegnamo un TRIPLICE RISPETTO.. Quando esso confluisce a  conformare un tutto, allora soltanto consegue la sua forza massima ed il suo effetto. <br \/>\tIL primo &egrave; il RISPETTO dinanzi a ci&ograve; che sta SOPRA DI NOI! Quel gesto di porre le braccia in croce sul petto e di  levare lo sguardo lieto al cielo, noi lo imponiamo ai bambini non ancora in et&agrave; di ragionare; e contemporaneamente chiediamo loro la testimonianza che un Dio &egrave; lass&ugrave;, il quale si presenta e manifesta nei genitori, nei maestri e nei superiori.<br \/>\tIl secondo &egrave; il RISPETTO dinanzi a ci&ograve; che sta SOTTO DI NOI! Le mani piegate sulla schiena, legate per cos&igrave; dire; lo sguardo rivolto verso il basso ma sorridente, dicono che si deve contemplare benevolmente serenamente la terra. Essa dona la possibilit&agrave; del nutrimento. Concede gioie ineffabili, ma porta dolori sproporzionati. Se uno, avendone o non avendone colpa, si ferisse nel corpo; se altri lo colpissero di proposito o casualmente; se ci&ograve; che &egrave; materiale e senza volont&agrave;, gli recasse sofferenza, costui dovr&agrave; pensare bene a questo: tale pericolo lo accompagner&agrave; per tutta la vita.<br \/>\tMa noi liberiamo il nostro allievo il pi&ugrave; presto possibile da questa posizione, non appena siamo convinti che l&rsquo;insegnamento di questo grado ha avuto su di lui esito sufficiente. Gli ordiniamo allora di farsi coraggio e, girato ai compagni, rivolgersi a loro.. Ora egli sta eretto e fiero, per nulla isolato nell&rsquo;egoismo, ma solamente unito ai suoi simili, egli far&agrave; fronte al mondo. Altro non sapremmo aggiungere&rdquo;.<br \/>\t&ldquo;Mi &egrave; chiaro! &#8211; esclam&ograve; Wilhelm &#8211; Perci&ograve; la folla si trova sempre nel caos, poich&eacute; si compiace solo nell&rsquo;ambito del volere e del dire il male. Chi vi si concede, si comporta ben presto in modo indifferente verso Dio, con disprezzo verso il mondo, con odio verso i suoi simili. Il vero ed autentico, indispensabile senso di s&eacute;, si distrugge allora nella vanit&agrave; e nella presunzione&rdquo;<br \/>\t&ldquo;Mi permettano allora &#8211; continuava Wilhelm &#8211; di obiettare un&rsquo;unica cosa: non si &egrave; ritenuta sempre la paura dei popoli selvaggi davanti ad imponenti fenomeni naturali persino inspiegabili e colmi di presagi. il germe da cui si doveva gradualmente sviluppare un sentire pi&ugrave; alto, un pi&ugrave; puro avvertire?&rdquo;<br \/>\tQuelli risposero: &ldquo;E&rsquo; del tutto conforme alla natura il TERRORE, non per&ograve; il RISPETTO. Quando si soffre il timore di un potente, conosciuto o sconosciuto, il forte cerca di combatterlo, il debole di evitarlo. Entrambe desiderano liberarsene e si ritengono fortunati se lo hanno un p&ograve; allontanato; se la loro natura viene restituita in qualche modo alla libert&agrave; ed all&rsquo;indipendenza. L&rsquo;uomo naturale ripete questa operazione milioni di volte nella vita: dalla paura egli aspira alla libert&agrave;, dalla libert&agrave; viene risospinto alla paura e non progredisce per nulla.&rdquo;<br \/>\t&ldquo;Avere PAURA &egrave; facile ma gravoso&rdquo;<br \/>\t&ldquo;Avere RISPETTO &egrave; difficile ma liberatorio&rdquo;<br \/>&ldquo;L&rsquo;uomo non si decide di buon grado al RISPETTO.  