Progetto Rudolf Steiner.it
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Avvicinarsi al fenomeno del denaro in modo scientifico è tanto difficile, sia perché ne siamo troppo coinvolti, sia perché ci sfuggono i canali finanziari nei quali il denaro scompare nell' ignoto. Perché il denaro è diventato più ambito di ogni altra merce? Come mai lo consideriamo invariabile nel tempo, mentre nella realtà quotidiana notiamo che i prezzi di tante merci aumentano senza ragione e per cause incomprensibili? Se una merce l'anno scorso costava di meno e oggi costa di più, cos'è cambiato? La merce o il valore del denaro? Rispondere in modo scientifico a queste domande è troppo difficile, o forse impossibile. Se fosse un problema della scienza naturale, si potrebbe usare un esperimento in laboratorio, nel quale il ricercatore è separato dal processo in esame. Mantenere un'oggettività nell'esame del denaro è difficilissimo. Perché è un problema che coinvolge quasi tutti: per chi ne ha poco è un problema grave, per chi ne ha tanto il problema di non perderlo è altrettanto complesso. La maggioranza è alle prese con il tentativo di fare economia e di trovare un equilibrio tra bisogni primari, secondari e culturali da un lato, e denaro disponibile per soddisfare questi bisogni dall'altro. Quasi nessuno può permettersi oggi di non riflettere sul come fare economie che siano imposte dal proprio bilancio personale. Esaminare il denaro alla luce della concezione antroposofica del mondo è un'impresa difficile e anche scomoda. L'antroposofia è un "edificio" di pensieri come tante altre concezioni; la differenza con tutte le altre concezioni non risulta dall'edificio pensato. La differenza si nota piuttosto quando i pensieri antroposofici s'incontrano con la vita, perché superano subito il carattere pensante, grazie al modo di essere. I pensieri viventi non sono come quelli morti; quelli viventi si individualizzano al contatto col cuore, nell'esperienza, mentre il pensiero morto si comporta nell'esperienza di vita in modo pesante, opprimente..... Vuol dire che il denaro ha un poco il carattere di qualcosa di vivente, come l'acqua che scorre? Potrebbe essere vero e di conseguenza capovolgere una scala di valori? Il denaro potrebbe "invecchiare" come l'acqua morta in una cisterna chiusa da anni senza movimento? La merce denaro è un concetto astratto o trova una corrispondenza sui mercati finanziari? E se il denaro è una merce, perché non deve seguire il destino di tutte le altre merci? Domanda scomoda che attende una risposta chiara e spregiudicata. Non verrà dal mondo economico-finanziario classico, legato a visioni tradizionali e reazionarie da un lato e condizionato dal materialismo storico dall'altro lato. Un antico proverbio romano ci ricorda che già allora il denaro era una "regina" che dominava sul mondo: "Pecunia in toto regina imperat mundo." Le monete di bronzo, argento e oro erano uno strumento di potere in mano agli imperatori. Il valore era stabile e garantito dal metallo prezioso! I mercati esistevano già prima che fossero inventato le monete. Gli scambi avvenivano in natura, quando erano ancora modesti. Lo strumento di scambio poteva essere qualsiasi merce, perché durevole e facile da custodire. Era indifferente di quali cose fosse costituita. Bastava che fosse di valore abbastanza stabile e meno deperibile delle altre merci. Così i mercanti iniziarono ad accumulare ricchezze in denaro sotto forma di monete d'argento e d'oro. L'invenzione del denaro ha trasformato i mercati in sorgenti di capitali; contemporaneamente il mercato si è creato un nemico temuto. I furbi mercanti che hanno saputo accumulare capitali potevano anche condizionare il mercato e rompere l'equilibrio tra offerta e domanda. Tale pericolo fu visto dall'anarchico francese P.J.Proudhon , che affermava: "Il denaro non è la chiave, ma il lucchetto del mercato" . Da questa affermazione impariamo che il mercato è nato prima del denaro, e che oggi il Capitalismo è un pericolo grave per tutti i mercati. Nell'antichità si scambiavano merci contro altre merci, prodotti