La
vita interiore dell'insegnante
di René Querido (1)
articolo
tratto dalla rivista Kairos

Ci si interroga spesso sulla differenza tra la pedagogia Waldorf e gli
altri tipi di pedagogia. La questione è vasta e si possono dare le seguenti
indicazioni: l'importanza del maestro di classe che accompagna la classe
per i primi otto anni della scuola e che vi insegna le principali materie
scientifiche e umanistiche; l'approccio "ad epoche" che fa sì che una
materia particolare costituisca per più settimane la base di ogni lezione
principale del mattino; l'ampio programma organizzato in funzione degli
stadi di sviluppo degli allievi; l'incoraggiamento delle attività artistiche
in quanto mezzo per rivelare le capacità dei bambini; l'aspirazione
a sviluppare il bambino nella sua totalità e a pervenire ad uno sviluppo
equilibrato "della mano, del cuore e della testa". Questo elenco non
mette l'accento sulla differenza essenziale.
Gli insegnanti Waldorf, grazie allo studio degli insegnamenti di base
dell'antroposofia - come sono stati dati da Rudolf Steiner (1861-1925)
-, riconoscono che il lavoro interiore, spirituale, è una fonte necessaria
di ispirazione per il lavoro svolto in classe. Prendiamo qualche esempio
per chiarire come l'attività interiore del cammino di meditazione possa
portare i suoi frutti nella vita quotidiana; si possono, per esempio,
scegliere parole e immagini (non necessariamente una poesia) per rafforzare
collettivamente il lavoro di insegnanti. In molte scuole Waldorf alcuni
insegnanti si riuniscono la mattina prima dell'arrivo dei bambini per
cantare e/o recitare una poesia. La poesia aiuta a creare l'atmosfera
della giornata, e permette di centrare gli scopi verso i quali noi tutti
tendiamo. Si utilizzano generalmente poesie che furono date da Rudolf
Steiner ai maestri della prima scuola Waldorf a Stoccarda.
"Abbiamo la volontà di lavorare Lasciando che si riversi nel nostro
lavoro Ciò che, provenendo dal mondo spirituale, Cerca di diventare
umano in noi, in un modo animicamente spirituale e corporalmente vivente".
Soffermiamoci un attimo su queste parole. Siamo noi che, come insegnanti,
cerchiamo di lavorare insieme in modo che lo spirito possa penetrare
in ciò che cerchiamo di fare con i bambini. Si può sicuramente
obiettare che siamo già "umani". Perché allora il bisogno "di
diventare umani"? In quanto esseri umani non siamo prodotti finiti.
Ogni persona porta individualmente in sé un enorme potenziale,
molto più grande di quello visibile in qualsiasi momento. Quando si
lavora con i bambini, è particolarmente importante portare l'aspetto
del divenire in ogni disposizione personale.
Come insegnanti, abbiamo bisogno di aiutare i bambini a divenire, ad
andare al di là di ciò che sono in qualsiasi momento particolare
del loro sviluppo. Assumendoci questo compito dobbiamo, in quanto insegnanti,
favorire l'unione delle due correnti: quella animico-spirituale (legata
all'individualità eterna di ogni persona, bambino e adulto) e quella
corporale-vivente (che rappresenta le forze terrestri, ereditarie di
cui siamo tutti una parte). Queste parole piene di forza sono capaci,
quando vengono meditate individualmente da un insegnante - e anche quando
sono recitate collettivamente all'inizio della giornata -, di trasformare
e nobilitare il nostro atteggiamento di educatori. Di fatto, un buon
insegnamento dipende in gran parte dal nostro atteggiamento di educatori.
Permettetemi di darvi un altro esempio che possiede ancor più il carattere
di una meditazione personale. Rudolf Steiner vi si è riferito come all'ABC
dell'insegnante. Si può esprimere brevemente tramite questi tre atteggiamenti
dello spirito: devozione, entusiasmo, senso di protezione. Che cosa
significa? La devozione si rivolge a ciò che il bambino porta come un
dono della propria personalità dalla sua vita prenatale. Nessun bambino
è una tabula rasa, ma porta con sé - secondo l'immagine di Wordsworth
- "nuvole di gloria". Questi doni e talenti si offrono come l'essenza
dell'individualità del bambino e chiedono di essere ricevuti con devozione
e riverenza. Noi, insegnanti e genitori, dovremmo mantenere presente
allo spirito che il bambino può essere molto più "avanzato" di noi.
Ed è veramente utile ricordare che non c'è bisogno di essere un genio
per insegnare ad un genio. Il nostro compito è permettere al bambino
di rivelarsi a se stesso - un compito che riflette il profondo significato
della parola pedagogia. Entusiasmo è una parola significativa. In italiano,
inglese e francese contiene "theo", che significa "Dio". La corrispondente
parola tedesca "Begeisterung" ha in sé "Geist", che significa "spirito".