O meglio, non vi si decide mai. E&rsquo; un senso pi&ugrave; alto che deve venire restituito al suo essere e che spontaneamente si sviluppa solo in personalit&agrave; oltremodo privilegiate, che sono quindi , considerate da sempre sante, divine. Qui sta la dignit&agrave;, qui in compito di tutte le religioni autentiche. Tre ne esistono solamente, secondo le cose cui rivolgono la loro devozione&rdquo;.<br \/>\tSi interruppero, Wilhelm tacque per un p&ograve; pensieroso. Egli comunque non sentiva in s&eacute; la presunzione di chiarire le parole insolite. Preg&ograve; allora quegli uomini degni, di proseguire nel loro discorso, ed essi vi consentirono immediatamente.<br \/>\t&ldquo;Nessuna religione &#8211; dicevano &#8211; che si fonda sulla paura viene stimata tra di noi. L&rsquo;uomo che si lascia governare dal RISPETTO, mentre onora gli altri pu&ograve; onorare s&eacute; stesso: egli non si trova in disarmonia come il suo essere come nel timore.<br \/>\t&ldquo;La religione che si edifica sul RISPETTO dinanzi a ci&ograve; che sta SOPRA DI NOI, la chiamiamo &lt;etnica&gt;: &egrave; la religione dei popoli ed il primo distacco felice dalla bassa paura. Tutte le religioni dette pagane sono di questo tipo, comunque possano poi denominarsi.<br \/>\t&ldquo;La seconda religione, che si fonda su quel RISPETTO da noi dovuto dinanzi a CIO&rsquo; CHE E&rsquo; UGUALE. la chiamiamo &lt;filosofica&gt;, poich&eacute; il filosofo, che si pone nel mezzo, deve far discendere a s&eacute; tutte le cose pi&ugrave; elevate, ed innalzare a s&eacute; tutte quelle basse: unicamente in questo stato medio merita il nome di &lt;saggio&gt;. Quando dunque riconosce il rapporto coi suoi simili e quindi con l&rsquo;umanit&agrave; intera, il legame con tutte le altre cose della terra &#8211; necessarie o casuali &#8211;  egli vive in senso cosmico ed esclusivamente nella verit&agrave;.<br \/>\t&ldquo;Occorre per&ograve; ora parlare della terza religione, fondata sul RISPETTO dinanzi a CIO&rsquo; CHE STA SOTTO DI NOI. Noi la chiamiamo &lt;cristiana&gt;, poich&eacute; in essa si rende maggiormente palese questo modo di pensare. E&rsquo; un ultimo grado cui l&rsquo;umanit&agrave; poteva e doveva arrivare. &ldquo;Ma quando fu necessario, non solo per lasciare la terra sotto di s&eacute; e richiamarsi ad un pi&ugrave; alto luogo di nascita, ma anche per conoscere bassezza e povert&agrave;, derisione e disprezzo, vergogna e miseria, dolore e morte come divini, e considerare s&igrave;, il peccato stesso ed il delitto, non come ostacoli, ma venerarli ed amarli, quali stimoli al progredire verso la santit&agrave;!\t<br \/>&ldquo;Si trovano certo tracce di questo lungo tutti i tempi, ma la traccia non &egrave; la m&eacute;ta, poich&eacute; questo punto d&rsquo;arrivo &egrave; stato raggiunto una volta, allora l&rsquo;umanit&agrave; non potr&agrave; retrocedere. E si pu&ograve; asserire che la religione &lt;cristiana&gt;, una volta apparsa, non potr&agrave; scomparire mai pi&ugrave;, poich&eacute; una volta divinamente incarnata non potr&agrave; di nuovo venire disgregata&rdquo;.\t<br \/>\t&ldquo;A quale di queste religioni particolarmente, voi tributate la vostra fede?&rdquo; &#8211; domandava Wilhelm.