della natura contro altri prodotti della natura. Con la crescita degli scambi dei mercati, le monete non bastavano più e si dovette inventare il denaro di carta. Poi, anche il denaro stampato sulla carta e garantito dalle banche non bastava più, e si è passati al denaro sui conti correnti bancari. Oggi il denaro circola sui mercati finanziari in forma elettronica, non è più a contatto con prodotti della natura, si è emancipato. Quale promotore finanziario riesce a spiegare ai clienti le vie che prende il denaro oggi? Parlando oggi di prodotti finanziari, si vede che sono diventati una merce! Le banche vendono oggi una merce, appunto il denaro, a coloro che vanno in "rosso" sul conto corrente e chiedono interessi in cambio di questo servizio. Il prezzo di una merce viene trattato in base al valore di un'altra merce, appunto il denaro. Il prezzo di una merce è sano quando lo scambio sul mercato avviene sulla base della reciprocità. Mi chiedo ora, perché in questo scambio di mercato il denaro gode di un privilegio, anzi di due privilegi rispetto a tutte le altre merci? Chiamerei i due privilegi del denaro delle trappole. E nel corso di queste considerazioni cercherò di fare luce su queste "trappole del denaro" . Perché una persona preferisce tenersi il denaro in tasca se non ha bisogno della merce? Perché la merce invecchia, deperisce nel tempo, mentre il denaro rimane forse stabile ed eterno? Se ciò fosse vero, tutti preferirebbero tenersi il denaro, accumularlo al sicuro con interessi che lo tutelano dall'inflazione. Ma la realtà dei processi valutari ed economici dei nostri tempi dà per certo che ogni merce invecchia nel tempo. E perché il denaro non dovrebbe seguire il medesimo destino di invecchiare come ogni altra merce? Magari in modo più lento, meglio se controllato e pilotato. Guidare un processo di invecchiamento è comunque preferibile che subire degli scandali come la Enron, Parmalat, i Bond argentini e così via! Le cause di questi scandali saranno anche le più diverse, con le irresponsabilità di imprenditori e banchieri senza morale, ma il loro gioco è possibile, a mio avviso, proprio perché il denaro è oggi viziato da due "tabù o monopoli", che chiamo le "trappole del denaro." Il capitalismo è un fenomeno che va tenuto separato sia dai mercati, sia dall'economia globale. Regge grazie a una regola convenzionale degli interessi sul capitale, anzi interessi sugli interessi, in tedesco Zins und Zinseszins! Per illustrare il carattere di monopolio di questa regola degli interessi vorrei ricordare una figura storica di Venezia: il doge Dandolo , nato nel 1108, seppe sfruttare lo spirito dei crociati, affittando ai credenti francesi e tedeschi le galere. Era l'unico ai tempi che lo poteva fare! Durante poi una tappa a scopo commerciale a Costantinopoli, fu accecato dai Bizantini, ma seppe comunque mantenere la sua carica di doge. Aveva un senso per gli affari che non era ancora diffuso allora. Come avvenne questa anticipazione dello spirito capitalistico? I crociati volevano unire la loro forte fede con i luoghi santi del mistero del Golgotha e per questo raccoglievano le reliquie. - I Veneziani al seguito di Dandolo percepirono questo bisogno e raccoglievano anche loro le reliquie , ma non per adorarle, bensì per venderle poi ai crociati. In questo modo fecero salire il prezzo delle reliquie, trattandole come un capitale! Nella conferenza del 16.7.1918 "Le necessità della coscienza per il presente e l'avvenire" Rudolf Steiner descrive che i Veneziani trattavano le reliquie come titoli in borsa. Iniziò così con tanto anticipo l'era capitalistica, e Dandolo era una incarnazione di questo spirito, che l'antroposofia chiama arimanico. Il commercio era scambio e, ai tempi fiorenti di Venezia, si trattavano anche schiavi. I galeotti avevano il dovere di salutare il generale o il capitano che saliva a bordo con voci abbaianti come i cani. Non stupisce che Venezia vendette a quei tempi ad Alessandria in Egitto una merce del tutto particolare, in cambio di merci orientali: 1'000 uomini! Furono venduti mille uomini come