Alimentazione



Relazione tra alimentazione e antroposofia

Di Gianni Aste, chef di Casa Raphael

Vorrei iniziare questo intervento, che verte sulla relazione tra alimentazione ed antroposofia, con una citazione di Rudolf Steiner: è una via “ che vuole unire lo spirituale nell’uomo allo spirituale nell’universo “.

Superato il concetto di uomo come semplice macchina o laboratorio, secondo la medicina accademica, ed usando una chiave di lettura più ampliata riusciamo a vedere come nell’uomo in realtà siano manifesti tutti i regni della natura. Altra citazione dotta che ci può aiutare è attribuita a Paracelso che afferma : “L’uomo è il risultato della natura, mentre la natura è un uomo con infinite sfaccettature “.
Del regno minerale abbiamo le sostanze che compongono il nostro organismo. Del regno vegetale il naturale ciclo dello sviluppo, crescita. Del regno animale le brame ed i sensi. Ma la particolarità dell’uomo è il suo io. Siamo l’unico essere che si identifica con la parola “ io”. Questa comunanza con l’universo che ci circonda ed allo stesso tempo questa unicità e questo distacco, non ne preclude i legami.

Un’alimentazione sana indirizzata in senso vegetariano ed il più possibile integrale mette in relazione ancora l’uomo con l’universo che lo circonda. L’alimentazione moderna, certamente ricca in proposte ed in varietà è per certi versi carente di tutta una serie di elementi che sono fondamentali per far vivere e mantenere sano l’organismo dell’uomo. La dieta mediterranea, ormai ritenuta da tutti la dieta migliore è da sempre costituita da verdura, legumi e cereali. Questi sono gli alimenti che meglio soddisfano il fabbisogno dell’alimentazione umana.

A questi alimenti si può aggiungere ancora un ulteriore valore aggiunto se si utilizzano prodotti provenienti da agricoltura biologico - dinamica . Coltivare la terra considerandola come un organismo vivente in cui l’uomo non interviene con violenza fa si che si ottengano prodotti che non solo alimentano l’uomo con la loro composizione chimico – fisica, ma nel contempo sono portatori di tutta una serie di forze che lo aiutano non solo nel suo sostentamento ma anche nella sua evoluzione.

Ogni cosa del mondo esterno fa in un certo senso parte dell’uomo e con l’alimentazione ristabiliamo questo legame. Se lo facciamo con alimenti coltivati nel pieno rispetto della terra e dell’uomo stesso assumiamo alimenti da cui il nostro organismo potrà trarre tutta una serie di forze che aiutano l’uomo a restare anche più sano. Alimenti da agricoltura biologica, stagionalità e un’alimentazione che cerchi di interpretare il più possibile i fabbisogni dell’uomo sono gli anelli che permettono di formare la catena che lega in modo indissolubile l’alimentazione all’antroposofia.

Sono Gianni Aste, trentino, nato e vissuto a Rovereto dove tuttora risiedo nelle brevi pause che il lavoro mi concede. Sono chef di Casa Raphael.

La mia storia professionale segue un iter direi tradizionale: scuola alberghiera e poi l’ingresso nel mondo del lavoro, ma qui inizia quella che io chiamo la mia ricerca. Da sempre sono stato estremamente curioso in ambito professionale e non solo ed ho sempre cercato aziende in cui poter costruire un ponte tra le conoscenze acquisite e la possibilità di metterle in pratica in nuovi contesti. La mobilità, la ricerca ed il far parte di un “ progetto “ lavorativo mi hanno portato a spaziare in diverse realtà, ogni volta cercando di apprendere il più possibile.

Mi ritrovo così con un curriculum estremamente ampio e variegato: sommelier, maestro assaggiatore di formaggi, idrosommelier, assaggiatore tecnico d’olio extravergine di oliva, assaggiatore di miele. In questo percorso ho conosciuto oltre quaranta aziende, dal ristorante tradizionale al Centro medico della Lukas Klinic (CH) passando per il piccolo ristorante vegetariano, pioniere in trentino.
Dopo questo viaggiare continuo, l’incontro con Casa Raphael. Tutta l’esperienza acquisita impegnata nella “ sfida “ di questo luogo, l’nico centro in Italia di medicina antroposofica che però allo stesso tempo “ convive “ con una realtà alberghiera di livello superiore.

La sfida in un certo senso era questa, riuscire a cercare una via in cui gli ospiti trovassero il gusto, la genuinità e la salubrità di piatti che non fossero però poveri . Far coesistere la parte clinica e la parte alberghiera di Casa Raphael, tenendo sempre come punto fermo i nostri ospiti, che arrivano per un periodo di cure e di riposo, e trovano, spesso con sorpresa, una qualità e varietà nei piatti che fa sembrare il loro soggiorno più simile ad una vacanza che ad un periodo di cura.

I riscontri avuti sono stati molto positivi. Trovare la via che coniughi qualità e salute è una strada in continua evoluzione, la ristorazione ed il turismo a “ chiave salutista “ stann ottenendo e guadagnando spazi sempre maggiori. Molte volte mi viene chiesto se sono un cuoco naturista, biologico, salutista, antroposofico…. a me piace sempre rispondere che sono solamente un cuoco che ha scelto di “ non fare male “ alle persone per cui cucina.

Un piccolo aneddoto sul perché Casa Raphael è una realtà che mi dà molte soddisfazioni: un signore, a margine dell’incontro che periodicamente tengo con gli ospiti della Casa, mi salutò e ringraziò per il mio lavoro con questa frase: “Credo che non solo ci dia da mangiare, ma che soprattutto lei ci nutra.”.
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