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La costruzione del Goetheanum attirò sul
movimento antroposofico l'attenzione di un pubblico
sempre maggiore. Entravano ora a far parte del
movimento personalità che non volevano
soltanto avere qualcosa per sé, ma volevano
dare. Erano disposte ad offrire le loro
capacità professionali, le loro particolari
specializzazioni, in breve tutta la loro energia
lavorativa.
Non era Rudolf Steiner ad «assegnare»
compiti. I soci venivano a chiedergli consigli ed
egli li aiutava con tutte le sue forze. Ma erano
loro a dover prendere tutte le decisioni. Soltanto
così l'antroposofia poté diventare un
grande impulso senza invadere il campo della
volontà altrui. Nacquero così i
movimenti affiliati, le cosiddette
«figlie» dell'antroposofia.
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(...)
L'attività svolta da Rudolf Steiner nel campo della
medicina rese possibile il sorgere di attività
professionali del tutto nuove: I'euritmia
e la pedagogia curative.
L'euritmia
curativa
come mezzo terapeutico fu proposta da Steiner stesso nel
1921, durante un suo corso per medici.
Questa terapia mediante il movimento ha le stesse basi
dell'euritmia artistica. La sua applicazione richiede la
sorveglianza di un medico e una speciale istruzione.
L'euritmia
curativa si basa sugli elementi del linguaggio: le vocali e
le consonanti; si collega quindi con la fisiologia della
parola ed investe l'essere umano intero, perché
l'intero organismo partecipa alla pronuncia accentuata dei
suoni del linguaggio che accompagna, per cosi dire, con la
propria risonanza.
Quando si ha
un irregolare funzionamento o delle anomalie, I'euritmia
curativa può agire sulle varie parti dell'organismo
per mezzo dell'esecuzione euritmico terapeutica delle vocali
e delle consonanti.
Nel
trattamento di disordini derivanti dal metabolismo e nella
correzione di parecchi difetti di posizione frequenti nei
bambini, I'euritmia curativa si è mostrata, col
volger del tempo, di particolare efficacia.
I primi
consigli concernenti una pedagogia
curativa,
secondo la scienza dello spirito, furono dati da Rudolf
Steiner nella primavera del 1924, quando tre giovani
studenti che avevano avuto a che fare con dei bambini
anormali, si rivolsero a lui. Per suo consiglio, quei tre
giovani fondarono allora l'lstituto di Pedagogia Curativa di
Lauenstein presso Jena. Quasi nel medesimo tempo furono
condotti alla dottoressa Wegman nella clinica di Arlesheim
alcuni ragazzi «bisognosi» come diceva Steiner
«di cure animiche». Ben presto, nei pressi del
Goetheanum, fu creato un istituto di pedagogia curativa: il
«Sonnenhof».
Nel giugno
1924 Rudolf Steiner tenne il suo «Corso
di pedagogia curativa»
per coloro a cui questa nuova attività stava molto a
cuore.
L'idea
fondamentale di questa pedagogia concepita da Steiner
è che lo spirito dell'uomo non può essere
soggetto a malattie, ma può essere impedito nel suo
sviluppo, durante la sua esistenza terrena, da un corpo
fisico insufficiente.
Tale
insufficienza costituisce non un danno irreparabile per la
vita del fanciullo, bensì uno stimolo ad un compito
particolare assegnatogli dal destino: un compito che
potrà essere svolto soltanto con l'amorevole aiuto di
coloro che lo circondano. L'idea di una vita mancata, di una
vita senza valore, non viene concepita neanche lontanamente.
Le cure
segnalate da Rudolf Steiner per questi casi non escludono
dei medicamenti, anzi li comportano, ma ciò che
principalmente occorre è una assistenza speciale.
Essa deve essere nel medesimo tempo artistica e religiosa, a
base di musica, di pittura, di modellamento, di euritmia;
soprattutto di euritmia curativa. Rudolf Steiner ripete
spesso che il più lieve miglioramento può
avere grandissima importanza per lo sviluppo
dell'individualità di quei fanciulli. Da allora la
pedagogia curativa ha trovato in parecchi paesi uomini e
donne capaci che, in più di cento istituti e villaggi
specializzati, danno a migliaia di fanciulli anormali nuove
possibilità di sviluppo.
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