| Articolo tratto dal Bollettino BIO Dimanica dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica
anno XII ~ Bollettino n.65 ~ marzo/aprile 2006
ATTUALMENTE LA QUALITÀ DI UNA PIANTA alimentare è collegata alle sostanze nutritive. Gli spinaci contengono
ferro, i limoni la vitamina C, ecc. Per stabilire il contenuto
di sostanze nutritive si effettuano apposite analisi. Non siamo
in grado di percepire le sostanze nutritive come il ferro
o le vitamine attraverso i sensi, ma le rileviamo indirettamente
per mezzo di apparecchi di misurazione come quelli usati
in chimica alimentare. Il consumatore può conoscere le sostanze
nutritive attraverso il pensiero. Un altro metodo per valutare
la qualità proviene dall’antroposofia. Si basa sulle forze vitali
e della crescita, sugli eteri. Non possiamo percepire le forze
in generale né con i sensi né attraverso l’uso di apparecchi
tecnologici per misurare le forze fisiche (per esempio, la forza
di gravità). Ci possiamo tuttavia esercitare in questa direzione
e sviluppare gli organi di percezione necessari. Finora poche
persone sono state in grado di percepire le forze vitali.
Per questo motivo è stato sviluppato un terzo metodo
per valutare la qualità: l’azione delle forze vitali sulla materia,
sulla forma e sulla formazione di sostanze. Per le piante si studia
la morfologia, la scienza dello sviluppo delle forme delle piante, degli
organi come la foglia o il frutto, ma anche la presenza di sostanze.
Il metodo di osservazione goetheanistico permette la valutazione
e la classificazione seguendo leggi scoperte dai ricercatori.
Nel mondo vegetale troviamo, per esempio, i tipi. Tutti
i cereali presentano uno o più culmi centrali che salgono
in verticale verso il sole. Esprimono delle forze vigorose
di innalzamento: nessuna specie di cereale ha bisogno
di un sostegno. Solo una forte tempesta può allettare i culmi.
Dalle foglie affilate, lanceolate vediamo che i cereali vengono
fortemente plasmati. L’infruttescenza a spiga o a pannocchia
appare ordinata e regolare: i cereali si distinguono proprio
per l’ordine e la stabilità della forma. L’uomo che si alimenta
con i cereali stimola quindi le seguenti forze: le forze
di innalzamento che si contrappongono alla forza di gravità,
le forze di forma e ordine che si oppongono al caos e alla
proliferazione. I cereali ci incoraggiano inoltre a dirigerci
verso il sole e concentrarci su un obiettivo.
Un’immagine completamente diversa è invece il fagiolo
rampicante, una pianta ortiva molto diffusa che fa parte
delle leguminose. Cresce anch’esso verso l’alto dirigendosi verso
la luce, ma come pianta rampicante non dispone delle stesse forze
d’innalzamento dei cereali. Ha bisogno del sostegno di canne
o altre piante a cui appoggiarsi. Non cresce diritto lungo il sostegno
ma lo avvolge percorrendo quindi un tragitto molto più lungo
verso il sole. Il biologo F. Julius1 paragona le piante rampicanti come
il fagiolo al pianeta Mercurio che gira intorno al sole compiendo
delle “asole” e non segue una direzione rettilinea. Il frutto
del fagiolo, un baccello che contiene i semi, rivela la prevalenza
della forza di gravità. Il baccello pende verso il basso mentre
la spiga si inclina solamente nell’ultima fase della maturazione
ma non tende verso la terra.
I fagioli possono quindi trasmettere forze che stimolano
la mobilità (arrampicare) e l’indirizzarsi verso la luce,
non trasmettono invece le forze vigorose di innalzamento
(anche se le trasmettono più di una zucca strisciante). Nell’uomo
stimolano forze vitali diverse rispetto ai cerali.
Gli uomini hanno esigenze individuali e, quindi, in una pianta
la varietà di forze eteriche è positiva: una persona “con la testa
tra le nuvole” può essere aiutata a tornare con i piedi per terra
dai fagioli, che sono un po’ “pesanti” mentre una persona iperattiva
non dovrebbe consumare troppe piante alimentari rampicanti
perché trasmettono mobilità e vivacità…
Esempi come questi ci incoraggiano a conoscere meglio
l’approccio alla qualità che studia le forze. Esso presuppone
tuttavia una conoscenza delle piante che oggi non è più comune.
Forse ci stimola a osservare da vicino una pianta di cavolo rapa
o un cavolo verde.
1 Frits Julius: “La metamorfosi – una chiave
per la comprensione dello sviluppo vegetale
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