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L'euritmia
Possiamo
chiederci di quali esperienze notturne sia eco l'euritmia. Osserviamo
prima di tutto un elemento architettonico che si esprime nel rapporto
di quest'arte con lo spazio, per esempio nei diversi atteggiamenti e nella
disposizione dei gruppi. Il gesto euritmico produce forme simili a quelle
delle arti plastiche, quando modella nell'aria un suono musicale o un
suono articolato. Per questo Rudolf Steiner ha definito l'euritmia da
lui creata "un'arte plastica in movimento".
I colori della pittura ritornano in quelli dei costumi, dei veli, delle
luci sulla scena. Vivono anche in ogni interprete, nelle sensazioni colorate
che dovrebbero accompagnare ogni esercizio. I suoni della musica vengono
resi visibili dall'euritmia musicale e le parole dall'euritmia della parola.
Ad ogni tonalità, ad ogni sonorità verbale corrisponde un
gesto preciso in cui si dispiega il movimento tracciato dalla laringe
e realizzato dagli altri strumenti del linguaggio e del canto. L'euritmia
rende visibili i gesti invisibili del linguaggio e del canto che sottendono
i movimenti, di cui abbiamo parlato sopra, degli strumenti della parola.
Queste osservazioni fanno comprendere come l'euritmia riunisca in sé
tutte le arti, convergenza che si delinea già in alcune altre arti:
per esempio negli elementi musicali della pittura, nelle tonalità
colorate della musica descrittiva. Inoltre, praticando l'euritmia, l'organismo
umano nella sua interezza diviene lo strumento di quest'arte, cosa che
avviene solo in parte nell'arte della parola o del canto. I gesti dell'euritmia
non si dispiegano solo nello spazio terrestre ma anche nel campo di tutte
le arti, perché l'essere umano si unisca in modo nuovo alla convergenza
euritmica delle arti già sperimentata durante il sonno. Lo spettatore
di una rappresentazione euritmica, anche lui, viene stimolato in modo
del tutto particolare. Limitandosi al ruolo di spettatore, si perde la
cosa più importante. Dovrebbe unirsi così attivamente ad
ogni gesto euritmico da penetrarvi in modo tale da farlo rinascere in
sé. Quest'appello all'attività personale vale in un certo
senso per tutte le arti, ma acquista nell'euritmia un accento particolare.
Quando, durante uno spettacolo di euritmia, ci si impegna ad accogliere
quest'appello, si passa dall'immagine del movimento al movimento stesso,
percependo così in parte ciò che ci viene portato giù
dal cosmo. Facendo rivivere tutte le arti, l'euritmia si ricollega all'arte
primordiale dell'umanità che si esprimeva nella danza sacra dei
templi. Anche questa danza riuniva tutte le arti. I gesti dei danzatori
avvolti in vesti colorate, accompagnati dalla parola e dai suoni della
musica, si dispiegavano nello scenario dell'architettura dei templi e
delle loro statue. Gli uomini percepivano allora che quell'arte proveniva
dagli dei, era formata e diretta dai sacerdoti, e le sottomettevano il
loro vissuto e la loro attività. L'euritmia realizza un rapporto
nuovo con il cosmo, tanto completa quanto quella creata un tempo dall'arte
sacra dei templi. Oggigiorno, tuttavia, è l'individualità
di ogni essere umano a vivere e formare ciò che ha ricevuto alle
sorgenti delle arti.
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