<br \/>\t&ldquo;A tutte e tre &#8211; rispondevano &#8211; poich&eacute; proprio insieme esse fanno nascere la vera religione. Da queste &lt;tre forme di RISPETTO&gt; scaturisce il RISPETTO SUPERIORE, quello DINANZI A NOI STESSI: e le altre si sviluppano a loro volta. L&rsquo;uomo consegue cos&igrave; quello che di sublime gli &egrave; dato conseguire; e pu&ograve; considerare s&eacute; stesso la cosa migliore che Dio e Natura hanno fatto nascere. Pu&ograve; anzi sostare a queste altezze senza venir trascinato nuovamente in ci&ograve; che &egrave; basso, da vanit&agrave; ed egoismo&rdquo;<br \/>\t&ldquo;Una tale professione di fede, espressa in questo modo, non mi sorprende &#8211; disse Wilhelm &#8211; Si accorda con tutto ci&ograve; che si sente qua e l&agrave; nella vita, solo che voi unite quello che gli altri dividono&rdquo;<br \/>\tAllora risposero: &ldquo;Gi&agrave;, questa professione viene manifestata da gran parte del mondo, ma inconsapevolmente&rdquo;.<br \/>\t&ldquo;Come dunque e dove?&rdquo; . domand&ograve; Wilhelm.<br \/>&ldquo;Nel Credo&rdquo; &#8211; esclamarono quelli a voce alta &#8211; poich&eacute;<br \/>&#8211;  il primo articolo &egrave; &lt;etnico&gt; ed appartiene ad ogni popolo<br \/>&#8211; il secondo &egrave; &lt;cristiano&gt; per coloro che lottano nel dolore e nel dolore vengono glorificati<br \/>&#8211; il terzo mostra infine una comunione entusiasta di Santi, che significa Buoni ed i Saggi al massimo grado.  Non dovrebbero allora essere giustamente ritenute le &lt;Tre Divine Persone&gt;, nel cui simbolo e nome, tali convinzioni e promesse si dichiarano, l&rsquo;Unit&agrave; pi&ugrave; alta?&rdquo;.<br \/>\t&ldquo;Io ringrazio &#8211; egli disse &#8211; perch&eacute; a me, come ad  adulto cui i tre modi di pensare non sono estranei, avete voluto esporre tanto chiaramente ed armonicamente. E se ripenso ora che tale magistero rarefatto lo comunicate ai ragazzi, dapprima come segno sensibile, poi con allusioni simboliche; per spiegare loro infine il significato superiore, io devo tributarvi l&rsquo;approvazione pi&ugrave; convinta&rdquo;.<br \/>\t&ldquo;E&rsquo; perfettamente giusto&rdquo;- rispondevano quelli -&rdquo;Ora per&ograve; lei deve sapere ancora di pi&ugrave;, affinch&eacute; si convinca che suo figlio &egrave; nelle mani migliori&rdquo;.<br \/>\t&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br \/>\t&ldquo;Quell&rsquo;ultima religione che scaturisce dal PROFONDO RISPETTO DI CIO&rsquo; CHE STA SOTTO, ed insieme quel culto del ripugnante, dell&rsquo;odioso, di ci&ograve; che si deve rifuggire, noi lo diamo a ciascuno &#8211; ma solo come dotazione da portare nel mondo &#8211; affinch&eacute; sappia dove trovare, quando una tale necessit&agrave; si dovesse far sentire&rdquo;.<br \/>\t&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<br \/>\t&ldquo;Dove passavano a cavallo, i ragazzi si ponevano alla stregua di ieri, ma egli vedeva oggi, che l&rsquo;uno o l&rsquo;altro non salutava l&rsquo;Ispettore&#8230;&#8230;Wilhelm chiese il motivo e quale senso avesse questa eccezione. L&rsquo;altro rispose:<br \/>\t&ldquo;E&rsquo; sicuramente ricca di significato. E&rsquo; la punizione pi&ugrave; severa che imponiamo agli allievi. Essi vengono dichiarati indegni di mostrare RISPETTO e sono costretti a rivelarsi rozzi e maleducati; ma fanno il possibile per liberarsi da questa situazione e si adattano immediatamente al dovere. Se un ragazzo caparbio dovesse rifiutare ogni responsabilit&agrave; a rientrare, verrebbe rimandato indietro ai suoi genitori. Chi non impara ad osservare le leggi, dovr&agrave; abbandonare il luogo nel quale esse vivono&rdquo;.