LA
SCUOLA E' UN'AZIENDA?
di Marco Giussani
Scuola
steineriana via Mirabello 7, Trecallo - Como tel. 031.526543

Il Laboratorio di Economia ha concluso la prima fase del lavoro messo
in conto per quest'anno, dedicata alla lettura del testo "Prelude in
Economics" del Prof. C.H.Budd (disponibile in lingua inglese
presso l'armadio-libri della scuola di Trecallo ).
Questo
breve scritto intende riassumere alcune delle considerazioni che ci
sono parse rilevanti in relazione al nostro ruolo di gestori-genitori
di un organismo che si propone di operare nella sfera dello spirituale,
ed in particolare nell¹arte dell¹educare.
Osserviamo dapprima il "processo economico" .
La seguente descrizione come distillata dal mondo delle idee ci
permette di accogliere l'economia nella generalità della sua essenza:
"Nel soddisfare i propri bisogni materiali, l'umanità crea valore in
eccedenza rispetto alle proprie necessità materiali. Questo valore aggiunto
è il CAPITALE. Il Capitale è utilizzato nella produzione di ulteriori
valori. Il processo è autosufficiente, autogovernato, perpetuo" In verità
l'economia dovrebbe essere il ricreare e rielaborare in pensieri questo
processo di natura archetipica. Questo processo esprime se stesso nella
semplice circostanza dello scambio, non meno che nel più ampio scenario
della vita economica. E come la pianta è rigogliosa e ben inserita nelle
condizioni naturali della terra nella misura in cui i suoi processi
organici di crescita possono conformarsi alle "necessità" dell¹archetipo
vegetale, così anche le nostre azioni economiche saranno in armonia
con il contesto sociale dell¹umanità tanto più rifletteranno la comprensione
delle necessità caratterizzanti l¹archetipo del Processo economico sopra
descritto. Ripensando alla descrizione data del Processo economico,
possiamo rilevare come l¹elemento chiave del suo divenire sia il Capitale.
Il Capitale non è solo "una somma di denaro" oppure "un complesso di
mezzi produttivi" come comunemente inteso. Se ci pensiamo bene, alla
radice di questi concetti sta in fondo qualcos'altro: un'idea imprenditoriale,
oppure una capacità che affinata ed espressa si pensi per esempio
ad un pittore o ad una cuoca diviene talento, diviene cioè un'abilità
capitalizzabile. La "somma di denaro" non è dunque l¹essenziale, anzi
talvolta non è neppure necessaria. Possiamo dunque accogliere l'immagine
del Capitale che ci viene proposta dall¹autore: "una specie di cristallizzazione
o materializzazione di capacità, che la gente sperimenta all¹inizio
come potenziali talenti o doni di natura (inclinazioni) che possono
poi essere affinati ed educati a divenire abilità coscientemente applicate.
Dall¹applicazione di tali qualità alla natura, ne risulta il Capitale
nella sua forma materiale". Aggiungerei che dall¹espressione di queste
capacità o dall¹impiego di capitale materiale nel contesto del Processo
economico produttivo, si otterrà nel momento dello scambio, quel "sovrappiù
rispetto alle nostre esigenze materiali", che potrà assumere la veste
della cosiddetta "somma di denaro". Come si può notare, il concetto
di Capitale è stato così notevolmente ampliato. Chiediamoci ora da dove
provengono queste capacità, queste inclinazioni. La risposta è a portata
di mano: esse sono di natura spirituale, e altro non sono che gli strumenti
per tramite dei quali l¹individuo esprimerà e sperimenterà quel che
su questa terra è destinato a compiere. Essi sono il frutto della trasmutazione
avvenuta nel mondo prenatale di caratterizzazioni dello spirito acquisite
precedentemente. Abbiamo così trovato una relazione diretta tra il Processo
economico ed il piano Spirituale, poiché della sua natura partecipa
il Capitale. Sempre tramite il Capitale abbiamo così trovato un¹altra
importante connessione tra il Processo economico e le istituzioni che
operano con finalità educative, poiché l¹individuo che prendendo dimora
sulla terra sarà aiutato a crescere in conformità alle necessità della
propria natura, potrà nel corso della vita dare piena espressione e
realizzazione alle sue capacità ed avere fra l¹altro ruolo fecondo
nel dare impulso al Processo economico. A fronte di ciò, è ben chiaro
che tutto ciò che riguarda l¹ambito educativo, non può essere considerato
in funzione delle necessità della vita economica, ma al contrario dovrà
avere considerazione prioritaria rispetto ad essa, che a sua volta ne
trarrà comunque beneficio. Abbiamo quindi identificato delle qualità,
che dalla sfera Spirituale vengono a materializzarsi e ad interagire
