Articolo tratto dal Bollettino BIO Dimanica dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica
anno XII ~ Bollettino n.65 ~ marzo/aprile 2006
Inizia con questo numero di BIOdinamica la pubblicazione di una serie di brevi articoli
a cura della ricercatrice tedesca Petra Kühne che da anni si occupa di scienza
alimentare e oggi dirige l’Arbeitskreis für Ernährungsforschung, il centro di ricerca
fondato da Udo Rezenbrink. Karin Mecozzi l’ha intervistata per noi sull’attività del Centro di Bad Vilbel.
IL GRUPPO DI RICERCA SULL’ALIMENTAZIONE di Bad
Vilbel in Germania si occupa da diversi anni
di ricerca e informazioni sull’alimentazione
secondo la visione antroposofica.
Come è strutturata la vostra sede?
R. Abbiamo un ufficio e una sala per incontri
e riunioni. Non disponiamo di un laboratorio
ma possiamo effettuare la dinamolisi capillare
e le degustazioni nella nostra sede. Lavorano
con noi due collaboratori a tempo pieno
e 2-3 collaboratori per singoli progetti.
Come si finanzia la vostra attività?
R. Le quote associative e le donazioni
rappresentano il 40% del nostro supporto
economico. I soci sono soprattutto consumatori
e persone che si occupano di alimentazione come
consulenti, commercianti, produttori (molte
aziende Demeter). Altri introiti provengono
dagli abbonamenti alla rivista e dalla vendita
dei libri che pubblichiamo. I soci e gli abbonati
provengono da 26 paesi, per lo più dai paesi
di lingua tedesca, ultimamente si è iscritta
anche l’associazione biodinamica finlandese.
Quali sono le attività principali dell’Arbeitskreis?
R. Attualmente stiamo lavorando al tema dello
zucchero (mercato mondiale dello zucchero,
interazioni economiche, effetto dello zucchero
sull’uomo dal punto di vista antroposofico).
Un altro argomento che stiamo affrontando sono
le linee fondamentali della visione antroposofica
riguardo all’alimentazione. Ne fa parte anche
l’elaborazione degli eteri e delle forze eteriche.
Il nostro gruppo di ricerca pubblica
regolarmente libri: il prossimo volume tratterà l’alimentazione e le malattie degenerative.
Per il gruppo di ricerca tengo corsi
e conferenze nelle scuole, in cliniche, istituti di formazione in agricoltura biodinamica
e in medicina antroposofica. Conduco inoltre
dei gruppi di lavoro nei convegni internazionali
come il convegno annuale di biodinamica
al Goetheanum o il convegno del Demeter Bund
a Vienna. Il nostro gruppo di ricerca partecipa a
diverse iniziative interdisciplinari e internazionali.
In che modo collaborate con il Forschungsring
(l’associazione biodinamica in Germania)?
R. Lavoriamo regolarmente insieme:
l’Arbeitskreis pubblica i suoi studi e articoli
sulla rivista Lebendige Erde, incontra
il Forschungsring al “Gruppo Base
per l’agricoltura biodinamica” (progetta
il convegno della Demeter e si occupa delle linee
fondamentali), collabora con il Forschungsring
a progetti di indagine sugli effetti
dell’alimentazione come per la ricerca“Indagine nel monastero”, o sulla qualità come per il seminario sul latte, ecc.
Come si riconosce la qualità dei prodotti
biodinamici?
R. Per valutare la qualità di un prodotto
partiamo dalle aziende che producono i semi, consideriamo il metodo di coltivazione
e la trasformazione. Per la qualità è importante
usufruire coscientemente delle forze
cosmiche (attraverso i preparati, il calendario
delle semine ecc.), mettere in pratica il concetto
di individualità aziendale, di azienda a ciclo
chiuso e rispettare le norme nell’allevamento
(per esempio, il divieto di tagliare le corna
delle vacche, le direttive sulle api, ecc.).
Riguardo alla qualità in biodinamica siamo
solo all’inizio. Utilizziamo metodi di ricerca
come la cristallizzazione sensibile,
la cromatografia, la dinamolisi capillare oppure
la misurazione dei biofotoni (Istituto Kwalis).
L’uomo stesso è uno strumento di misurazione
della qualità: è importante, ad esempio,
degustare i prodotti alimentari. I nuovi metodi
non solo lavorano con l’esperienza sensoria
ma anche con la percezione delle forze.
Per quest’ultimo metodo è necessaria
una sensibilità particolare, una percezione“raffinata” che si può comunque imparare.
Lo insegnano Dorian Schmidt e altri. “L’indagine nel monastero”, una ricerca
condotta all’interno di un convento
di monache nella Foresta Nera, ha dimostrato
che il benessere delle persone aumenta
con il consumo di prodotti Demeter.
Infine, come gruppo di ricerca offriamo
consulenze sull’alimentazione. L’alimentazioneè individuale e non si possono dare regole
o divieti in senso generico. Ciò che serveè la comprensione del singolo. L’alimentazione
secondo i temperamenti permette, ad esempio,
di differenziare i cibi nel rispetto dell’individuo.
Nel nostro lavoro di consulenza e di studio
usiamo sia l’approccio goethiano, che tiene
conto dello sviluppo e della conformazione
visibile delle piante, sia i dati che risultano
dalle analisi sulle sostanze.
Arbeitskreis für Ernährungsforschung e.V.,
Niddastr. 14, D-61118 Bad Vilbel
www.AK-Ernaehrung.de
Intervista di Karin Mecozzi
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