merce all'Oriente! Se i Veneziani avevano inventato il capitalismo, trattando reliquie e uomini come merce in borsa, cosa avviene oggi sotto le leggi del capitalismo? Dirigenti delle multinazionali decidono di chiudere un'azienda in un paese, perché i costi sono troppo elevati, trasferendola in un paese senza ancora servizi sociali. Da un giorno all'altro, 1'000 persone dipendenti si trovano senza lavoro sulla strada; non come schiavi, ma come disoccupati, a cui deve pensare lo Stato. Le scelte di Dandolo e dei manager seguono le medesime direttive del capitalismo: il guadagno ai Veneziani e gli utili agli azionisti! Lo spirito antisociale è sempre quello! Con lo spirito capitalistico il denaro si è staccato sia dalla produzione di merci, sia dai prodotti della natura. Vive accanto, al di fuori del mondo del lavoro con una dinamica che assegna a tutto un prezzo. E, operando così, mina la base democratica della società, che vuole trasformare in un unico mercato globale. Quando il denaro abbandona le merci e i prodotti frutti del lavoro umano, finisce su un terreno ghiacciato dove crea danni. Da un lato quando incontra la natura ancora incontaminata, le risorse materie prime, non ancora lavorate né toccate dall'uomo, e crede di darle un prezzo. Il mare, le montagne, il suolo, li troviamo quando nasciamo e lo lasciamo agli altri quando moriremo. Sono doni della natura che non hanno prezzo, non possono essere ridotti a merce di mercato! Dall'altro lato ci sono sfere oltre la vita economica normale, come il mondo delle idee, che sono di patrimonio comune. Anche i brevetti di idee, i diritti d'autore, dopo un certo periodo di anni, scadono e passano alla collettività. Se il denaro s'appropria anche del diritto oltre questi due confini, si aliena, crea strutture di potere da un lato e guadagni virtuali ambiziosi dall'altro lato. Vedi fig. 1 A chi spetta mettere un argine al potere del denaro? Finora i Governi con i loro parlamenti non sono riusciti a limitare il potere del denaro di valore legale. Rudolf Steiner aveva anticipato questa incapacità governativa e assegnava l'organizzazione del denaro alla sfera economica e non a quella giuridica. Leggiamo nel terzo capitolo del suo libro "I punti essenziali della questione sociale", pubblicato dall'editore Bocca nel 1920 quanto segue: "..... non sarà più l'amministrazione statale che dovrà riconoscere il denaro come mezzo legale di pagamento, ma questo riconoscimento dovrà fondarsi su misure emanate dai corpi amministrativi dell'organizzazione economica, perché in un sano organismo sociale il denaro non può essere altro che un assegno su merce prodotte da altri....." La conferma di questa affermazione viene oggi dal fenomeno delle tante valute locali o complementari , che nascono nella sfera economica da associazioni di imprese. E' una questione da discutere e trattare sul mercato, nelle associazioni, nelle cooperative e non nel parlamento! Come mai le nuove piccole valute complementari o locali favoriscono di più un'economia sostenibile e invece quelle tradizionali permettono non solo l'economia locale, ma anche quello globale e speculativa? Tutte le indagini fatte sull' effetto sociale delle valute locali confermano che queste rinforzano la comunità nella quale circolano e sono accettate. Questo è molto interessante da un doppio punto di vista. Quando la produzione di merci e prodotti agricoli-alimentari è coordinata dai bisogni primari ed equi, il mezzo di pagamento è indifferente. Le associazioni di produttori e consumatori si collegano e concordano fra loro prezzi e produzione. Un capitale estraneo non potrà capovolgere i prezzi concordati al mercato. Non potrà introdursi da lontano e rompere l'equilibrio del mercato locale. Ogni mercato vive sulla reciprocità tra venditore e compratore e ha bisogno di alcune regole minime. Una concorrenza equilibrata tra venditori e acquirenti garantisce prezzi equi. Un 'capitalista' estraneo non può intromettersi da fuori se non vuole mettere "un lucchetto" al mercato e capovolgere tutto. Un mercato perde di salute e diventa malato quando