Abbiamo bisogno di imparare a insegnare con entusiasmo. Tutto ciò che
facciamo con i bambini, nel corso degli anni, deve essere pieno di spirito
e di senso del divino. Viviamo in un'epoca di nichilismo spaventoso,
in cui i valori sono calpestati. Una assenza di visione del futuro e
dunque la disperazione si sono imposte a molti giovani un po' ovunque
sulla terra. Ma fondamentalmente ogni bambino, malgrado la difficoltà
delle circostanze, porta una qualità di pieno sole nella vita. Speranza
e vitalità sono i temi della prima infanzia. Ma troppo spesso nuvole
scure si ammassano e il giovane, pieno di disperazione, si trova di
fronte il precipizio del proprio essere e le oscure situazioni della
vita circostante. Tocca a noi, insegnanti - e genitori -, portare forze
di entusiasmo affinché il giovane possa percepire che la sua scintilla
innata d'idealismo è veramente qualcosa di reale che può essere accesa.
Qui si tratta di nuovo di una questione di atteggiamento. Questo dipende
dal nostro modo di insegnare. Quali facoltà emergono dalle discipline
come la storia e la geografia? Quali tesori nascosti possono essere
aperti dalla matematica e dalla musica? Questo si basa più sul come
che sul che cosa.. Un insegnante perseverante può ravvivare sempre più
la scintilla dell'entusiasmo nei suoi allievi e così dar loro l'impulso
per fare lo sforzo di applicarsi e di trovare forze per superare gli
ostacoli. "Molti problemi sociali che conosciamo attualmente potrebbero
essere risolti se genitori e insegnanti fossero capaci, nella loro ricerca
di valori, di proteggere i giovani attraverso una saggezza così acquisita".
Ma che cosa è dunque un senso di protezione?
I bambini hanno bisogno della protezione degli adulti nei diversi stadi
del loro sviluppo. Solo una forma fallace di educazione può auspicare
che si lasci condividere a un bambino di 6-7 anni i problemi della nostra
vita di adulti. Il giovane ha bisogno di essere attentamente protetto
fino al periodo dell'adolescenza quando il suo orizzonte può allargarsi
ed egli può cominciare a capire quel che succede. Tuttavia, anche alcuni
adolescenti non dovrebbero essere lasciati senza una protezione intelligente,
in accordo con la loro età. Tentazioni che tirano l'essere umano verso
il basso, più in basso della sua dignità, sono in agguato ad ogni svolta.
Il modo in cui i giovani se la cavano di fronte alla droga, all'alcool
e ad altre forme di permissivismo dipende molto dai genitori e dagli
insegnanti. In realtà, quel che essi chiedono è un adeguato orientamento.
Ci si può certo chiedere perché un insegnante Waldorf dovrebbe impegnarsi
a praticare la meditazione in maniera rigorosa, quotidiana e regolare.
Prima di tutto è per rispondere meglio ai bisogni degli alunni che gli
sono affidati. La meditazione aiuta ciascuno ad acquisire una più grande
penetrazione dei bisogni dei bambini, nei diversi stadi del loro sviluppo
e dell'adeguamento del programma. La meditazione è soprattutto un cammino
per diventare più tolleranti, più comprensivi e più perspicaci, in altre
parole: un insegnante migliore. Ma l'effetto non si fa sentire solo
in classe. L'insegnante Waldorf lavora intensamente anche con i suoi
colleghi e con i genitori e nell'ambito di una grande comunità. Grazie
alla meditazione sviluppa atteggiamenti che l'aiutano in tutti questi
rapporti. E sono sia l'insegnante sia la scuola a beneficiarne. I sei
esercizi di meditazione di base proposti da Rudolf Steiner possono rivelarsi
molto utili.
Se in una scuola tutti gli insegnanti li praticano, il lavoro scolastico
può risultarne enormemente rafforzato. Quanto agli esercizi, sono tutti
legati all'armonizzazione delle forze dell'anima, delle forze, cioè,
del pensiero, del sentimento e della volontà. Presentati in modo dettagliato
ne "L'iniziazione. Come acquisire conoscenze sui mondi superiori" e
ne "La
scienza occulta" (2) di Rudolf Steiner, sono i seguenti:
- Il primo esercizio consiste nel concentrarsi quotidianamente in un
lasso di tempo privilegiato su un oggetto semplice e banale, una matita
ad esempio, tenendo fuori tutti i pensieri che gli sono estranei. In
questo modo, si ottiene il controllo del pensiero e si dominano le associazioni
di pensiero, più o meno frutto del caso, e comuni a noi tutti.
