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L'
arte delle forme
Nei templi
e nelle cattedrali troviamo anche statue le cui forme primordiali sono
quelle dell'arte plastica. Già per Platone tali forme si esprimevano
nei corpi platonici, chiamati così a partire da lui: il cubo, il
tetraedro, l'ottaedro, l'icosaedro e il pentagono dodecaedro. Nella clinica
Friedrich-Husemann si comincia in genere col far modellare questi corpi.
Ad essi si aggiunge la sfera, da cui deriva poi la forma d'uovo, quindi
diverse forme animali, infine la testa umana. Le forme prendono quindi
via via più movimento. Il modellare forme particolari del corpo
umano, l'orecchio del vicino, per esempio, rafforza in colui che vi si
dedica il legame con il proprio corpo, legame che già stimolava
l' attività modellante delle mani.
Nel cuore della notte, l'artista che modella in noi, il corpo eterico,
assimila nuove esperienze della forma vivente. Da lì viene il senso
dell'arte plastica. Al contrario dell'armatura ossea, dell' "architettura"
del nostro corpo fisico, il corpo eterico è attivo soprattutto
nei muscoli che circondano lo scheletro con le forme plastiche del corpo.
Può accadere che i muscoli si contraggano se guardiamo una ceramica
poco riuscita, un vaso storto. Ci si sente meglio nella modellatura del
proprio corpo osservando una ceramica ben riuscita.
Il modellaggio sostiene il corpo eterico nel suo compito di edificare
e di riparare il corpo. Questa attività fornisce allo stesso tempo
all'anima, la cui attività procede anch'essa dal corpo eterico,
impulsi formatori nuovi. Il modellaggio è indicato soprattutto
per quei soggetti portati ai processi fisici o psichici di disgregazione.
A livello fisico, si tratta per esempio delle ulcere; dal punto di vista
dell'anima, possiamo citare il caos psichico, l'effusione patologica dello
psichismo che si diffonde nell' ambiente esterno, infine la psicosi. L'influenza
strutturante del modellaggio affronta questa tendenza a partire dal corpo
eterico, ciò che ha importanza soprattutto nella cura, attraverso
le arti, della schizofrenia e dell'isteria. Nell'epilessia, la stimolazione
strutturante permette un migliore riassorbimento degli ostacoli nell'organismo.
La ceramica è analoga al modellaggio, e qui il rapporto particolare
con la formazione degli organi umani è evidente. Se gli organi
non sono più "a tenuta stagna" e la loro struttura sottile
è stata compromessa, il fatto di realizzare recipienti, quali vasi,
coppe o tazze, stimola le strutture organiche nuove. Infine, la cottura
nel forno rafforza il processo, non senza ripercussioni sullo psichismo.
La scultura in legno procede nel senso di sottrarre progressivamente tutto
ciò che nasconde la forma. È un'attività più
dura, che impegna fin nelle ossa colui che la realizza. Esiste un rapporto
antropologico tra quest'attività e la formazione dell'osso. Nel
corso di questo processo, infatti, dopo un primo "abbozzo" dell'organo,
alcune cellule tolgono una parte della sostanza ossea fino a che non si
ottengano la struttura e la forma definitiva dell'osso. La scultura in
legno dovrebbe quindi stimolare la formazione stessa delle ossa e contribuire
allo stesso tempo alla costituzione dell'"ossatura" psichica
del malato.
Nell'impagliatura (con paglia, spago, etc.) si intersecano, a formare
dei motivi, i diversi elementi costruttivi che in ceramica danno vita
al vaso. Vi riconosciamo un elemento grafico, da cui una nuova relazione
con l'edificazione del corpo in cui si intrecciano numerose strutture.
Nell'anima, sono soprattutto i pensieri ad intrecciarsi, ad appoggiarsi
gli uni sugli altri o a correggersi. Ci si può attendere un effetto
positivo dall'impagliatura, come d'altra parte dalla tessitura, ogniqualvolta
i pensieri siano ingarbugliati o quando la preponderanza ingiustificata
di un particolare pensiero ne faccia un'"idea fissa". La tessitura
introduce forme, immagini nell'ordito dei fili. La relazione antropologica
si stabilisce con le reti nervose che avvolgono tutti gli organi e perfino
ogni cellula per permettere alle forze formatrici di orientare la loro
attività. La tessitura agisce dunque sul sistema nervoso per mezzo
del quale si costruisce il corpo. La sua forza strutturante passa dal
corpo all'anima. Il disegno prepara il passaggio alla pittura. Tuttavia,
esso sottolinea i contorni ed è più vicino al modellaggio
per la sua azione sulle effusioni corporee o psichiche. Le tecnica del
disegno in bianco e nero tratteggiato, che dobbiamo alla pedagogia di
Rudolf Steiner, conserva nei suoi tratteggi la direzione discendente da
destra verso sinistra. Questa direzione corrisponde al gesto euritmico
della "I" eseguito nella sua forma classica, il braccio destro
alzato e quello sinistro rivolto verso il basso. Come nella "I"
dell'euritmia, un orientamento di questo genere si rivolge all'Io che,
all'esterno e all'interno, concentra le forze dell'essere umano e le orienta
verso uno scopo. Perseverando in questa direzione nel disegno tratteggiato,
si accentua il processo in questione. Nel quadro delle arti terapeutiche,
ne risulta soprattutto un rafforzamento dell'Io.
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