Descrizione: Qui si narra della bella Rosaspina, dell’anima umana che si trova al passaggio dal mondo paradisiaco dell’infanzia dell’evoluzione umana, a quel mondo di coscienza terrena e di sonno, simile alla morte, che è l’immergersi nella fisicità materiale. Si narra di un mondo magico, dorato ma incosciente, e di un mondo terrigno che, grazie alle forze del filare autonomamente i pensieri, ci rende liberi e capaci di riconquistare con le nostre forze individuali il mondo dei re e delle regine. Nelle immagini di questa fiaba si parla anche dell’edificazione del corpo umano tramite le dodici forze primigenie dello Zodiaco celeste, si parla della dodecuplice capacità di percezione dell’essere umano incarnato, cioè dei suoi dodici sensi (e non dei soli cinque sensi che conosciamo), e si parla del principe, dell’Io libero, del centro unitario e sorgivo dello spirito che tutto abbraccia e tutto porta a resurrezione. Si parla di ciò che l’adulto deve sapere circa i significati più profondi delle immagini delle fiabe, in modo da poter essere il tramite veritiero fra il Cielo, la Terra e il bambino. |