gli acquirenti godono di servizi sociali del primo mondo e i venditori sono senza servizi come nei paesi del terzo mondo . Che mercato è? Lo standard di vita tra acquirenti e venditori deve essere equilibrato e non separato da secoli di evoluzione avanzata da noi e rimasta diversa nei paesi in via ancora di sviluppo! Il commercio "EQUO E SOLIDALE" vuole abbattere questo abisso tra gli acquirenti del primo mondo e quelli del terzo, e creare ponti di solidarietà ed economia umana, guardando non solo al prezzo dei prodotti, ma anche alle condizioni sociali dei lavoratori nel terzo mondo. Non solo la concorrenza tra prezzi, ma anche altri fattori della vita vanno discussi al mercato. Un' economia basata solo sulla concorrenza spietata tra prezzi al ribasso non può creare salute né da noi, né nei paesi produttori. Interessante è notare che Rudolf Steiner vedeva già nel 1922 come si legge nel suo ciclo di conferenze ai giovani economisti nel ciclo "I capisaldi dell'economia" questo pericolo, che descrive come segue il 6 agosto 1.922, pag. 194: "I concetti economici non si dovrebbero far cominciare solo dalla concorrenza fra compratori e venditori; infatti il problema di principio esiste appunto nell'esistenza di una esagerata concorrenza dei venditori o anche dei compratori." Una concorrenza è sana quando nel suo grembo vive un equilibrio: si paragonano le condizioni socio-economiche dei lavoratori-produttori con quelle dei consumatori. Se tra i due esiste un abisso dovuto a storie e secoli e culture diverse, il semplice prezzo non può essere uno specchio equo per il commercio internazionale. Il capitalismo moderno, nella forma delle multinazionali, sfrutta invece queste differenze, chiude le fabbriche da noi in occidente e le apre in Cina, India e in tutti gli altri paesi del terzo mondo, dove la mano d'opera "costa" almeno dieci volte di meno. - Chi ha mai esaminato quanti prodotti di un supermercato provengono dalla Cina, India o altro paese asiatico, guardando l'etichetta "made in China" ecc.? Sarebbe corretto fare etichette con la scritta: "made without social services" ovvero: prodotto in un paese senza servizi sociali! Il "made in Italy" vuol dire "con diritto di accesso ad un Ospedale", mentre il "made in Cina" questo diritto non lo concede. E' una profonda differenza che il prezzo nasconde! Ci troviamo in questa condizione perché siamo ancora prigionieri di un pensare razionale, distaccato dall'anima e dalla coscienza. L'anima razionale si è creata una trappola, abbracciando sì i tre ideali della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza. Ma pensarli astrattamente non basta, applicarli in famiglia o con gli amici è difficile, estenderli alla società civile è quasi impossibile! Eppure questi tre concetti, nati in modo rivoluzionario, trovano una reale corrispondenza nella base costitutiva dell'essere umano. Le tre qualità animiche di pensare, sentire e volere sono patrimonio di ogni bambino e possono fiorire in modo equilibrato durante un'evoluzione sana ed equilibrata. Come ricomporre l'unità quando per comprenderli bisogna separare le parti costitutive dell'essere umano? Serve appunto un pensare sinstetico e vivente che vede il tutto, l'insieme delle cose, e non un pensare analitico e morto. Vedi fig. 2 Ora avviene nella vita quotidiana che il denaro assimila le "qualità" della persona che lo ha in tasca; essa spende il denaro pensando, o solo perché piace un prodotto e perché vuole essere come il vicino? Nella realtà quotidiana avviene che le tre qualità animiche si mescolano, e così avviene anche per il denaro. Per la pura comprensione, si possono distinguere tre modi di spendere il denaro: prendere coscienza e donare, acquisire fiducia e prestare, e infine avvertire un bisogno primario e pagare. E' nella libertà del proprietario usare una merce come vuole e desidera; è lo stesso per il denaro, che cambia qualità a secondo del grado evolutivo del proprietario. Dimmi come spendi il tuo denaro e ti dirò chi sei! Denaro, la merce più desiderata? Consideriamo il lavoro che serve per costruire un