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La
pittura
Quando utilizziamo il colore liquido, siamo più vicini alle esperienze
notturne di colori e luce. Si agisce dunque sul flusso di tutti i fenomeni
viventi del corpo. Va sottolineata a questo proposito l'azione sul sangue,
portatore delle nostre sensazioni e dei nostri sentimenti. Le impressioni
ricevute dagli occhi vengono veicolate fin nel sangue. Qui esse vengono
interamente assimilate dal corpo astrale, che dispiega la sua vita sensoriale
nell'elemento aria contenuto nell'elemento liquido, cioè nella
respirazione interna, tra il sangue e la sostanza corporea. L'anima cui
ci rivolgiamo a partire da questo punto vive interamente nel colore.
Abbiamo visto quanto sia importante per la vita psichica che un massimo
di impressioni sensoriali si traducano in sensazioni viventi. Questo è
vero per tutti i sensi, ma in particolare per le impressioni visive. È
soprattutto il caso delle impressioni che facciamo rivivere attraverso
il ricordo. Siamo tutti pittori nel nostro foro interiore quando coltiviamo
ricordi colorati. Ogni ricordo "dipinge" qualcosa, anche se
l'immaginazione attiva non crea niente di nuovo e si limita a colorare
i ricordi.
Nell'ambito corporeo, colori sporchi, colori male assortiti, quadri composti
male esercitano un'azione nefasta fin sulle secrezioni, arrivando a provocare
nausea. Invece, un felice accostamento di colori e una composizione riuscita
dei quadri sono stimolanti per la circolazione dei liquidi organici, del
sangue, e per la respirazione interiore. Il risultato terapeutico va dallo
scioglimento degli spasmi fino all'attivazione e alla rigenerazione del
sangue. La pittura concorre dunque, con il modellaggio, a rinnovare continuamente
gli organi, di cui sappiamo che in ogni momento si disgregano e che di
continuo devono riformarsi per "coagulazione" a partire dal
sangue.
L'azione psichica dell'utilizzo dei colori liquidi parte dal sangue ed
esercita una stimolazione vivificante sul grigiore stagnante delle sensazioni
che possiamo osservare in alcune affezioni psichiche che tendono alla
stagnazione e alla rigidità quali soprattutto le depressioni e
l'epilessia. Le sensazioni rivivificate conferiscono allo stesso tempo
nuova vita alle rappresentazioni. Questa nuova vita è l'antidoto
dinamico alla sclerosi che si manifesta sotto forma di idee ossessive,
nonché alla passività cui si abbandona il malato a causa
delle sue idee ossessive. La pittura crea quindi le condizioni favorevoli
perché il soggetto possa ritrovare nuove impressioni e assimilarle.
La cosa è più difficile quando abbiamo a che fare con il
"grigiore" della noia, uno dei campi in cui viene maggiormente
utilizzata la terapia dei colori accanto a quello della malattia ossessiva.
Ciò che è soprattutto importante è dipingere nell'umidità
dei colori ad acqua (acquarello su "carta bagnata") e di trarne
un fiore, un paesaggio o la figura umana. Inoltre, la portata terapeutica
della pittura si diversifica a seconda dei colori. Il rosso, per esempio,
stimola direttamente il sangue; il blu, che è sedativo, tempera
a partire dal capo i processi sanguigni in eccesso, che si traducono a
livello psichico in agitazione e aggressività.
La pittura a strati sovrapposti consiste nell'applicare successivamente
l'uno sull'altro diversi strati di pittura e aspettare ogni volta che
ciascuno strato si sia asciugato. Si può osservare l'effetto calmante
di questa tecnica. Qui, più che nell'acquarello su carta bagnata,
dove i colori si incontrano, il paziente è invitato a prendere
le distanze dall'immagine e a contemplare di volta in volta ciò
che ha appena realizzato. Nell'ambito della pittura, in questa tecnica
l'accento è posto più decisamente sul sistema nervoso, che
è l'agente mediatore della coscienza percettiva.
Dei tre elementi dell'anima sollecitati direttamente, la notte, dalla
pittura e dalle arti diverse dall'architettura e dalle arti plastiche,
di cui parleremo ancora, è all'anima senziente che si rivolgono
le impressioni pittoriche originali. Al risveglio, l'anima senziente ne
fa partecipe il suo fratello meno luminoso, il corpo senziente, rimasto
nel corpo fisico, dove esercita attraverso la respirazione interna gli
effetti che abbiamo descritto (5). Di giorno, la sensibilità interiore
dell'anima senziente esprime un rapporto diretto con la pittura. La pittura
rigenera nella sua essenza quest'elemento dell'anima. Con l'euritmia curativa,
la terapia attraverso la pittura occupa dunque il primo posto nella cura
dei disturbi evolutivi dell'anima senziente, e quindi anche del corpo
senziente.
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