La frittella - Racconto russo

La seguente fiaba è un racconto russo, edito sul giornalino della scuola Waldorf di Sagrado.
Dedichiamo la fiaba alla scuola che ci ha gentilmente concesso la sua pubblicazione.
articolo di:

Autori vari

C’era una volta un vecchio, che viveva con sua moglie.

Disse il vecchio: "Vai, o moglie,nello stanzino della farina e prova a raschiare in casse e cassoni, forse c’è farina a sufficienza per una frittella".

La vecchia prese una piuma d’oca e raschiò le casse, spazzò i cassoni e , guarda, tornò con le mani colme di farina.

Allora prese la farina, la mischiò alla panna,e fece una pasta, preparò una frittella, la mise a rosolare nel lardo, e poi a raffreddare in finestra.

Per un po’ la frittella se ne stette buona buona , ma ad un tratto cominciò a rotolare, a rotolare: dalla finestra sulla panca, dalla panca sul pavimento, lungo il pavimento fino alla porta. Saltò oltre la soglia e arrivò sul pianerottolo, dal pianerottolo sulle scale, giù per le scale fino al cortile, dal cortile oltre il cancello, in libertà. E poi lontano sempre più lontano...



La frittella continuava a rotolare per le strade e incontrò un leprotto: "Frittella, frittella, io ti mangio!"

"Leprotto, non mangiarmi, ti canterò una canzoncina:

Son frittella prelibata

Dalla cassa raschiata,

dal cassone spazzata,

con la panna impastata,

nel lardo rosolata,

a raffreddare lasciata,

al nonno sfuggita,

alla nonna sfuggita

e da te leprotto, in fretta me la svigno!"

Il leprotto non ebbe neanche il tempo di accorgersi, che la frittella era già rotolata via.



La frittella continuò a rotolare, a rotolare e incontrò un lupo.

"Frittella, frittella, io ti mangio!"

"Non mangiarmi, non mangiarmi pelo grigio, anche a te canterò una canzoncina:

Son frittella prelibata

Dalla cassa raschiata,

dal cassone spazzata,

con la panna impastata,

nel lardo rosolata,

a raffreddare lasciata,

al nonno son sfuggita,

alla nonna son sfuggita

al leprotto son sfuggita

e da te lupo, in fretta me la svigno!"

 Il lupo non ebbe neanche il tempo di accorgersi, che la frittella era già rotolata via.

 

La frittella continuò a rotolare, a rotolare, e incontrò un orso:

 "Frittella, frittella, io ti mangio!"

 "Cosa vorresti fare tu, gambe storte, mangiarmi?

Ma io son frittella prelibata

dalla cassa raschiata,

dal cassone spazzata,

con la panna impastata,

nel lardo rosolata,

a raffreddare lasciata,

al nonno son sfuggita,

alla nonna son sfuggita

al leprotto son sfuggita,

al lupo son sfuggita

e da te orso, in fretta me la svigno!"

 L’orso non ebbe neanche il tempo di accorgersi, che la frittella era già rotolata via.

 

La frittella continuò a rotolare, a rotolare, e incontrò la volpe.

"Frittella frittella, ma dove vai?"

"Io rotolo, così come mi pare, lungo il sentiero"

"Frittella , frittella, cantami una canzoncina."

E già la frittella aveva cominciato la sua canzone:

“Son frittella prelibata

Dalla cassa raschiata,

dal cassone spazzata,

con la panna impastata,

nel lardo rosolata,

a raffreddare lasciata,

al nonno sfuggita,

alla nonna sfuggita

al leprotto son sfuggita,

al lupo son sfuggita,

all’orso son sfuggita,

a da te volpe non mi sarà difficile svignarmela!!"

 

Ma la volpe disse:

"Oh, è proprio una bella canzoncina, peccato che io senta così poco!

Frittellina, frittellona, siediti sul mio muso e cantamela un’altra volta, solo un po’ più forte".

E la frittella saltò sul muso della volpe e cominciò a cantare, un po’ più ad alta voce.

 

 

E la volpe disse ancora:

"Frittellina, frittellina, ma siediti sulla mia linguetta e cantami un’ultima volta la tua canzoncina."

La frittella saltò sulla lingua della volpe e la volpe: ahmmmm... in un boccone se la inghiottì.

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