prodotto: una volta che quest'ultimo è terminato e venduto, il produttore ha in tasca il denaro, il consumatore il prodotto. Dopo ca. vent' anni il consumatore si vede in mano il prodotto vecchio, consumato, obsoleto, da rottamare, mentre il produttore con il denaro investito in modo buono o spregiudicato, si vede raddoppiato il capitale. Dove rimane l'equità? Dove troviamo il criterio di reciprocità che vigeva all'atto della vendita-acquisto sul mercato? P r e z z o = m e r c e Vediamo che l'invecchiamento di ogni merce trova uno specchio nell'inflazione del denaro, senza che ci sia una relazione matematica. Notiamo soltanto che i prezzi salgono per ogni merce o servizio. Come l'inflazione è lo spettro per ogni governatore della Banca d'Italia che emette denaro, così è tabù la domanda se il chiedere interessi sul denaro sia una legge naturale o una legge divina? Dov'è giustificato chiedere interessi? Il senso di queste parole vuol dire ammettere gli interessi per i fondi pensione ma non per i fondi speculativi? Quale risparmiatore chiede oggi alla propria banca o al promotore finanziario personale come e dove vengono investiti i propri capitali risparmiati? Non è arrivato il momento di fare domande più precise? Distinguere un investimento solidale da un investimento tradizionale o speculativo anonimo? Oppure chiedersi se non è arrivato il momento di valutare un investimento in cultura, trasformando il proprio denaro in dono? Far morire il denaro di prestito per sé e lasciarlo rinascere in altri, che hanno nuova forza lavoro, idee nuove e talenti? - Diamo uno sguardo alla storia per capire dove e quando chiedere interessi era lecito e accettato: Tommaso d'Aquino , vissuto dal 1.224 al 1.274, riteneva gli interessi un peccato. Il secondo concilio lateranense del 1.139 stabiliva per chi moriva avendo chiesto interessi di negargli un funenrale cristiano. Martin Lutero (1.483-1.546) vedeva nell'abitudine di chiedere interessi la disgrazia per la nazione tedesca. Anche la facoltà teologica di Parigi considerava ancora nel 1670 gli interessi un reato sia contro la legge naturale, sia contro la regola divina, che anche il re deve rispettare! La regola o legge di chiedere interessi sugli interessi è oggi il cardine indiscusso del sistema monetario moderno. In altre parole, permette l'accumulo di denaro a chi ne possiede già e fa aumentare il numero di coloro che non ne hanno. E' un fiume continuo che allarga il solco tra i pochi ricchi e i sempre più numerosi poveri del mondo. A pochi passa per la mente che questa tendenza di accumulo è una mina vagante per le democrazie. I paesi del terzo mondo, tanto indebitati verso quelli del primo mondo, non riescono più a pagare gli interessi sui crediti ricevuti; devono contrarre nuovi crediti per mantenere quelli vecchi. Denaro diventa potere di usare a piacere il lavoro dei sempre più poveri del mondo! E' una dinamica perversa del sistema monetario che corrompe l'economia di paesi interi, il nostro compreso. Sorge la domanda "come fare economia in modo sano?" Nella conferenza del 24 luglio 1922 Rudolf Steiner spiega la differenza tra il modo di fare economia in occidente (Inghilterra) e Germania, situata nella Mittelleuropa. Era il corso per studenti di scienze economiche, pubblicato con il titolo " I capisaldi dell'economia ". Era il periodo caotico del dopoguerra, quando la svalutazione selvaggia della Reichsmark ha travolto intere popolazioni . L'inflazione galoppante in Germania di quegli anni non è stata la sola nel secolo scorso; popolazioni di paesi sudamericani l'hanno vissuti anche recentemente! Ma guardiamo come l'Inghilterra abbia potuto accumulare grandi capitali commerciali nel passato: alle spalle aveva le colonie, come l'India e altri paesi poveri e vergini. La Germania era invece un paese prevalentemente agricolo, l'industrializzazione è venuta più tardi. L'economia moderna è nata in questi due paesi in modo diverso: in Gran Bretagna con l'esperienza delle colonie, in Germania con quella agricola e dell'artigianato. Questa radice storica diversa ha creato l'opposizione