- Il secondo esercizio consiste nel compiere un atto particolare ogni
giorno allo stesso momento. Chiarifica e rafforza la volontà, e controlla
la nostra tendenza ad essere dominati a caso dagli impulsi generati
da circostanze esterne.
- Il terzo esercizio mira al controllo delle proprie reazioni emozionali
di fronte agli avvenimenti esterni, sviluppando allo stesso tempo la
serenità interiore. Si tende ad uno stato mediano armonioso, privo di
eccitabilità da una parte, di freddezza o di indifferenza dall'altra.
Ci si lascia toccare meno dagli alti e bassi delle proprie emozioni.
- Il quarto esercizio mira a praticare la positività, trovando sempre
ciò che è buono e fruttuoso in qualunque situazione della vita. Si impara
a controllare la mania tutta moderna di criticare.
- Il quinto esercizio consiste nello sviluppare un atteggiamento aperto
e spregiudicato nei confronti degli esseri umani e del mondo intero.
Si impara a controllare pregiudizi e visione rigida delle cose.
- Il sesto esercizio chiede di armonizzare questi cinque atteggiamenti
perché diventino a poco a poco parte integrante della propria vita.
Secondo Rudolf Steiner, questi sei esercizi sono fondamentali per la
vita meditativa e dovrebbero precedere ogni altro lavoro interiore.
Dice anche che sono particolarmente adatti agli insegnanti per imparare
a lavorare armoniosamente insieme. Può rivelarsi difficile praticare
questi esercizi regolarmente e la loro pratica può dare risultati solo
lentamente. Non riducono nemmeno il tempo necessario all'insegnante
per preparare le sue lezioni. Ma possono aiutare ciascuno di noi ad
affrontare le sfide e gli ostacoli che presentano l'insegnamento e la
vita. E possono migliorare nell'insieme le nostre qualità di vita e
di lavoro.
In conclusione, vorrei citare i quattro principi che Rudolf Steiner,
nella sua conferenza del 6 settembre 1919, ha presentato ai primi dodici
maestri della prima scuola Waldorf a Stoccarda (4).
Concludevano un breve ma intenso periodo di formazione e parlavano dell'inizio
dell'insegnamento. Questi precetti possono anche essere considerati
come profonde massime di meditazione .
1 - L'insegnante dev'essere una persona di iniziativa in tutto quello
che intraprende di grande o di piccolo.
2- L'insegnante dovrebbe interessarsi a ciò che sono il mondo intero
e l'umanità.
3- Bisogna che l'insegnante non transiga, né nel suo cuore né nel suo
spirito, con ciò che è sbagliato.
4- Bisogna che l'insegnante non diventi mai atono, né coltivi l'amarezza,
ma che prediliga piuttosto un clima dell'anima fresco e sano. Oggi,
in tutte le parti del mondo, la pedagogia ha perso il senso dei veri
valori e la comprensione dei reali bisogni dei bambini.
Agli occhi di Rudolf Steiner il compito dell'insegnante Waldorf è quello
di contribuire alla guarigione della vita educativa moderna. Questi
quattro precetti, del tutto validi anche oggi come lo erano quasi 80
anni fa, indicano l'ideale elevato al quale l'insegnante Waldorf deve
tendere perché questo compito possa essere realizzato.
Note:
(1) - Pubblicato su Tournant n° 20, luglio 1993.
(2) - "L'iniziazione",
Editrice Antroposofica Milano, 1995;
"La
Scienza Occulta", Editrice Antroposofica Milano, 1992.
(3) "Arte dell'Educazione", vol. II, "Didattica", Editrice Antroposofica
Milano.
René Querido è una figura internazionale
della pedagogia Waldorf e del movimento antroposofico. Nato in Olanda,
ma con sangue portoghese e cittadinanza britannica, ha studiato in Francia
e a Londra, dove ha conseguito all'Imperial College una laurea in Scienze.
A 23 anni è diventato insegnante di Francese alla più antica scuola
Waldorf d'Inghilterra, la Michaël Halle. Da allora, per oltre 44 anni,
Querido si è occupato della pedagogia Waldorf come insegnante, formatore
di insegnanti, autore e conferenziere.
E' stato uno dei fondatori del Collegio Rudolf Steiner a Sacramento,
California, di cui è stato direttore per 14 anni.
E' attualmente Segretario Generale della Società Antroposofica in America.
Le sue numerose pubblicazioni comprendono "Creativity in education";
"The mistery of the Holy Grail: a Path of Modern Initiation"; "The Golden
Age of Chartres"; "Teachings of the mysteries and the eternal Feminin
".
Articolo tratto dalla rivista Kairos