<br \/>\tPer la mentalit&agrave; moderna, queste considerazioni hanno dello straordinario, dell&rsquo;incon-<br \/>sueto e insospettato. La gradualit&agrave; del sentimento di RISPETTO e la sua ampiezza, sottost&agrave; ad una norma morale &#8211; non scritta &#8211; veramente superiore.<br \/>\tI primi tre gradi concernono l&rsquo;anima che si rivolge verso fuori, verso &lt;l&rsquo;altro da s&eacute;&gt;:<br \/>\t1 &#8211;  rispetto per quanto sta sopra di noi<br \/>\t2 -rispetto per quanto sta alla nostra stessa altezza, uguale a noi<br \/>\t3 &#8211; rispetto per quanto sta sotto di noi<br \/>Il quarto gradino concerne l&rsquo;anima che guarda s&eacute; stessa:<br \/>\t4 &#8211; rispetto per s&eacute; stessi &#8211; rispetto superiore<br \/>\t Aggiungiamo qualche considerazione come chiarimento.<br \/>&#8211; 1 &#8211; Sopra di noi vi &egrave; il mondo dello Spirito, delle Anime Cosmiche, di tutti gli Esseri del mondo superiore invisibile nel senso pi&ugrave; lato, ivi compresi quelli &lt;luciferici&gt;<br \/>&#8211; 2 &#8211;  Uguale a noi &egrave; il mondo dei nostri simili, quindi di tutti gli uomini, senza discriminazioni di razza, popolo, stirpe, famiglia<br \/>&#8211; 3 &#8211;  Sotto di noi  vi &egrave; il mondo della natura &#8211; animali, piante e minerali &#8211; ai quali dobbiamo la vita qui sulla terra. In pi&ugrave; vi &egrave; il mondo degli &lt;Spiriti degli elementi&gt;, sconosciuti e misconosciuti dagli uomini; e poi ancora il regno degli &lt;Spiriti Arimanici tellurici&gt;  che dobbiamo infine &lt;conoscere&gt; e &lt;rispettarne&gt; il compito evolutivo<br \/>&#8211;\t4 &#8211;  Per s&eacute; stessi  &egrave; forse, in realt&agrave;, il compito pi&ugrave; difficile.<br \/>Innanzitutto va operata una distinzione fra &lt;noi stessi in quanto Spirito&gt; e &lt;noi stessi in quanto portatori di passioni, brame, desideri, aneliti, egoismi macroscopici, ecc; e poi &lt;falsit&agrave;, menzogne, intrighi, ecc&gt;.<br \/> Questa distinzione ci sembra necessaria per separare l&rsquo;&lt;eterno&gt; in noi ed il &lt;transitorio&gt; in perenne modificazione e maturazione. Per cui posso dire, senza tema di errare, che io ho il dovuto &lt;Rispetto per il mio Essere Egoico Spirituale Superiore&gt;, ma non posso averlo, allo stesso modo, per tutti gli egoismi ed errori che il mio &lt;essere animico-eterico-fisico&gt; compiono di continuo. E questo per essere e rimanere  nella &lt;realt&agrave;&gt; delle cose.<br \/>\tQueste parole, per un uomo  materialistico e filisteo moderno sembrano provenire da un mondo sconosciuto e tutto diverso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;evoluzione morale &egrave; lo scopo della terra, poich&eacute; essa pu&ograve; essere compiuta soltanto appunto sulla terra. Il mondo dello spirito non contempla alcuna legge morale. 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