tra economia occidentale e quella mitteleuropea: gli economisti non sono riuscisti però a trovare una mediazione tra questi metodi diversi di fare economia. La prima guerra mondiale ha travolto paesi, popoli ed economie e valute. Il denaro perdeva valore di mese in mese, di giorno in giorno. Non avendo riconosciuto le radici del contrasto economico, è nato il successivo contrasto: quello della concorrenza. "Made in Germany" contro il "Made in England". I contrasti sono uno stimolo all'evoluzione, quando sono vissuti come un gioco nel reciproco rispetto. Oggi il contrasto si accentua tra il "Made in EU" e il "Made in China". I marchi di protezione CE servono poco a nulla, in quanto i cinesi marchiano i loro prodotti pure CE: Cina Export! Alla base di questi contrasti c'è sempre l'uomo, che vive in una unilateralità del suo essere. Nella società esistono contrasti naturali dati dal fatto che siamo tutti individui che vivono nel medesimo tempo, ma con scale di priorità differenti. Un giudice guarda però le persone con criterio di uguaglianza, perché la legge è uguale per tutti. Un maestro, professore o insegnante artistico, guarda ai suoi allievi con intenzioni diverse: cerca di scoprire in ognuno capacità e talenti diversi, appunto individuali. E l'imprenditore e/o dirigente, che per capacità, impegno e talenti propri riesce a guadagnare di più di un impiegato o artigiano, avrà un'altra responsabilità nell'usare quel denaro che ha guadagnato di più degli altri. E' lui che deve scegliere e dare al suo denaro qualità e funzioni diverse. Come la triarticolazione della società ha la sua radice nella triarticolazione dell'essere umano, così anche la triarticolazione del denaro rispecchia le tre qualità animiche del pensare, sentire e volere . In fondo cos'è il denaro? Dove nasce il denaro? Come si acquista denaro? Dove e come muore il denaro? Che il denaro sia una merce particolare l'aveva scoperto anche Silvio Gesell, vissuto dal 1862 al 1930. Affermava che il punto debole nella bilancia tra merce e il suo prezzo è lo strapotere del denaro: il denaro frutta interessi, mentre la merce si consuma e invecchia. La necessità di una merce di scambio che tutti accettano nel mercato è un bisogno per il processo economico in corso. Ogni merce è sempre frutto di un lavoro, composto di volontà e attività intelligente unita all'esperienza. Come l'essere umano non è una merce, così non lo è neanche il lavoro umano; lavoro nasce dall'unione di tre qualità animiche: volere, sentire e pensare! Quando queste sono in armonia tra loro, il prodotto del lavoro risulta buono. Fig.3 Volontà, sentimento creativo e pensiero vivente compongono in mille modi la forza umana del lavoro. Da queste attività nascono i prodotti e le merci più diverse: queste hanno un prezzo in quanto sono merci, non il lavoro che le ha create! Il denaro misura quindi il prodotto, non la forza lavoro che lo ha creato. Il denaro valuta quindi la merce, indicando un giusto prezzo al consumatore. Nel commercio equo e solidale si cerca di introdurre un aspetto fondamentale: non si guarda soltanto alla qualità del prodotto, ma si chiede in quali condizioni di lavoro fu lavorato. Riuscirà a vivere dignitosamente con il prezzo pagato colui che è l'ultimo nella catena lavorativa? O è un bambino senza nessun diritto sociale, sfruttato da altri? Si vuole quindi portare consapevolezza nel processo di acquisto e vendita. In termini antroposofici questo vuol dire 'accendere' l'anima cosciente in economia . Il denaro nel commercio equo e solidale non è più solo strumento d'acquisto, ma si trasforma in denaro vivente che favorisce processi sociali e quindi solidali. Il denaro è neutro in se, ma nasconde due possibilità che vanno agli estremi a secondo del grado di coscienza del proprietario: Denaro (la merce di scambio) Una gran parte di denaro si è staccato oggi dalla produzione di merce e servizi; gira sui conti bancari una vita autonoma, distaccata dalla realtà economica di qualsiasi paese. Il monopolio degli interessi sui capitali estranei alla produzione di merci ha creato questo