nella sfera economica. Appresa la natura del Processo economico, dobbiamo
ora comprenderlo nella sua dinamica, nel suo svolgersi. Il Processo
economico si muove come spinto fra due polarità, la Produzione ed il
Consumo. L¹uno gli da impulso l¹altro lo trae a sé, in un simultaneo
gioco di forze che non potranno essere considerate separatamente senza
perdere di vista il senso del tutto. Questo significa che tutto ciò
che viene prodotto deve venire in qualche modo consumato, tutto ciò
che entra nella sfera economica deve, esaurita la sua funzione uscirne,
creando così le condizioni perché il Processo si possa perpetuamente
rinnovare. Questa legge fondamentale (che richiama il processo circolatorio
nell¹organismo) vale sia per ciò che è materiale (ad esempio per le
carote) così come per ciò che è di natura Spirituale. Così il Capitale,
che è l¹elemento Spirituale nell¹economia, dovrà avere modo di svincolarsi
dal processo economico, di "consumarsi" in modo da essere elemento rigeneratore
di nuove Capacità e nuovi Talenti. Questo richiede però all¹individuo
un salto di qualità, nel prendere coscienza di sé come parte integrante
ed insostituibile di un organismo economico la cui natura si esprime
per tramite delle singole individualità, ma i cui effetti ricadono nel
campo del sociale. Ciò che dunque ha natura economica, caratterizza
anche realtà ideali di natura non economica quali ad esempio la solidarietà,
l¹eguaglianza o la conflittualità sociale. A questo punto possiamo del
tutto comprendere la profonda relazione tra economia ed educazione dell¹essere
umano. Le scuole si pongono al termine del ciclo economico, e la loro
funzione è dunque quella di far defluire capitali dal Processo economico,
consumandoli. Per questa ragione, al di là dei risvolti di carattere
economico che di necessità esse intrattengono, le scuole non possono
essere considerate enti di carattere economico - intendendo con questo
termine, enti generatori di costi e di ricavi ma bensì istituzioni
di consumo, la cui azione dovrebbe limitarsi ad esprimere in termini
economici un "bisogno" di risorse, a fronte del quale devono corrispondere
"per pura necessità economica" (non per pia compiacenza), capitali destinati
al consumo provenienti dal mondo economico produttivo. Queste considerazioni
ci aiutano ad identificare dei compiti ben precisi che l¹attuale situazione
di non-comprensione economica richiede di assolvere. Il primo consiste
nel risvegliare la coscienza del mondo economico alla reale necessità
economica di corrispondere ai bisogni degli enti operanti nella sfera
spirituale, comprendendo in questo le scuole ma più in generale enti
o individui che intendono operare entro gli ambiti educativi, artistici
o di ricerca. Il secondo, nell¹imparare noi stessi, pur in mezzo alla
sacrosanta difficoltà quotidiana del "far quadrare i conti", a considerare
diversamente la nostra realtà scolastica; e questo richiederà l¹impegno
di ciascuno - genitori, insegnanti e gestori nell¹evitare di porsi
di fronte alla scuola come controparte, identificando invece il proprio
ruolo e le proprie possibilità di azione all¹interno di essa senza prescindere
dalla comprensione delle modalità operative, o meglio delle viventi
qualità, proprie ad ogni organismo di natura sociale. Il terzo compito
sarà quello di identificare gli strumenti adatti ad aprire il canale
tra mondo economico ed istituzioni educative. Il compito sarà più arduo
laddove lo stato si appropria già di cospicue risorse ridistribuendole
con criteri ideologici anziché funzionali sebbene vi sono segnali
di maturazione di una certa sensibilità che è forse nella sola attesa
di essere guidata sulla giusta via. Approfondiremo alla prossima occasione
il giusto atteggiamento e gli effetti pratici a cui queste considerazioni
dovranno di necessità portare relativamente ad una serie di elementi
quali il significato economico del donare, la concezione del lavoro
retribuito, pagato o volontario, il concetto di retta scolastica ed
altro.
Nel
frattempo sono lieto di poter annunciare che in data 17 e 18 febbraio2001,
il Professor Budd terrà presso la scuola di Trecallo - Como un
seminario sul tema FINANZIARE LA LIBERA SCUOLA,
nel quale verranno approfondite molte delle tematiche qui solo accennate.
La partecipazione è aperta (e raccomandata) a tutti.
Marco
Giussani
Informazioni
ed iscrizioni presso
il Laboratorio di Economia della Scuola di Trecallo Como
tel. 031/627981 0348/2702010 - Marco Giussani
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