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LA
TERAPIA ARTISTICA
E GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL'UOMO
di
Rudolf Treichler (1)

Per definizione,
la terapia artistica deve prestare attenzione alla malattia. Non si tratta
affatto di una qualsiasi "terapia occupazionale" in cui ci si
occupi d'arte per far passare il tempo. Abbiamo visto come ogni vera terapia
sia contenuta nella malattia, e come ogni malattia richieda un trattamento
adeguato. E questo vale anche per ognuna delle terapie artistiche. Così
come le malattie, anch'esse sono inscritte nell'essere umano e vengono
sviluppate interamente a partire dall'uomo. Considereremo quindi le diverse
terapie artistiche e le loro basi antropologiche.
Dopo aver superato le difficoltà iniziali, ci si sente vivificati
e fortificati da ognuna delle terapie artistiche. È la stessa cosa
che si sperimenta dopo un sonno riparatore. Il mattino, il mondo sembra
ogni volta più ricco della sera prima di splendore e di colori.
Accade anche di svegliarsi con un'impressione colorata, o che si veda
in modo diverso dalla sera prima lo splendore di un colore tutt'intorno.
Ci si risveglia con una melodia, un suono o un'atmosfera in minore o in
maggiore, così come li conosciamo dalla musica. Si ritrova, al
mattino, un verso conosciuto e, di colpo, ci sembra del tutto nuovo e
risuona in noi in modo del tutto diverso.
Le individualità creative riportano dalla notte stimoli e contenuti
che alimentano la loro creazione artistica. Raffaello, per esempio, racconta
che il quadro incompiuto di una Madonna gli si era improvvisamente mostrato
concluso un mattino al risveglio. Schubert deve molto delle sue melodie
al sonno e Bruckner vi ha trovato i motivi delle sue sinfonie. Goethe
ha tratto dal sonno versi che a volte annotava la notte stessa.
Da dove vengono questi contributi? Alcuni sentimenti relativi al sonno
contengono, per rispondere a questa domanda, qualche prima indicazione.
Bastano sensazioni quali quelle di partire galleggiando, planando, l'impressione
di certi sogni in cui ci pare di volare, per farci pensare che, nel sonno,
l'anima e l'Io lascino il corpo, tornando quindi alla fonte di ogni vita
terrestre, in seno all'universo.
Sulla base delle sue ricerche, Rudolf Steiner ha descritto come l'anima
e l'Io dell'uomo addormentato soggiornino nel mondo spirituale, nelle
sfere cosmiche delle cui armonie, le "armonie delle sfere",
si era ancora occupato l'astronomo Keplero. Si può dire inoltre
che a queste sonorità originali va aggiunta l'azione sull' anima
e sull'Io delle forme, dei colori e delle parole primordiali. L'essere
umano ne riporta, al mattino, un qualcosa, il più delle volte a
sua insaputa, ma rafforzato e dotato di nuova vita grazie alla risonanza
di queste esperienze. Allo stesso tempo, quest'evento fa sì che,
durante la giornata, si sia sensibili a determinate arti e che si sia
capaci di praticarle (2). I miti delle Muse, che scendono dai cieli verso
l'uomo gratificandolo con il loro bacio, contiene il riflesso di quest'evento
cosmico.
Questo spiega perché si dice che tutti gli uomini sono più
o meno artisti per natura e capaci di creatività artistica (3).
In effetti tutti noi, a livelli diversi, possiamo riportare dal sonno
le esperienze artistiche che risorgono di giorno e possono trasformarsi
in facoltà artistiche. La mattina, queste esperienze si uniscono
prima di tutto a quella sfera dell'anima in cui regna sempre la notte:
la vita psichica inconscia. Si tratta di un sonno da cui bisogna uscire
se si vuole assimilare la creazione artistica o consacrarvisi fino in
fondo. Questo risveglio non è automatico. È lento, graduale,
e dev'essere provocato dall'uomo stesso, dall'interesse per le arti e
per il loro esercizio. È l'assenza di questo sforzo che fa ritenere
che manchino i doni artistici.
Questa situazione contiene anche la risposta a una domanda che s'impone:
perché una terapia artistica, se l'anima del malato ha già
assimilato arte durante la notte? Bisogna dire prima di tutto che oggi
anche questa assimilazione è in pericolo. Interamente aperto, durante
il giorno, al mondo terrestre, l'uomo è "cieco e sordo"
di notte alle impressioni artistiche di origine cosmica (4). La pratica
artistica durante il giorno è dunque importante, non fosse che
per i doni artistici da ricevere durante la notte.
Nel corso della sua vita e soprattutto delle sue notti, ogni essere umano
si vede offrire dei doni. Per riceverli, deve rendersene degno. A lui
spetta quindi saperli utilizzare, farli propri per conservarli. Goethe
dice nel suo Faust: "Conquista, per farlo tuo, ciò che hai
ereditato dai tuoi antenati!". Parlando d'arte potremmo dire: "Conquista,
per farlo tuo, ciò che hai ricevuto dalle tue notti!". Questa
esigenza non è mai stata tanto attuale come oggi. Il genio era
per lo più, un tempo, un dono che si conservava per tutta la vita.
Oggi, doni del genere si indeboliscono molto più presto che nel
passato, il genio che è solo un dono si perde, al più tardi,
verso la trentina. Questo tipo di genialità si trova piuttosto
durante l'infanzia, quando il sonno è più lungo e il rapporto
con l'universo molto più profondo che in seguito. Il bambino può
ancora vivere di doni. Quasi come un "sonnambulo" dipinge, disegna
a volte in un modo decisamente geniale che l'adulto deve invece riconquistare
esercitandosi.
Le diverse esperienze artistiche del sonno vengono ricevute in diverse
sfere della natura umana, da dove risalgono - o si fanno resuscitare -
durante la giornata. È verso queste sfere che le diverse attività
artistiche, dopo tale "risalita", dirigono, di ritorno, la loro
azione terapeutica. Ciò che segue tratterà di questa reciprocità,
tenendo conto in parte dell'esperienza acquisita da medici e clinici di
orientamento antroposofico. Il primo posto, in questo resoconto, spetta
all'esperienza e ai diversi contenuti dell'opera di M. Hauschka. F. Husemann
ha elaborato nella casa di cura di Wiesneck alcuni punti di vista relativi
alla cura di malattie psichiche attraverso le arti, e la signora W. Husemann
ha fatto altrettanto in tema di euritmia. Dopo la morte di queste personalità,
le loro intuizioni sono state sviluppate in vista della loro applicazione
da parte di medici e artisti terapeuti della clinica Friedrich-Husemann.
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