abisso tra ricchi e poveri. La "trappola degli interessi" fa confluire denaro continuo sui capitali, mentre allo stesso tempo aumenta il numero delle persone senza più nessun denaro. I paesi poveri nel terzo mondo non riusciranno più a pagare i loro debiti verso le banche del primo mondo, anzi, devono contrarre nuovi crediti per pagare interessi su quelli vecchi. Il pensare economico che ha creato questa condizione di dipendenza non riuscirà più a risolverlo. Il padre missionario Zanotelli, che ha vissuto anni ai margini tra la ricca Nairobi e la discarica di quella città, ci racconta che i poveri non ci lasceranno più dormire. Il denaro senza nessuna regola è come un cavallo impazzito per "egoismo". Per domarlo, ci vuole qualche regola, pazienza di addestramento e un poco d' altruismo. Se paragoniamo il denaro all'acqua possiamo osservare che porta e favorisce la vita quando è in movimento ritmico. Ma ci sono due estremi, oltre i quali l'acqua uccide la vita: a 100° bolle e il vapore sterilizza e uccide microbi e altro; nel medesimo stato di aggregazione surriscaldato dall'egoismo, il capitale si raddoppia con gli interessi sugli interessi, quando è in mano alla speculazione finanziaria, distaccata dall'economia reale umana. Vedi fig.4 L'altro stato di aggregazione dell'acqua, il ghiaccio, non favorisce più la vita, ma la conserva per qualche tempo. Per ritornare a vivere, deve ricevere calore e salire oltre zero gradi. Le banche possono essere paragonate a grandi frigoriferi , nei quali le persone depositano i loro risparmi. Il risparmiatore porta volentieri il suo denaro in banca, affidandogli il compito di conservarlo il meglio possibile. Le banche conservano denaro altrui, ma non lo tengono in cassaforte, perché sanno che lì non rende. Lo investono, cioè lo prestano, concedono crediti, mutui e prestiti, chiedendo in cambio interessi. I risparmiatori consapevoli chiedono oggi alle banche dove investono i loro soldi; i promotori finanziari attenti avvertono questo cambiamento nei loro clienti. Su questa scia di presa di coscienza sono nate in Germania per primo la banca GLS Gemeinschaftsbank di Bochum, seguita poi da altre iniziative in Olanda, Svizzera BCL di Basilea e in Italia. La Banca Etica italiana ne è un esempio pratico alle nostre porte. I promotori finanziari di questa nuova generazione di iniziative bancarie stanno oggi di fronte ai loro clienti come il giardiniere davanti al suo orto: come fertilizzare il terreno con concimi viventi organici o con concimi minerali di sintesi? Quali prodotti finanziari sostengono un'economia compatibile con l'ambiente? Quale humus favorisce la vita di quali piante su quale terreno? Quali raccolti voglio ottenere? Voglio un rendimento elevato a breve scadenza, che sfrutta solo il terreno mineralizzandolo, oppure cerco di agire a lunga scadenza, rinunciando ad interessi elevati? I problemi di inquinamento ambientale in agricoltura sono stati creati da un modo di pensare morto che non riuscirà a risolverli. Nel medesimo modo di pensare si sono accumulati nelle banche dei capitali enormi di persone totalmente distaccati dalla realtà economica. Per vincere i due problemi, occorre abbandonare il pensare vecchio astratto che li ha creati ed essere capaci di abbracciare un pensare nuovo, legato al cuore. L'agricoltura biodinamica è una strada per il futuro lavoro con la terra; per l'economia quale strada si aprirà? Il denaro del futuro nascerà in tante iniziative locali, nella sfera economica e non politica-giuridica. A mio avviso avrà un carattere dinamico e dovrà soddisfare tre funzioni principali: Hermann Janach Como, 5 marzo 2005, e-mail: Hermann@Janach.it Bibliografia consigliata: I punti essenziali della questione sociale, Rudolf Steiner, 1.ediz.Bocca 1920, Ed.Antroposofica, Milano. 1986 I Capisaldi dell'economia, Rudofl Steiner, conferenze 24.7 - 6.8.1922, Editrice Antroposofica, Milano, 1982 Le seduzioni economiche di Faust, Geminello Alvi, Milano, Adelfi 1989 Das Geld der Zukunft, Bernard A.Lietaer, Rieman Verlag, 2002
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